Paolo Guerrieri, economista, già professore ordinario alla Sapienza di Roma e professore di economia internazionale a Sciences Po di Parigi, nella sua rubrica Il Mondo a pezzi analizza il vertice di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping e le sue conseguenze per l'Europa. Il vertice ha confermato una stabilizzazione temporanea nei rapporti tra le due superpotenze, senza tuttavia affrontare i grandi conflitti strutturali - dai dazi alla rivalità tecnologica, dalla disputa sulle terre rare alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz. I risultati concreti sono stati modesti: gli acquisti cinesi di aerei Boeing annunciati da Trump sono ben al di sotto delle stime, e nessuna svolta sui chip per l'intelligenza artificiale. Il vertice ha però confermato un cambiamento strutturale nel rapporto tra le due potenze: la Cina non è più il paese che accetta le condizioni americane, ma si siede al tavolo come pari. Lo dimostra la risposta di Pechino ai super-dazi del 145% con il controllo delle terre rare, che costrinse Trump a una marcia indietro nell'autunno scorso. Per l'Europa il quadro è preoccupante. Si tratta di un G2 capace di condizionare l'economia mondiale ma non di governarla, che tratta gli interessi europei come secondari. Il rischio concreto è che un eventuale accordo Usa - Cina sulle terre rare penalizzi le imprese europee con prezzi più elevati e accesso ridotto. L'Europa - come ha ricordato anche Mario Draghi - è sempre più sola. L'unica risposta possibile, secondo Guerrieri, è rafforzare l'autonomia strategica: difesa più credibile, capacità tecnologica e industriale più forte, diversificazione delle relazioni internazionali. Un'Europa frammentata resterà oggetto di contrattazione tra le due superpotenze. Sono previsti altri tre incontri Trump - Xi nel corso dell'anno.
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Il mondo a pezzi, la rubrica del professor Paolo Guerrieri economista che abbiamo in collegamento con Buongiorno, professore, buongiorno, buongiorno, vuol dunque professore, torniamo sul vertice di Pechino, un vertice tra gli Stati Uniti e la Cina con il presidente Trump e il presidente Xi Jinping e diciamo questo confronto tra due superpotenze e l'Europa diciamo assente dunque una sua valutazione sull'incontro sulle conseguenze anche per quanto riguarda l'Europa,
è un incontro che è andato secondo le aspettative più più diffuse, che non erano molto basse, nel senso che si sapeva che poi.
Ci sarebbe stato, diciamo, molta enfasi, ma la sostanza cioè il contenuto, poi del dell'incontro e quindi dei eventuali accordi.
Avrebbe riguardato questioni minori e infatti è stata una lo possiamo chiamare una stabilizzazione,
Temporanea, perché poi è molto legata anche a quello che poi avverrà della relazione, naturalmente tra queste che sono le 2 superpotenze a livello mondiale, ma tutti i grandi conflitti strutturali, grandi le grandi questioni che che destabilizzano il mondo, quindi,
Risponda ai dazi, alla rivalità tecnologica.
Alla disputa sulle terre rare e allo stesso con Guerra intorno all'Iran e al blocco di Hormuz, tutto queste cose sono rimaste, diciamo in qualche modo esattamente come erano prima del summit, cioè non sono state naturalmente discusso, ma su questo non c'è stata nessuna vera nessun, ovvero le proposta di soluzione né tantomeno soluzioni, quindi è positivo che comunque questa questo confronto che,
Governa in qualche modo nel senso che influisce poi su tutto il resto del mondo e sia comunque dal vertice è uscito con una sorta di.
È come dire sordina nel senso che per ora questa timore anche di un'escalation scongiurata, ma appunto ai problemi che avevamo restano in qualche modo tali anche quello che di solito almeno si fa in questi in questi vertici, cioè quello di poi corre darli di come dire risultati economici tangibili quindi acquisti da una parte e dall'altra anche questo lato ha ritirato, come dire anche la modestia delle delle e dei risultati perché naturalmente il presidente Trump si è si è affrettato ad esaltare.
Le grandi concessioni fatte da da da Pechino, in termini appunto di acquisti dalla Boeing, si è parlato di 200 apparecchi, cosa che.
Molto al di sotto di quello che invece si era
Stimato fino a qualche giorno prima, si parlava più del doppio degli acquisti cinesi, non è stato minimamente
In qualche modo non c'è stata nessuna chiara svolta sulle la fornitura dei chip avanzati da parte di invidia per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, e anche questa altro annuncio degli acquisti che i cinesi faranno di soprattutto di prodotti agricoli ha ricordato un po'diciamo quello che è avvenuto in questi anni, cioè le promesse cinesi ad esempio sulla soia americana sono state,
Le multe è sempre molto enfatiche e poi nei fatti e come abbiamo visto, questi questi acquisti non si sono concretizzate o lo hanno fatto in maniera, diciamo, risibile, quindi.
Ecco, la modestia del del dei risultati era attesa e in qualche modo.
Che è stata tale, tuttavia, non è che non è non sia cambiato, ad esempio,
Il rapporto tra le 2 superpotenze perché il vertice, secondo me, ha dimostrato ancora una volta che questo rapporto è cambiato, nel senso che noi eravamo abituati al fatto che poi dire di superpotenza ce n'era una e la Cina era una una, una grande economia, un grande, naturalmente un continente in ascesa e i vertici erano soprattutto caratterizzati,
E dagli Stati Uniti che ponevano delle delle richieste ah, ah ah alla Cina per quanto riguarda sia, diciamo, aspetti economici sia gli aspetti politici, e quindi c'era un rapporto chiaramente.
Non dico unilaterale, ma relativamente, che andava data dagli Stati Uniti alla Cina, ecco, io credo che invece questo vertice abbia ancora una volta confermato quello che poi è la la la la narrativa, se vogliamo chiamarla così ribadita più volte dal presidente Xi Jinping cioè che,
E la Cina si sente ormai viene trattata ormai come una potenza di una potenza di pari rango per quanto riguarda gli Stati Uniti, quindi non ci sono più gli Stati Uniti d'America, che detta le condizioni e la Cina, che in qualche modo li soddisfa, ma poi comunque prende tempo
Perché poi vuole rafforzarsi quello che è avvenuto ed è stato ribadito e e che ormai questo è un un confronto che si svolge tra due superpotenze?
E che si ritengono tali e soprattutto, che la Cina si ritiene ormai di avere un un, un rango, che richiede quindi la la la, la possibilità di accordi che avvengono tra tra due leader, appunto di di di come dire di di di paesi e che non si sentono sul volto di un Paese che non si sente inferiore, è stata coniata. No, questo termine di stabilità strategica costruttiva, per indicare proprio questa relazione tra pari nel senso poi, quindi che si vuole mettere in risalto che c'è competizione, ma in realtà ci deve essere anche partnership, perché sono due superpotenze che non possono o che non si possono permettere. Si potrebbe dire poi di arrivare a un'attenzione massima o addirittura in qualche modo a uno scontro. Ecco, questo, secondo me, è proprio anche l'andamento del del del summit. Tutta questa coreografia dell'incontro, così come è avvenuto e dietro c'era una grande preparazione, come sempre da parte cinese ha ribadito questo e da parte americana è datata dal presidente Trump. È stato di fatto riconosciuto questo questo status anzi se n'è andato anche oltre, perché il presidente americano si è sperticato in elogi di
Nel del leader cinese,
Anche un po'sorpreso. Una professore in fondo, diciamo Biden, non era andato in Cina, c'era andato Trump durante il suo primo mandato e ci ritorna adesso perché questa insistenza, ma io credo che sia stato quello che io credo che sia stato un vero e proprio shock lo scorso anno, che è avvenuto
E ci ricordiamo tutti no, l'affondo di di di di Trump con con i dazi quando dichiarò quel famoso 2 aprile, tutta quella sfilza di di di di tariffe verso praticamente il resto del mondo, ma alla Cina e Trump aveva in qualche maniera riservato un trattamento particolarmente pesante, perché
E e le le i superdazi nei confronti della Cina erano intorno al 145%, cioè qualche cosa che era enormemente superiore a qualsiasi altro,
Tariffa quello che avvenne perché Trump si aspettava di misurarsi a questo punto sul piano di una Cina che dipendeva dal mercato americano e che poi non aveva di fatto grandi armi per poter rispondere e quello che si è trovato davanti in realtà è stato una risposta che lo ha completamente spiazzato, che è stata la risposta sul controllo che le materie prime critiche, terre rare, cioè quei famosi
E minerali che servono per produrre praticamente tutta, ad esempio, l'alta, tecnologia commerciale e della difesa. Ed è stata una mossa che ha completamente spiazzato il presidente americano, non dimentichiamolo, aveva dovuto fare, diciamo, un un una marcia indietro, anche adesso
Tant'è bravissimo nel fingere e sconfitte nel trasformare sconfitte in grandi annunci però quella fu una diciamo anche un po'umiliante eh eh eh, come dire indietreggiamento bene, io credo che quello sia stato una una una brutale presa
E consapevolezza del fatto che che la Cina aveva a questo punto, in mano armi che erano in qualche modo equiparabile a quello degli Stati Uniti,
Quindi e rimane vero, naturalmente, che sul piano militare, sul piano gli Stati Uniti restano in qualche modo, come dire, una potenza superiore, nel senso che
La Cina non ha questa capacità di almeno ancora di potersi in qualche modo esprimere a livello globale, come fanno negli Stati Uniti, però di fatto, qui ci troviamo di fronte, almeno sul piano di questo, ad esempio scontro dal punto di vista commerciale ed è la dimostrazione che cleaning che la Cina è in grado di paralizzare gli Stati Uniti perché,
Il il diciamo l'accordo che poi è stato siglato nell'inverno scorso, che era novembre ottobre ad in Corea in occasione dell'incontro dei Paesi Apec, beh, quello è stato il quale riconoscimento da parte degli Stati Uniti che la Cina doveva avere un trattamento particolare, io credo che da questo sia nato questo
Timore reverenziale che tale possiamo chiamarlo del presidente americano verso ci Jinping, come dire e sa di non potersi permettere quello che invece si permette con gran parte del resto del mondo che forse ecco il rapporto con Putin potrebbe essere considerato qualche cosa di simile, ma verso la Russia in realtà, gli Stati Uniti e il presidente drama no, un altro tipo di
E di considerazione. Ecco, quindi credo che questo però quello che punto per lei lo diceva giustamente all'inizio, ma quali sono poi le conseguenze verso il resto del mondo di questo incontro e soprattutto verso di noi, verso i Paesi europei? Io credo che queste siano due superpotenze ormai indubbiamente tali, soprattutto a livello economico, in altri campi. Come sappiamo, a livello finanziario la Cina aspira a diventare una seconda superpotenza, ma sicuramente su molti campi sono due, quindi si può parlare di quello che no viene con come, come sintetica espressione, viene usato il G 2, il gruppo dei due, cioè il G 2, come ormai nuova realtà di dominio del mondo. Bene, quello che ci ha rivelato in realtà questo summit, che è un G 2, in realtà in grado di condizionare tutto il resto, ad esempio dell'economia mondiale e degli altri Paesi. Però è un G 2 che non non ha capacità di governare il mondo, cioè non ha una capacità
Né si potrebbe dire, la volontà di esprimerla, una, una leadership che possa aspirare a e quindi che possa far configurare una specie di mondo diviso in due grandi blocchi. Perché poi il G 2? Questo evocherebbe no, la possibilità che si arrivi a questo punto alle 2 grandi sfere di influenza che fanno capo a Stati Uniti e Cina e dentro queste sfere di influenza i paesi si schierino da una parte e dall'altra bene. Questa configurazione in realtà, secondo me è molto lontana da quello che è oggi la realtà. La realtà è in realtà di due superpotenze indubbiamente che hanno
Questo potere di in qualche maniera condizionare, come si dice,
L'andamento dell'economia. Lo stiamo vedendo per quanto riguarda gli domenica con nei confronti della guerra in Iran di quello che sta succedendo sul piano del del del petrolio, dell'energia del però, allo stesso tempo, non sono in grado di disegnare queste sfere d'influenza, ma soprattutto, come dire di
E poi poter a tirare da una parte e dall'altra e quindi costruire. Questo è
Blocchi di paesi in realtà
è un G 2 perché ci sono queste due superpotenze, ma il resto del mondo resta frammentato e in qualche modo esposto molto a questo
E potere delle due superpotenze che appunto, sono in grado di stringere accordi.
Tattici, ma in questi accordi non sono in grado di esprimere governo e tantomeno sono in grado di gestire i grandi problemi che restano poi tali e che, come sappiamo, destabilizzano poi il resto del mondo, e questo è naturalmente molto preoccupante per il resto del mondo e soprattutto per l'Europa perché è evidente che diciamo come papà,
Parte appunto dei paesi terzi, l'Europa
Che è sempre più schiacciata tra queste due superpotenze che sono in grado di stringere tra loro degli accordi sul commercio, tecnologia, energia, sì, praticamente su tutto il campo dei grandi temi, ma non sono in grado di offrire stabilizzazioni e soprattutto trattano poi gli interessi
Ad esempio dell'Europa come asso assolutamente secondari, quindi noi siamo come, pur essendo una grande area più un soggetto di questo negoziato, che cioè oggetto di questo sì, una una materia del ecco, quindi non è che ci dispiace che poi sia stata,
Raggiunta una forma in qualche modo di di appunto, di di accordo, no, perché questa questa rivalità che sia gestita per noi non è una cattiva notizia, perché noi dipendiamo poi no, come sappiamo, dal fatto che abbiamo bisogno di approvvigionamenti che funzionino di di,
I prezzi dell'energia, che siano più bassi dell'UE,
Quindi questo comunque questa rivalità gestita, se non altro può
Essere compatibile con una maggiore stabilità, però uno,
In realtà, questa, con coulisse, adesso stiamo cercando di di di di di affermare questa rivalità gestita, non è in grado di Sordio risolvere questi grandi e queste perturbazioni, soprattutto questa frammentazione, che poi è il vero problema e in secondo luogo e noi rischiamo ogni volta di,
Non solo non essere un attore in grado di negoziare, ma di pagare poi il conto di questa di questa confronto partnership tra i due, perché, ad esempio, quello che si è ventilato in questo summit è che gli Stati Uniti possano a un certo punto trovare
Ad esempio, sul piano delle terre rare dei minerali critici, una forma relativamente di accordo di scambio con con la Cina, che vorrebbe dire e trattamenti anche privilegiate, su su licenze, su forniture, sulla possibilità soprattutto di accedere a questo.
Questi minerali a queste terre rare bene, ma questo si riverserebbe su di noi, i Paesi europei sulle imprese europee, in senso molto negativo, perché rappresenterebbe, ad esempio, in maniera molto concreta che noi dovremmo aggiustar c a quello che poi sarà l'accordo o ancora peggio dovremmo pagare poi magari dei prezzi più elevati, io credo che questo diciamo questo quadro di un G 2 non in grado di governare ma in grado di condizionare fortemente il resto del mondo. Per l'Europa voglia dire una cosa, soprattutto
Cioè noi non possiamo affidare la nostra sicurezza economica, il nostro, la possibilità di costruire le basi di una nostra prosperità,
E da una parte sulla benevolenza americana e dall'altra sulla moderazione cinese non è, non è cioè non non è possibile, per cui è l'unica strada, è quella che poi conosciamo bene, cioè quella di gol, di rafforzarsi, auto nuovamente il, il Mario Draghi qualche giorno fa appunto ha parlato,
Come poi altri che l'Europa è oggi sempre più sola.
è la solitudine dell'Europa in questo mondo, beh, credo che questo sia uno dei risultati e delle conferme che esce da questo summit, per cui ancora di più, diciamo, c'è l'esigenza di fare poi e di raggiungere quegli obiettivi.
Che riguardano la capacità di rispondere in termini di una maggiore nostra
Autonomia strategica, che sono poi una capacità di difesa più credibile, una capacità tecnologiche e industriali più forte.
La diversificazione, poi, dei rapporti nel mondo, cosa che in parte si sta facendo sono tutti i terreni sui quali poi dobbiamo riconoscerlo, l'Europa con fatica cerca eh, eh, eh eh e anche qualche progresso lo ottiene, ma certamente ci vuole ben altro proprio perché,
E e la configurazione a livello internazionale è quella che abbiamo,
È descritto e quindi emerge con forza questa necessità. Se non vogliamo, facciamo finire semplicemente come semplici spettatori e in qualche modo spettatori paganti, perché quello che viene chiesto poi agli spettatori, in questo caso Paesi, è quello di dover pagare i costi della del del del dominio delle due superpotenze se non vogliamo rassegnarci a questo, io credo che questo sia soprattutto la, come dire le le, la la considerazione strategica che dobbiamo trarre da questo da questo summit naturalmente questo significa, come sappiamo, che per per avere questa possibilità chance di,
Rappresentare un attore che conta e quindi è in grado di di di di poter difendere, di poter affermare i suoi interessi, l'Europa deve essere più coesa, deve essere più integrata, come si dice in modo molto sintetico, deve essere più serio, più sovrana, perché un'Europa frammentata,
E rimarrà oggetto di contrattazione tra tran tran tran tra Stati Uniti e Cina, piuttosto che diventare un attore autonomo che che, come dire che è in grado di sedersi poi al tavolo dei negoziati. Ecco, questo credo che sia un po'il il diciamo la la, le considerazioni che nel complesso si possono fare di questo di questo confronto. Come sappiamo, ce ne saranno altri quest'anno perché si prevedono addirittura altri tre incontri tra tra tra Trump e Xi Jinping, quindi avremo modo poi di vedere che cosa succederà. Quello che è importante è che, nel mentre
Sul piano europeo si possano compiere alcuni passi nella direzione che abbiamo che abbiamo auspicato. Speriamo nemmeno professor, allora ci fermiamo qui con il mondo a pezzi, ce ne sentiamo alla prossima settimana, grazie al professor Paolo Guerrieri, grazie a voi,
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