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Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

Дата публикации: 25-05-2026 09:05:17

Le previsioni di primavera della Commissione Ue sulla crescita economica: 0,9 per cento per il 2026 per la zona euro, 1,2 per cento nel 2027. L'Italia ha le previsioni peggiori: 0,5 per cento nel 2026, 0,6 per cento nel 2027. La guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno provocato una frenata della crescita economica ed un aumento dell'inflazione. Prima che iniziasse il conflitto, il quadro stava migliorando. Il punto debole del continente europeo resta l'energia, poiché siamo grandi importatori di combustibili fossili dai Paesi produttori. E una crisi energetica ha impatto diretto su trasporti, beni alimentari, servizi e salari, a causa dell'aumento dei prezzi e dell'inlfazione connessa. L'economia europea resta vulnerabile ed è stata colpita da tre shock ravvicinati: l'epidemia del Covid, la guerra in Ucraina e ora il conflitto in Medio Oriente. L'instabilità geopolitica è diventata una variabile permanente. E il vertice tra due superpotenze come Usa e Cina ha confermato che non sono in grado di governare l'instabilità globale. Come arginare gli effetti della crisi energetica? Non si possono elargire sussidi generalizzati: devono essere temporanei e limitati a settori e categorie più vulnerabili. Aiutare famiglie e imprese è necessario, ma va fatto in modo mirato e, soprattutto bisogna preoccuparsi delle vulnerabilità futura dell'economia: completare la costruzione del mercato unico, investimenti in tecnologie strategiche. Vale soprattutto per l'Italia, che è diventata la 'malata d'Europa': cresce meno degli altri Paesi del Sud Mediterraneo come Spagna, Grecia e Portogallo. Bassa produttività, livello di debito alto: se la media della zona euro del debito è 90 per cento, per l'Italia è al 139,2 per cento. Persino la Grecia ci supererà nella riduzione del debito, che quest'anno si attesterà al 134 per cento. L'Italia chiede lo scostamento dal Patto di Stabilità, che certo non è perfetto: ma non possiamo permetterci di aumentare il deficit nazionale. Il nostro Paese ha avuto a disposizione circa 200 miliardi di euro con il Next Generation Eu.

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Questa è radio radicale ed è il mondo a pezzi, la rubrica del professor Paolo Guerrieri che, lo ricordiamo, insegna Economia chance fu a Parigi, allora questa settimana parliamo delle previsioni di primavera della Commissione europea che sono state illustrate la scorsa settimana sulla crescita dell'Unione europea.
Come si dice, previsioni riviste al ribasso, la zona euro nel 2026 crescerà allo 0,9.
L'Italia e la Germania hanno avuto le previsioni peggiori, intanto l'Italia, come saprete, ha chiesto sostanzialmente una maggiore flessibilità e l'estensione di questa clausola di salvaguardia, che è prevista per le spese della difesa anche per l'energia si attende questa settimana la risposta della Commissione Europea, intanto il commissario Dombrovskis ha già dato una una risposta, diciamo invitando anche l'Italia ha,
Non andare verso un aumento di domanda di combustibili fossili questo dovrebbe essere appunto la risposta professore, allora partiamo da queste previsioni a dalle richieste dell'Italia, cosa ne dice?
Il quadro appunto lei lo ha.
Sintetizzato, bene, non sorprende circa, diciamo l'andamento sia in corso per l'economia europea e poi deve varare dei vari Paesi e sia soprattutto le prospettive per il per per il prossimo a per quest'anno e il prossimo anno poiché è sostanzialmente queste previsioni della Commissione parlano di una crescita che sta rallentando fortemente e che è accompagnata da un ritorno dell'inflazione, quindi dell'aumento dei prezzi e in qualche maniera diciamo, è quel quadro di di bassa crescita con prezzi alti che in avvio si era già largamente anticipato a causa,
Di ciò che sta avvenendo la guerra in Medio Oriente, la crisi dello stretto di Hormuz,
Non è naturalmente una crisi verticale, come dire, come quella del Covid di di di di ANNI di qualche anno fa, ma certamente è una una, una situazione che preoccupa soprattutto a preoccupare e questo andamento dell'inflazione, perché già c'è un aumento dei prezzi, viaggiamo al 3% come come tendenza rispetto a un 2% anzi qualcosa di meno dove eravamo prima della guerra.
E in Iran e, naturalmente il I, lei dato poi demonizzazione in prospettiva dipende dalle dalle vicende del Medio Oriente, soprattutto dipende da quando i prezzi del petrolio e del gas torneranno in qualche, innanzitutto non aumenteranno più e poi e in qualche modo dovrebbero riassestarsi anche se la la, le aspettative sono che comunque il livello dei prezzi sarà più alto di quello che non era, diciamo di quello che era prima della guerra e la cosa che,
In qualche maniera, come dire rattrista, eh eh eh eh fa pensare e che la Commissione e in qualche modo sottolinea l'aveva già fatto il Fondo monetario si ricorda un mese fa che in realtà, prima dello scoppio del conflitto iraniano il quadro europeo sta migliorando e quindi in qualche maniera le le come dire, stavamo lentamente riprendendo una situazione una un andamento economico che la stava per sperare in miglioramenti quello che naturalmente colpisce che stiamo parlando.
In occasione di questo di questa situazione bellica in in Medioriente, ignorante del terzo shock economico.
Praticamente sei anni perché c'è stato il Covid nel 2020, poi c'è stata l'invasione russa in Ucraina nel 2022 e adesso la crisi energetica, che è legata al conflitto con l'Iran,
Per cui sono anni con il, si possono in qualche modo leggere come se ogni volta l'economia europea, come dire, non avesse poi il tempo per per per, per guarire da una da una crisi e prima di essere colpita da da da da da da quella successiva,
Naturalmente quello che bisogna tener, di cui bisogna tener conto che bisogna e lascia pensare che ogni volta che il punto debole 1 cioè l'energia per l'Europa, perché l'Europa è un grande importatore come sappiamo netto di energia, quindi subisce più di altri più di altri aree le tensioni geopolitiche nelle nei Paesi diciamo che poi sono i grandi fornitori dei combustibili fossili,
Nei da nei dati che ci dà la Commissione, per esempio, si sottolinea che e soprattutto diciamo l'Inf, quella che si chiama inflazione energetica, cioè l'aumento dei costi delle materie prime energetiche, che è superiore all'11% è stato in questo in questo trimestre eh eh eh eh eh quindi che è il motore che si riversa poi su tutto il resto cioè che poi trasmette questo aumento dei costi ai trasporti, all'agricoltura, ai beni alimentari,
Ai servizi e ed ultimo della catena e poi il discorso dei salari, e questo è il il, il problema, diciamo chiave che sono shock molto ravvicinati, che però hanno poi.
Alle loro come dire alla loro base questa
Vulnerabilità e debolezza del del del delle delle economie europee e quindi si capisce anche perché nelle nell'analisi della Commissione, si parla della possibilità di un miglioramento per quanto riguarda il prossimo anno, sempre che diciamo la.
La durata del conflitto e, soprattutto, i danni che poi questo conflitto ha provocato e sta provocando, siano in qualche modo gestibili, tanto che.
Oltre allo scenario di cui stiamo adesso parlando, nelle previsioni c'è anche quello che viene chiamato lo scenario più sfavorevole.
Che in qualche modo riguarda il fatto se se se non c'è non si trova una soluzione almeno a breve termine, e qui naturalmente le previsioni sono che non solo l'inflazione aumenterebbe ad oltre il 4% mediamente in Europa, ma anche la crescita che data diciamo attualmente sotto l'1% sì, grosso modo dimezzerebbe quindi,
Io credo che adesso, al di là dei dati macroeconomici, eccetera, il il, il punto, come dire politico centrale e poi questo che appunto riguarda
Gli shock così ravvicinati e ripetuti, perché è evidente che non possiamo come area grande area, perché siamo insieme agli Stati Uniti, alla Cina, la più grande area economica del mondo, non possiamo in qualche modo.
Ogni volta pensare che questi siano Sciò temporanei e quindi, in qualche modo, come dire isolati, perché ormai abbiamo capito che l'instabilità geopolitica,
Sta caratterizzando le relazioni tra i principali paesi e non non ci sono in qualche modo segnali o.
E il due possibilità che possa, come dire, venire messa sotto controllo, cioè è ormai una variabile che dobbiamo considerare più o meno permanente, certo circa gli andamenti economici, anche l'ultimo summit, cioè la Cina, Stati Uniti ci ha chiaramente un fermato che le 2 superpotenze sono,
Punto le 2 più grandi
Potenza al mondo, ma non hanno nessuna possibilità di governare questa instabilità. Ecco, quindi credo che il problema sia come rispondere a questa instabilità, che diventa una variabile, come dire, permanente come esito, certo, ecco del contesto globale e chiaramente non si può semplicemente parlare come si sta parlando poi, ma non solo in Italia, anche in altri paesi, di abbassare le bollette con sussidi generalizzati che possano far pagare di meno a questo punto e la benzina e gli altri derivati perché è una un tipo di
Come dire che i gay di intervento che abbiamo già sperimentato nelle quattro anni fa, cioè dopo la la, l'invasione dell'Ucraina e l'aumento delle materie dei prezzi delle materie prime energetiche, abbiamo sprecato veramente tanti soldi mediamente diciamo in Europa ancor più in Italia con risultati assolutamente modesti se non addirittura diciamo inesistenti dal punto di vista poi della capacità di affrontare questi shock e in questi Dombrovskis nella nella sua risposta dice se noi reagiamo così con queste misure che non siano temporanee, mirate, eccetera.
Resterebbero comunque alti prezzi dell'energia, poi i governi continuano a spendere con scarso beneficio, diciamo, delle somme enormi per sussidiare per l'appunto e aumenta la nostra dipendenza proprio dai controlli con dai combustibili fossili, esattamente così, naturalmente, bisogna dirlo, non è che questo significa che non bisogna proteggere oggi le categorie famiglie anche le imprese ad affrontare diciamo quello che è un no a una vera e propria emergenza.
Bisogna però in qualche modo.
Proteggere i più vulnerabili tra le famiglie e le imprese e allo stesso tempo però preoccuparsi, come dire, delle vulnerabilità future delle economie europee. Quindi la scelta non è tra spendere molto e male, come abbiamo fatto quattro anni fa, rinviando i problemi, è in realtà quello di spendere in modo mirato, proteggendo appunto chi più ne ha bisogno e allo stesso tempo, però Uta, utilizzando le risorse per cercare di e Mit come dire, cominciare ad avviare a soluzione e cercare di di di di diminuire queste nostre.
E vulnerabilità, quindi diciamo in questo credo appunto le parole che giustamente lei ha ricordato del commissario Dombrowski
Siamo il loro significato, è questo l'unica.
Difesa che in qualche modo e anche risposta efficace, che possiamo dare come come Europa, come Paesi europei e è questa cioè questo muoversi su questo doppio binario, usare risorse.
Mirate, temporanee perché sono poi destinate a chi veramente ne ha bisogno per una emergenza e allo stesso tempo però portare avanti e attuare quei progetti, quelle politiche che sono volte ad affrontare, res quelle strozzature di lunga data, che che in qualche modo ogni volta soffocano la la la potenzialità di crescere deve dell'Unione Europea riconosciamo a memoria dal potenziamento del mercato unico e gli investimenti delle tecnologie strategiche e così via.
Questo è, diciamo, come dire, la lezione da trarre e se questo vale in generale per i Paesi europei, tanto più vale per il nostro Paese, cioè per l'Italia, perché abbiamo punto è stato molto giustamente enfatizzato. Le previsioni di crescita, come lei anche ha ricordato, sono mediamente e una crescita che che che che rallenta e si abbassa, ma soprattutto che si abbassa appunto per da un lato, il malato d'Europa, perché la Germania è diventato questo, ma ancora di più per la malata d'Europa che è l'Italia, perché delle previsioni di crescita per l'Italia punto sono di questo 0,5% quest'anno e qualcosa in più 0,6 nel 2027 è una crescita che si potrebbe dire quasi firma, come dire, eh eh eh eh e da questo punto di vista, il dato più grave contenuto in queste previsioni e non solo che l'Italia
Punto ai quasi firma.
Ma che cresce molto meno degli altri grandi Paesi del Sud, gli altri grandi Paesi mediterranei, questo l'abbiamo già ricordato, ma va in qualche modo sottolineato la Spagna quest'anno è prevista crescere al 2,4%, cioè 5 volte la crescita dell'Italia.
E non c'è solo la Spagna, c'è il Portogallo, c'è la Grecia che crescono da tre a quattro volte e la dinamica di crescita dell'Italia,
Quindi il i, il problema
Realmente che preoccupa è che questi sono paesi che qualche anno fa condividevano con noi questa diciamo condizione di come dire crescita anemica di di difficoltà in qualche modo di rilanciare le loro economie e che in questi anni hanno fatto una serie di cose.
Soprattutto hanno messo in atto una serie di politiche in una serie di cambiamenti e oggi sono in qualche maniera in questa fascia
Diciamo delle economie dinamiche dell'area dell'euro, l'unico paese nell'area mediterranea e che non ha cambiato tutto.
Zione è proprio il nostro e in questo naturalmente rintracciare appunto in qualche modo le cause sono sono fumo, cause che abbiamo, diciamo commentato molto spesso e e in qualche modo abbiamo ricordato molto spesso sono un po'come dire, debolezze strutturali che, in forma estrema,
E riflettono anche debolezza dell'Europa, perché perché parlare di di di produttività, bus parlare di dipendenza energetica elevata, di debito pubblico molto alto sono cose che poi altri Paesi europei, però noi, come dire?
Se si se c'è una una, un, uno stato di di febbre di More di dipende dai Paesi europei, noi questa febbre ci arrampichiamo tra 39 e 40, come dire molto e molto alta, ecco un'altra delle cose che infatti ha sottolineato Dombrovskis e che la soluzione è per l'appunto più crescita spesa migliore a parte che noi ci ha ricordato abbiamo ancora la possibilità di utilizzare i fondi del PNRR e di coesione, quindi possiamo anche scegliere ora stanno cercando per l'appunto una soluzione, però,
Sì, ecco di fronte di fronte a questo, naturalmente adesso abbiamo questa crisi energetica da fronteggiare, come lei ha ricordato, all'inizio il governo italiano ha chiesto questa maggiore flessibilità sulle sulle regole fiscali europei, do europee.
Ester due, diciamo, di estendere quella che già è prevista per la difesa anche all'energia, la risposta della Commissione, come sappiamo, per ora non è stato favorevole.
E naturalmente non ha escluso interventi futuri se dovessero in qualche modo peggiorare le cose e soprattutto quello che non sorprende e perché diciamo il perché di questa cautela, perché innanzitutto nelle nelle nell'analisi della previsione ha ricordato che il debito dell'area euro sta salendo salirà ma il debito dell'area euro mediamente è intorno al 90% 91% ora quello italiano.
E ce lo dobbiamo in qualche modo ricordare viaggia intorno al c'è 139%, cioè sono cinquant'40 punti praticamente qua 50 punti superiori alla media europea e certo e naturalmente la cosa che più preoccupa in queste previsioni è messo nero su bianco che siamo diventati il Paese con il debito europeo, quest'anno diverrà il più alto, perché la Grecia, che è stata in questi anni il simbolo della crisi debitoria, da quest'anno scenderà al 134% e quindi ci lascia quest'area, come dire, non invidiabile posizione di Paese più indebitato e a questo si aggiunga che ci sono tensioni sui mercati finanziari perché i tassi di interesse a lunga quelli che decide il mercato, non non la la, la, la B, le banche centrali stanno aumentando dappertutto negli Stati Uniti stanno
Hanno addirittura infranto la barriera del 5% dopo vent'anni, quindi, quando ci sono tensioni sui mercati finanziari, i Paesi ad alto debito devono essere molto cauti, è evidente perché bisogna in qualche modo non esporsi, ecco, quindi io credo che ci siano tutte le le le le le, le ragioni e le condizioni per non adesso aderire a questo.
Che è diventato NOJHL, una specie di partito dello Sco scostamento di bilancio. Questo naturalmente non vuol dire che il Patto di stabilità europea, sia in Asia sia perfetto. Non vuol dire che l'Europa non debba in qualche modo discutere, ma anche approvare strumenti comuni per finanziare beni pubblici
Però il discorso è completamente diverso di quello di stanziare poi risorse in qualche modo per per, per aumentare deficit nazionale e in qualche modo, come dire e spendere male come abbiamo ricordato è stato fatto già anni fa, anche perché, ecco questo naturalmente è una considerazione che va fatta, è possibile pensare che il nostro problema oggi sia il Patto di stabilità europeo quando veniamo da, diciamo anni in cui abbiamo avuto a disposizione 200 miliardi di euro da un pro un programma europeo Next Generation You ecco quindi in realtà, come sappiamo, il problema è perché non abbiamo usato questa occasione storica,
Per cambiare davvero la la, la traiettoria di crescita della nostra economia e quindi io credo che almeno in questa fase la priorità dovrebbe essere.
Molto chiara, noi dobbiamo rafforzare la nostra resilienza ancora una volta
Abbiamo poche risorse disponibili, bisogna certo aiutare le famiglie e le imprese che più hanno bisogno e che sono state colpite dall'aumento dei prezzi, ma bisogna farlo in modo selettivo, non ricorrere ai bonus generalizzati che abbiamo, diciamo usato così male negli anni precedenti ma poi bisogna usare queste risorse e su su su energia e innovazione produttività cioè in qualche modo non possiamo usare ancora una volta una crisi l'ennesima crisi Pepe per rinviare ancora queste cose che dobbiamo fare.
Perché da questo punto di vista, certamente il problema ora è affrontare questa emergenza, questa e quindi diciamo in questo anno e come si riesce in qualche maniera a traghettare la nostra economia, ma io credo che il problema vero sia quello di non arrivare alla prossima crisi,
Nelle stesse condizioni in cui siamo arrivati a questa questo, credo che sia a questo punto una priorità è una priorità ineludibile, quindi da questo punto di vista bisogna bisogna adoperarsi perché perché si individuino poi le vere domande, come dire, a cui rispondere e poi si cerchi di dare risposte.
Un po'più efficaci, soprattutto.
Meno come dire.
Con meno spreco di risorse, come abbiamo fatto in tutti questi anni chiarissimo, grazie al professor Paolo Guerrieri, il mondo a pezzi torna lunedì prossimo.

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