Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

Дата публикации: 13-07-2026 09:57:40

Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le previsioni di crescita dell'economia globale. E sottolinea che si trova sottoposta a due spinte contrastanti: la guerra nel Golfo e gli investimenti e i rendimenti del settore dell'Intelligenza Artificiale. L'economia mondiale si mostra resistente, ma continua a crescere poco. E in modo diseguale, con notevoli differenze tra aree e, all'interno di questi, tra Paesi che ne fanno parte. La catena industriale che regge la produzione e gli investimenti in nuove tecnologie (chip, semiconduttori, data center) traina l'economia e fa avanzare alcune aree del mondo, soprattutto nei Paesi asiatici (Vietnam, Taiwan, Corea). Investimenti e rendimenti di titoli legati allo sviluppo dell'IA generano euforia dei mercati, soprattutto a Wall Street. La globalizzazione si ridisegna, non termina: si modificano le catene produttive, il mondo si riorganizza in nuovi blocchi, con logiche geopolitiche. E le produzioni si spostano non più solo dove costa meno, ma anche dove è più sicuro produrre. Gli Usa continuano a crescere, attestandosi intorno al 2 per cento. L'Europa resta debole, con una previsione che si attesta sotto l'1 per cento. La Cina non riesce a raggiungere il 5 per cento: dipende dalle esportazioni e il mercato e i consumi interni restano bassi. All'interno della zona euro, l'Italia è ultima in classifica: previsioni di crescita delllo 0,5 per cento tanto nel 2026 che nel 2027. Un dato preoccupante, poiché termina quel volume gigantesco di prestiti e donazioni del PNRR, che avrebbe dovuto permetterci un tasso di crescita maggiore. Crescono in misura maggiore la Spagna (2,1 per cento), la Germania (0,7 per cento) o la Francia (0,6 per cento). I conti sono stati tenuti in ordine, la stabilità è stata garantita, ma questo non basta per crescere. E si rischia di abituarsi a questi dati, su cui ormai sono concordi tutti gli organismi internazionali. Non ci si può abituare all'idea di crescere sistematicamente meno di altri Paesi.

Основное содержимое страницы с новостью.

Visualizza la trascrizione automatica Nascondi la trascrizione automatica

Questa è radio radicale ed è il mondo a pezzi con il professor Paolo Guerrieri, lo ricordiamo, insegna Economia a sans, può a Parigi allora quest'oggi parliamo in questa puntata di un aggiornamento delle previsioni economiche del Fondo monetario internazionale sulla crescita globale e la zona euro, ma riguarda ovviamente anche il nostro.
Il Paese,
Più in generale, diciamo, sono previsioni che sono state riviste al ribasso, se capisco bene, per effetto da una parte della guerra nel Golfo e dall'altra parte, come una spinta contrastante per l'impatto della intelligenza artificiale, in termini di investimenti e di aspettative sui rendimenti dei titoli e sulle nuove tecnologie, allora professore, come leggiamo questi dati,
Direi che se uno vuole essere appunto una specie di di di di.
Sintesi generale, questo rapporto dice che poi
L'economia mondiale indubbiamente continuano a resistere, come dire, perché cresce.
Tuttavia, cresce poco perché il i punti, i dati ci dicono, questo cresce anche in modo diseguale che poi ne parleremo, c'è una differenza, sono differenze forti tra paesi, anche tra aree e soprattutto questa crescita modesta si svolge in questo contesto che,
A dir poco di di di incertezza eccezionale, perché appunto i Paisley rapidi riconosciamo,
Quindi
La la la la previsione e poi incentrata su questa,
è appunto una una revisione verso il basso della crescita, perché si parla in questo 3% che per l'economia mondiale e si potrà esibire il minimo sindacale nel senso che è quella soglia al di sotto della quale poi si avrebbe una situazione di fatto di di di ristagno recessione e questo 3%,
Non può soddisfare, perché in realtà è un rallentamento, anche rispetto all'anno scorso e all'anno precedente, ma soprattutto se andiamo a vedere i tassi di crescita diciamo prima della crisi finanziaria, quindi non ristampe passato, ma già nello scorso decennio questi erano notevolmente più più più elevati diciamo quindi è un'economia mondiale che evita il peggio, come si potrebbe dire ma si muove a questa velocità molto molto bassa.
E soprattutto, come ha sintetizzato lei adesso all'inizio e in qualche modo, in balìa di queste due gigantesche, forse perché da un lato c'è quello che conosciamo e leggiamo tutti i giorni, cioè questa la situazione geopolitica, le guerre ma soprattutto la guerra in Medio Oriente quindi la crisi energetica queste vicende dello stretto di Hormuz che,
Una settimana apre l'altra, poi chiude, e naturalmente questa è una spinta in negativo e dall'altra, chi sono questi investimenti che sono trainati dal dalla tecnologia e i soprattutto dall'intelligenza artificiale che stanno tenendo in piedi la, la, la, la congiuntura mondiale, ora, naturalmente, quando parliamo di questi investimenti non è che facciamo riferimento bisogna,
Sottolinearlo solo come dire
Ai dati software, quindi uno penserebbe, ma in che modo puoi contribuiscono dietro questa spinta oggi dell'intelligenza più grave in realtà ci sono dati come dire, dell'industria pesante, perché ci sono fabbriche di semiconduttori, ci sono questi immensi data center, ma abbiamo imparato a conoscere,
E ci sono reti elettriche, quindi, come dire, ci sono veri e propri
De I dati concreti che riguardano prodotti che riguardano quindi infrastrutture e questa è una mousse, una catena industriale enorme che appunto sta generando nuova domanda, nuovi investimenti anche ai nuovi scambi commerciali e quindi le 2 forze sono, da un lato questa questa guerra, queste guerre che spingono naturalmente indietro l'economia mondiale e dall'altro queste innovazioni tecnologiche, questa ricerca di,
Produrre e diffondere la, l'intelligenza artificiale che invece era spinge, come si potrebbe dire, I davanti, naturalmente anche questa spinta dell'intelligenza artificiale Va, va, va va aggiunto, per ora ha avuto indubbiamente una funzione positiva.
Perché appunto tiene e sulla congiuntura però, come sappiamo dietro, ci sono anche questo, c'è anche questo boom della Borsa, soprattutto di Wall Street, questo boom dei prezzi, poi delle azioni di questi diciamo pochi grandi giganti tecnologici, ecco, nessuno sa poi,
Eh eh eh come dire quanto questi questo aumento dei prezzi di queste azioni siano giustificate, quindi nessuno sa, a questo punto, se ci sarà o meno una correzione. Ecco se questo dovesse avvenire. Naturalmente il problema si porrebbe perché a catena si genererebbero effetti. È di natura opposta. Quindi diciamo che l'intelligenza artificiale e contemporaneamente una sorta di promessa di crescita, però anche oggi un rischio di eccesso finanziario. Ecco, da questo punto di vista,
E io direi che è l'altro, dato che si lega anche questa cosa, aveva della catena, diciamo, tecnologica, è che ormai la geografia dei Paesi, cioè di chi trae beneficio e di chi in realtà sta accusando soprattutto costi e perdite si sta ridisegnando proprio in funzione naturalmente,
I gli ascoltatori di di energia sono tradizionalmente favoriti dall'aumento dei prezzi, però oggi ci sono sempre di più tra i favoriti questi Paesi che sono dentro questa catena tecnologica mondiale, oltre agli Stati Uniti c'è soprattutto l'Asia del Pacifico perché quasi molti Paesi di quest'area della Corea del Sud Vietnam alla Thailandia sono produttori di queste reti componenti elettroniche e tecnologica che servono a produrre intelligenza artificiale quindi io credo che si fa sempre più disegnando una specie di geografia mondiale in cui i Paesi poi si suddividono tra chi è dentro e chi è fuori.
Da questa rivoluzione dell'intelligenza artificiale, che naturalmente sta sempre più assumendo, assumendo un peso a livello
Mondiale questi paesi per questi Paesi, appunto come Taiwan diceva la Corea, insomma c'è si registra anche un dato di crescita importante proprio per per la produzione di queste nuove tecnologie.
Assolutamente sì, Vietnam, ad esempio, stanno sfiorando e addirittura si prevede che superi il 7% di crescita una cosa diciamo, rappresenterebbe un record storico, ma un po'tutti poi il resto sono paesi che continuano a macinare i tassi di crescita relativamente elevato es e dietro questi tassi di crescita elevati c'è soprattutto questa,
Domanda che viene dalla catena e appunto, abbiamo chiamato dall'intelligenza artificiale, perché anche la la come dire, la, la mappa degli scambi commerciali è molto oggi influenzata da queste due forze di cui abbiamo detto perché eh eh eh va be'hedge commercio complessivamente rallenterà quest'anno ma questo non è una sorpresa perché l'altr'anno.
Aveva addirittura registrato un boom, ma quello che è più importante è che questa riorganizzazione che, spinta da questi fattori, chiamiamoli geopolitici, cioè
Usciamo dalla logica amici-nemici dal punto di vista della geopolitica e dall'altro, da questa produzione o meno per quanto riguarda le componenti della della catena tecnologica, quindi c'è proprio se andiamo a vedere non so le catene produttive che come si stanno modificando le rotte nuove che seguono tutta una serie di merci
Il fatto delle imprese che non tanto come si diceva, un tempo tornano in patria. No, si ricorda che c'è una storia delle finita termine dell'Rishonim, cioè in realtà non nessuno è ritornato in patria perché i costi sono proibitivi nel farlo. In un paese, però quello che stanno facendo si cercano dei fornitori alternativi e naturalmente questa anche crescita, quindi del commercio risente. Quindi lo abbiamo poi detto più volte, ma da qui troviamo una conferma. Quello che abbiamo detto più volte, cioè, non è che stiamo assistendo alla fine della globalizzazione. Stiamo assistendo a una riconfigurazione del mondo globale, perché questo mondo globale si sta frammentando, riorganizzando in questi blocchi di paesi, in queste reti, in queste nuove catene, quindi è sicuramente una nuova globalizzazione in cui siamo entrati case,
Più geopolitica, perché i fattori a questo punto strategici della sicurezza una contano è più costosa, perché naturalmente non conta solo dove costa meno, produrre conta anche dove è più sicuro, quindi si affrontano anche dei costi. Quindi possiamo dire che è una globalizzazione meno efficiente di quella che abbiamo avuto.
E negli anni 90 della prima parte del del 2000, però, è pur sempre una rete che si sviluppa a livello globale, dal punto di vista, diciamo complessivo, naturalmente.
E quello che poi regna e questa incertezza sulle vicende
E più generali, cioè perché adesso, ad esempio, la previsione del Fondo monetario e a e da una parte, appunto, abbiamo detto la crescita modesta, però pur sempre disegna una crescita, disegna un'espansione, beh, qui tutto questo è fatto con una previsione che poi non è una previsione, è un'ipotesi che lo stretto di Hormuz, sì, non solo diciamo che si riapra, ma pesargli. Apertura poi regga e quindi si abbia una specie di progressivo ritorno alla normalità. Questa è l'ipotesi di base e anche se la certezza di per sé, cioè se l'Iran conferma che il traffico Armuzzi è sospeso e il presidente Trump dice è aperto al traffico, già di per sé questa situazione di incertezza ed è un danno e un rischio che
Trovo provoca degli effetti. È assolutamente sì, perché a questo punto stiamo vedendo proprio in quest'ultima settimana che
Ed è stato rimesso a rischio proprio l'accordo di cessate il fuoco e naturalmente c'è questo timore che si torni a una a una guerra su vasta scala e questo significherebbe naturalmente un nuovo aumento dei prezzi di petrolio e di gas. Naturalmente c'è chi dice che in realtà poi questa guerra non la vogliono. Nessuno dei due, però sta di fatto che continuano in qualche maniera, come dire a a fare di tutto perché poi queste scintille possano essere
Leg ge generino o qualcosa di peggio, e va detto che ecco no, non bisogna in qualche modo pensare va be'ritorna una situazione di qualche mese fa e avremo qualcosa di simile, perché in fondo diciamo che l'escalation dei prezzi del petrolio e del gas ha prodotto conseguenze negative molto minori di quelli che si temevano
In realtà, questo sì De Lucia è dovuto a una serie di fattori di compensazione che hanno funzionato. Le riserve dei Paesi erano molto alte, soprattutto della Cina. Si sono sviluppate produzioni alternative, anche rotte, che sono state in qualche modo utilizzate. C'è stata una
Risposta anche importante dal punto di vista dell'efficienza energetica. Ora tutto questo è, ecco, è morto il dubbio che possa rimettersi in moto se dovesse scoppiare una seconda, una seconda crisi, per cui è un po'come la prima crisi sia stata un parte assorbita, perché no, come nelle auto, uno utilizza gli airbag. Se se c'è uno scontro, però poi se la cosa si verifica breve, esco a Hermann
Non è più disponibile. Quindi c'è questo rischio che ci si trovi di fronte a una nuova escalation e questa escalation in qualche modo significhi, questa volta delle conseguenze più pesanti, perché appunto le riserve, ad esempio, sono state non dico esaurite, però sono ai livelli minimi, e anche la Cina, che ha praticamente fatto a meno di importare petrolio in tutti questi mesi, in questa seconda fase avrebbe grandi difficoltà. Diciamo ah ah, ah ah poter giocare un ruolo di questo tipo. Ecco quindi, in questo senso l'incertezza, diciamo, continua a dominare e quindi questa spinta che viene in negativo dai fattori di scontro geopolitico in positivo della tecnologia e poi da un risultato di quale delle due forze prevalga, se dovesse di nuovo intensificarsi lo scontro tra Stati Uniti e ora
Era potremmo trovarci in una situazione in cui il saldo, come si dice, diventa diventa pesantemente negativo. Quello
è importante, lo dicevamo era aveva sottolineato anche lei e che poi questa crescita che è la media, diciamo più 3%, in realtà è molto diseguale, se andiamo a vedere i paesi le aree nel mondo, soprattutto basta prendere tre grandi attori, cioè Stati Uniti, Cina e Europa e per riscontrare questa forte differenza.
Perché gli Stati Uniti continuano a crescere e sono, diciamo, l'economia del mare avanzata, sì, sicuramente più dinamica, è stata confermata una crescita oltre il 2%, che quindi è grosso modo quello che si prevedeva anche mesi fa, e quindi continua a tirare questa economia americana.
Purtroppo i più deboli siamo ancora una volta noi europei, perché umile la revisione diciamo al ribasso più pesante è stata proprio quella condotta per l'area dell'euro, quindi si continua a prevedere una una crescita ma modestissima per quanto riguarda quest'anno chi scenderà addirittura sotto l'1%.
Il che vorrebbe dire che gli Stati Uniti a questo punto mi trovo, ci tornerebbero a crescere qualcosa come due volte e mezzo quello che cresce in Europa e naturalmente tutto questo genererebbe ancora più, come dire, un ritardo aumenterebbe in ritardo, che poi, in cui l'Europa versa e di cui abbiamo parlato,
E più volte.
Ecco, la Cina è una
Situazione intermedia, cioè non dimostra un dinamismo come quello americano, però tiene dal punto di vista della crescita perché, per quanto famoso, 5% non è più raggiungibile sui mantiene oltre il 4%, quello che preoccupa della Cina è quello che si sa, cioè il fatto di dover ricorrere a queste massicce esportazioni verso il resto del mondo e sappiamo verso soprattutto l'Europa perché la domanda interna i consumi interni sono molto bassi rimangono molto bassi.
Qui sono naturalmente fa sì che la Cina, che come dire dipenda per 200 fortemente da quello che succede,
A livello mondiale, incerta e quindi questo panorama.
Vogliamo in qualche modo farne un cenno?
Come dire, la nota più più preoccupante riguarda proprio l'Italia, cioè il nostro Paese.
Perché
Le cifre che il Fondo monetario ha messo su questo rapporto, per quanto riguarda le previsioni di crescita, quest'anno e il prossimo sono allarmanti per l'Italia si parla di uno 0,5% quest'anno e di uno 0,5, il prossimo anno teniamo conto che è uscita in contemporanea la nota congiunturale dell'Istat, che praticamente parla di uno 0,6, quindi siamo esattamente in linea e questo è una dinamica, è una dinamica di crescita che la metà o addirittura meno della metà dell'Eurozona, che a sua volta non è un'area del mondo dinamica, anzi, come abbiamo detto
Poc'anzi è un'area del mondo che cresce meno, quindi noi siamo alla metà o sotto la metà di un'area che praticamente è in una fase di forte rallentamento, anche però dentro l'Europa, se questa differenziazione perché anche questa non è una novità e la si commenta ormai da tempo la Spagna, questo Paese del Sud Europa,
Ed è prevista invece crescere delle oltre il 2% che qualche cosa, come quattro volte il tasso di crescita dell'Italia, quindi.
Anche Francia e Germania fanno meglio di noi, diciamo, fanno meglio di noi, anche se sono in una situazione di difficoltà, perché sono foto e a questo punto l'1% però.
La Germania,
Il prossimo anno è previsto il SUV Ruvo e qualcosa no, no, noi siamo proprio l'ultimi, gli ultimi del del, diciamo, del dell'economie forti dell'Eurozona e questo essere all'ultimo posto soprattutto quest'anno è oltremodo preoccupante perché, come sappiamo, questo è l'ultimo anno della attuazione del PNRR cioè dei famosi,
Circa 200 miliardi che ci ha tra prestiti e donazioni messo a disposizione del re d'Europa quindi la domanda è che, se cresciamo dello 0,5% nel che stiamo beneficiano di una delle più grandi iniezioni di investimenti europee, si ricordi, perché.
Sono somme gigantesche, beh, la domanda che un tutt'uno si pone, ma che succederà quando questa spinta straordinaria verrà in qualche modo meno, ecco qui viene il problema, quindi è da questo punto di vista, diciamo, sono dati che vanno letti con preoccupazione, anche se non con sorpresa purtroppo perché anche questo non è una novità per poter modificare questa dinamica di crescita così bassa che tra l'altro,
Ormai, diciamo, va avanti da oltre vent'anni, quindi non non non è una una, una nota congiunturale per poterla modificare bisognerebbe mettere mano a quei famosi i problemi strutturali che hanno determinato poi e il venne.
Declino come si definisce dell'economia italiana in questi ultimi due decenni e mettere mano a questi problemi strutturali, cosa che però non si fa e non si è fatta neanche in questo in quest'ultimo, diciamo, quattro anni di legislatura, cioè son stati messi è sicuramente in in ordine sono stati mantenuti in ordine i conti è stata offerta quindi maggiore stabilità. Però, come sappiamo, questo non è sufficiente per produrre crescita.
Perché per produrre crescita bisogna costruire nuovi motori di crescita, in questo troppo non è, non è avvenuto, quindi io credo che sia importante richiamare questo questi dati, sostenere che sono preoccupanti, perché altrimenti il rischio sarebbe quello un po'di ormai abituarci.
E a leggere queste queste previsioni dei vari organismi internazionali, vedere che l'Italia è quella che va in termini di crescita peggio, e quindi quasi a considerarlo normale invece.
Normale non è cioè che crescere system sistematicamente meno degli altri Paesi dell'Eurozona non è una situazione normale e non è una situazione alla quale dobbiamo abituarci, ecco questo, credo che è importante sottolinearlo, è naturalmente importante sottolineare le cose che vanno fatte perché questo possa essere modificato.
Molto chiaro allora, grazie al professor Paolo Guerrieri e l'appuntamento con il mondo pezzi, è per lunedì prossimo, grazie a risentirci.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti011.425-05-2026
2Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti07.8827-04-2026
3Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti05.7801-06-2026
4Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti06.5615-06-2026
5Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti05.6220-07-2026
6Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti05.6218-05-2026
7Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti05.7811-05-2026
8Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti08.6108-06-2026
9Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri08.4406-07-2026
10Nel 2026 miglioreranno Pil e consumi5711-07-2026

Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 6.08. Источник: www.radioradicale.it.