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Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

Дата публикации: 15-06-2026 10:00:25

Si apre oggi a Evian il G7 a presidenza francese. Macron ha posto al centro del vertice il tema degli squilibri economici mondiali. Gli Usa consumano e spendono troppo, hanno un deficit eccessivo. La Cina consuma poco ed è in una situazione di sovraccapacità. L'Ue non investe abbastanza. Un triangolo infernale rappresentato da questi tre grandi attori che hanno modelli di crescita distorti. L'eccesso di produzione cinese si riversa sull'Ue poiché i consumi ristagnano. Gli Usa, al contrario, spendono e consumano più di quanto risparmino. L'Ue contribuisce a questo squilibrio mondiale poiché investe poco rispetto ad un risparmio eccessivo. Anche l'Ue esporta più di quanto non produca. Non sarà la politica dei dazi trumpiani a risovere le distorsioni del modello Usa. Gli squilibri vanno corretti per tempo, poiché rischiano di accumularsi, scaricandosi sulla stabilità finanziaria, come è avvenuto con la crisi del 2008-2009. Macron pone sul tavolo la ricetta già suggerita dal FMI nei suoi outllook: la Cina dovrebbe stimolare consumi e domanda interna, gli Usa controllare la spesa e l'Ue finanziare gli investimenti interni. Ma la Cina resiste, per ragioni politiche, ad aumentare i consumi perché significherebbe avviare una razionale politica di redistribuzione dei redditi. In modo speculare, resistono gli Usa a cambiare la loro politica fiscale e i beni cinesi che trovano l'ostacolo dazi neegli Stati Uniti, si riversano sul continente europeo. La Commissione Ue ha definito 'insostenibile' il deficit commerciale verso la Cina. Pechino utilizza pratiche commerciali che travolgono la concorrenza: il goberno elargisce sussidi e agevolazioni alle proprie imprese. Negli anni la Commissione ha messo a punto un arsenale di strumenti per contrastare la Cina (strumento anticoercizione, indagini su distorsioni, controlli su investimeni). Ma questi strumenti restano inutilizzati, perché i 27 sono divisi: la Francia si mostra decisa a procedere, la Germania ha interessi diversi perché protegge le proprie aziende in Cina, la Spagna ha beneficiato di investimenti cinesi sul settore delle auto elettriche. Pechino sfutta le divisioni Ue. E' necessario insistere come Ue su condizioni di maggiore reciprocità con la Cina. L'apertura dev'essere reciproca. Ma difendersi non basta: l'Ue deve rafforzarsi.

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Questa è radio radicale ed è il mondo a pezzi, con il professor Paolo Guerrieri che insegna Economia A Chance Po a Parigi e che è autore insieme a Pier Carlo Padoan, del libro Europa sovrana edito da Laterza, allora questa settimana, vertici importanti, uno, si è già aperto il G7 che ha presidenza francese che si tiene ad Evian qualche tempo fa il presidente francese Macron,
Aveva tracciato in qualche maniera lo scenario in cui si possono aprire, diciamo questi vertici, anche quello del Consiglio europeo che si terrà il 18 e il 19 a a Bruxelles, Macron diceva gli Stati Uniti hanno un consumo eccessivo over con Samsung e c'è un deficit enorme la Cina invece consuma poco.
Ma sovra investe e, per quel che riguarda l'Unione Europea, invece, si investe poco e c'è poca competitività, quindi ci pare di capire, professore, che la questione degli squilibri macro economici, che il presidente francese ha detto essere una delle priorità di questo vertice di Evian si ripercuoterà anche sul sul vertice del Consiglio europeo diciamo anche il presidente Costa nella lettera di invito ha parlato degli squilibri macroeconomici mondiali da correggere partiamo da qui, allora,
Eh sì, credo che che che questa sua ricostruzione sia efficace, nel senso che, naturalmente adesso importantissimo e questo accordo che verrà siglato si dice, appunto, tra tra Stati Uniti e Iran venerdì, e che quindi comunque diciamo allora,
Molta importanza per ripristinare condizioni di di agibilità, chiamiamole così per l'economia mondiale, però questo tema, appunto, degli squilibri economici globali, era prima della guerra in Iraq e rimarrà anche dopo un eventuale accordo.
Di tregua o di pace in quello che sarà il tema dominante, perché appunto, come lei l'ha poi riassunto nelle parole di Macron è una specie di triangolo infernale che si è costruito poi in questi anni, cioè un triangolo che riguarda poi i tre grandi attori macro attori a livello mondiale dalla Cina agli Stati Uniti e l'Europa perché è?
Ognuno di questi ha un
Chiamiamolo modello di crescita distorto, perché produce poi degli effetti che appunto si riversano sugli altri e la somma di queste distorsioni produce poi minore crescita, instabilità finanziaria perché appunto la Cina a questo modello di eccesso di produzione rispetto a una domanda interna che rimane bassa e quindi riversa con le esportazioni sul resto del mondo quello che non consuma al proprio interno e accumula questi enormi surplus di bilancia commerciale, gli Stati Uniti fanno esattamente l'opposto perché spendono e consumano molto di più in quello che in realtà non siano in grado di risparmiare.
E quindi, in qualche modo assorbono la domanda globale, ma soprattutto accumulano disavanzi deficit commerciali che finanziano attirando capitali nel resto del mondo, poi ci siamo noi l'Europa che in qualche modo contribuisce a questi squilibri, perché,
Anche noi in questi, soprattutto ultimi 10 anni come dire, abbiamo investito troppo poco al al nostro interno rispetto a un risparmio europeo che invece, molto molto ingente, e questo eccesso di risparmio, come sappiamo, si trasforma poi in investimenti negli Stati Uniti e nel resto del mondo ma soprattutto anche noi.
E sporchiamo molto di più di quello che non compriamo e quindi accumuliamo avanzi commerciali ora questi squilibri quindi commerciali non sono solo un problema che si può governare con i famosi i dazi.
Tariffe di Trump perché sono il sintomo o appunto di modelli di crescita distorti.
E bisogna intervenire naturalmente, sulle sulle cause profonde per cercare di correggerli, perché quello che sappiamo chiamiamola dalla storia economica che quando questi squilibri, come dire, non vengono corretti, quindi non si interviene.
E continuano ad accumularsi e a un certo punto.
Molto più rapidamente di quello che purtroppo non si è in grado di prevedere si scaricano sulla stabilità finanziaria, è troppo con una crisi finanziaria globale, è esattamente quello che ad esempio, successe nel 2008 2009, quindi da questo punto di vista sono il problema tanto numero uno come appunto il presidente Macron ha voluto e abbia addirittura dato diciamo è il tema d'apertura oggi,
Delle Cave del G7 sarà il tema primo discusso sul tavolo. Macron metterà anche, come dire, una ricetta, una strategia possibile che gli è stata poi confezionata da un team di prestigiosi esperti economici, che però è una ricetta che conosciamo, perché già il Fondo monetario internazionale, nell'ultimo anzi negli ultimi due Outlook lo aveva in qualche modo confezionata e che dice questa ricetta, quello che ognuno di questi grandi attori dovrebbe fare a casa sua. Innanzitutto, e cioè la Cina dovrebbe alimentare consumi e domanda interna per diminuire questa dipendenza dalle esportazioni e gli Stati Uniti invece che spendere e accumulare deficit pubblici e commerciali.
Dovrebbero mettere sotto controllo la spesa pubblica e quindi anche alle importazioni, e l'Europa dovrebbe usare il proprio risparmio più per finanziare gli investimenti interni, il il mercato unico, la la, la, la propria base industriale che non per sport, questa è una ricetta che naturalmente ognuno dovrebbe portare avanti e, se coordinata e si Trouble, si tradurrebbe in grandi benefici per la crescita dell'economia mondiale, perché è appunto uno degli effetti deleteri di questi squilibri e che deprimono le potenzialità di crescita del resto del mondo oltre che delle tre.
E grandi attori e il problema però qual è un'agenda, come si dice, una una terapia che in fondo potrebbe appunto del tutto razionale, che però è avversata dalle 2 superpotenze su e dalla Cina e dagli Stati Uniti per ragioni diverse, la Cina perché per ragioni politiche non può modificare a questo punto un proprio modello di crescita non vuole,
Perché poi aumentare la domanda interna in Cina significa dare anche come dire
Avvio a una redistribuzione di reddito, cioè bisogna dare più salari, più politiche sociali, più potere a quella che è la società Desio, che non crede che il futuro della Cina sia in un modello, come dire più verso il welfare e la domanda interna ritiene invece che deve la Cina proseguire questo rafforzamento della propria capacità produttiva e quindi addirittura nega di essere un problema la Cina dice qualcosa, volete, noi siamo competitivi e quindi esportiamo. Siete voi che dovete in qualche modo,
E fare e al vostro interno determinati aggiustamenti, perché i samoani mi pare di capire, diciamo lei dalla lettura che è andato in questi
In queste trasmissioni, diciamo, è un sussidi a moltissimo la Cina, le sue industrie, invece di offrire, per esempio, è così, un supporto fiscale per aumentare i consumi interni anziché per l'appunto fare questi investimenti continui sull'industria.
Cinese
Assolutamente sì, il modello produttivo, la produzione, soprattutto poi la produzione, diciamo, di settori avanzati tra tecnologia e arte e ha la priorità assoluta, e in qualche modo viene vista come a questo punto, un faro della politica economica, anche pagando questo prezzo di un eccesso di produzione rispetto alla domanda interna eccesso di produzione che a questo punto riversano sul resto del mondo eh eh, eh eh e naturalmente,
E con tutti poi i costi lo stiamo vedendo in Europa in termini di perdita di posti di lavoro,
E di capacità d'impresa, però non è solo la Cina, perché anche gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a questo modello di aggiustamento, perché dovrebbero cominciare, come dire, ah, ad avere una politica fiscale che rimettersi a posto i conti mentre invece tratta sposato la tesi che sono
è come dire il Ladies, sono gli altri e l'Europa sono la Cina che approfitta degli Stati Uniti, per cui intarsi sono visti a questo punto come lo strumento per risolvere il problema. In fondo, sappiamo che non è così, lo stiamo vedendo perché i dazi non possono aumentare il risparmio americano e ridurre il risparmio cinese
Cioè non possono incidere su quello che è un problema innanzitutto macro economico, non è un problema di competitività e basta, naturalmente, se queste sono le posizioni, è evidente che il G7 di Ayaan potrà poco o addirittura niente, perché
Tanto più che già abbiamo capito che, nonostante che Macron l'abbia messo come tema di introduzione di apertura, se andiamo a vedere l'agenda che a quello poi si capisce, sarà poi l'agenda che verrà discussa e anche quello che sarà un comunicato finale. B ha fatto di tutto la Francia dei di di di Macron per ingraziarsi Jan diciamo così, è l'America di Trump per far partecipare Trump, perché questo è stato il problema numero uno e secondo, per fare in modo che rimanga fino alla fine perché Trump è uso andarsene, diciamo a metà di questi summit, lo ha fatto l'altr'anno in Canada col G7 per evitare sia cercare di farlo venire e in secondo farlo restare per un'agenda che evita qualunque scontro frontale con Washington e quindi questo si capisce che l'ambizione politica di questo summit, almeno per quanto riguarda questo macrotema
Noi diciamo di natura economica e.
È un'ambizione che modestissima, però, ecco, questo non toglie che invece per l'Europa questo resta un tema importante perché perché noi siamo come attore interessati a un riequilibrio, diciamo così.
Che a livello di economia mondiale e cosa si può fare una tappa a fare l'Europa?
All'Europa innanzitutto e dovrebbe come dire, procedere da questo punto di vista ha una vera politica nei confronti, ovviamente, degli Stati Uniti, e lo stiamo vedendo a livello di Agenda poi transatlantica, ma soprattutto verso la Cina, perché il problema di questo eccesso di produzione della Cina è un problema che riguarda innanzitutto l'Europa perché con i dazi di Trump e con molte delle esportazioni poi,
Parte delle esportazioni cinesi si sono riversate sul mercato europeo un aumento del disavanzo europeo nei confronti della Cina, il disavanzo commerciale enorme in questi ultimi due anni, un record rispetto rispetto al passato e la stessa Commissione, proprio diciamo a maggio, ha definito insostenibile questo deficit commerciale perché sta distruggendo capacità produttiva europea e soprattutto posti di lavoro.
Nell'industria
Ora non è che eh, come dire, il problema sono solo le esportazioni cinesi, il problema è che dietro le esportazioni cinesi ci sono queste pratiche commerciali che This stravolgono poi la competitività, perché questo non è un'analisi della Commissione europea, l'OCSE,
Proprio recentemente ha svolto un'analisi molto ed ha dimostrato che il sostegno sotto varie forme che il governo cinese, e appunto attraverso i sussidi, attraverso delle agevolazioni dalle proprie imprese in questi ultimi vent'anni, è stato da tre volte a otto volte superiore alla media dei Paesi dell'OCSE e in più va ammesso che la moneta cinese il renminbi,
Da diversi, diciamo anni, perlomeno dalla dopo il Covid è sottovalutata tra il 20 e il 30%, questo è un vantaggio che si aggiunge alla come dire ai sussidi pista il problema quindi delle esportazioni cinesi, naturalmente è un problema che riguarda il fatto che innanzitutto c'è un problema e di difesa però qui,
Va detto che la Commissione ha lavorato in questi ultimi, soprattutto.
Due o tre anni bene, perché IP sono è stato molto rafforzato, diciamo, l'arsenale di strumenti di difesa, c'è uno strumento che si chiama ampi coercizione contro, appunto, quello che può essere una politica.
E di soprusi da parte di paesi terzi, c'è Upe tutte delle indagini e dei provvedimenti che si possono prendere contro i sussidi che un Paese terzo può dare, ci sono controlli sugli investimenti e quindi, come dire, gli strumenti ci sono. Il problema è che restano inutilizzabili, il più delle volte o usati con una parsimonia che rasenta poi la come dire, l'inefficacia, quello anche coercizione non è proprio mai stato utilizzato. Mai esattamente quello contro i sussidi è stato usato poco e il problema è che gli Stati membri non sono d'accordo, cioè non condividono gli stessi interessi e non hanno la stessa percezione del rischio. Cina
Per cui c'è la Francia, che sicuramente spinge per una linea molto più decisa la Germania, che invece è molto più prudente perché molte sue imprese grandi hanno interessi rilevanti in Cina, la Spagna, che a questo punto è beneficiaria di molti investimenti, soprattutto nel campo dell'auto.
Elettrica e quindi teme ritorsioni commerciali e naturalmente, come dire, Pechino conosce molto bene queste divisioni e le sfrutta anche molto bene, perché ogni volta si rivolge alla Commissione, ma si rivolge ai singoli governi per poter impedire ogni.
è posizione comune, naturalmente qui bisogna no, evitare un errore non è che l'Europa o i Paesi europei possono immaginare di andare a una guerra commerciale con generalizzata con la Cina perché sarebbe rovinoso per tutti, compresa l'Europa, il problema è un altro, si tratta di
Affermare delle condizioni di maggiore reciprocità.
Quello che fanno facciamo noi e dovrebbe essere riflesso in quello che poi, in termini di, diciamo politiche commerciali e industriali in quello che dovrebbe fare anche alla Cina, quindi una specie di come dire, diminuzione del rischio che sia naturalmente selettivo e sia credibile, ecco, all'insegna di questa maggiore reciprocità il che,
Perché questo per Pepe, per contrastare la solita obiezione, non è che bisogna scegliere tra apertura, da un lato i mercati e i protezione, no, si tratta ricostruire un'apertura che sia più reciproca, più condizionata, più difendibile perché queste sono le condizioni no in cui si si si agisce quindi, da questo punto di vista non c'è nessuno drastica scelta. Si tratta di poter affermare questo, naturalmente va da sé che poi c'è il secondo livello, che poi, che che che che difendersi dalla Cina non basta, perché poi se l'Europa vuole puntare davvero, ne deve rafforzare se stesso? Ecco quindi, se uno volesse concludere un posto
L'anno scorso abbiamo cominciato con il G7 di Evian e poi quello che sarà questo summit è il 18 e il 19. Io direi che i Paesi dell'Unione europea ai Paesi non è che da questo punto di vista devono aspettarsi molto da chi 7, come abbiamo detto,
Eh, eh eh, è probabile una bella di diagnosi del problema, ma è molto poco sul piano delle terapie, tuttavia, quello che è importante è che aumenti questa consapevolezza che questa è una fase cruciale per l'Europa, per definire e implementare questa questa Genna a partire da una politica nei confronti della Cina.
Che sia una politica che cerchi in qualche modo di superare queste divisioni, che poi alla fine rendono l'Europa vulnerabile sia verso Pechino e poi, come sappiamo, sia anche verso perso tra ecco si potrebbe cominciare a farlo.
A partire dal summit di Bruxelles staremo a vedere, ma certo bisogna dire che le premesse non sono, diciamo granché
è
Inaugura, diciamo così, però vedremo, staremo a vedere grazie al professor Paolo Guerrieri, il mondo a pezzi torna lunedì prossimo su Radio Radicale.

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