Paolo Guerrieri Paleotti, economista, legge insieme le due partite aperte sul sistema bancario, l'offerta di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi e la scalata di UniCredit a Commerzbank, come l'espressione di due modelli diversi. Il primo, spiega, punta a costruire un campione nazionale che resta italiano ma acquisisce una dimensione europea. Dopo il veto dei francesi di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm, sulla fusione con il Monte, la strada di Intesa appare spianata, anche se restano l'assemblea di settembre e le autorizzazioni delle autorità di vigilanza, a cominciare dalla Banca centrale europea. Gli effetti sarebbero rilevanti: la messa in sicurezza definitiva di una banca che per anni è stata un centro di fragilità del sistema, e la nascita di un gruppo capace di offrire alle imprese non solo credito ma servizi più sofisticati, dall'assistenza nelle acquisizioni all'accesso ai mercati esteri all'investment banking, grazie all'incorporazione di Mediobanca. Ne uscirebbe un gruppo tra i primi dell'eurozona, meglio attrezzato ad affrontare i costi giganteschi degli investimenti in intelligenza artificiale. Guerrieri non nasconde i rischi: ogni concentrazione riduce la concorrenza, e la cessione di oltre seicento filiali a Unipol, pur importante, non basta. Il punto vero sarà il governo dell'operazione, perché una banca più grande è utile solo se diventa anche una banca migliore. Il modello di UniCredit è più ambizioso, perché mira a un gruppo paneuropeo che operi oltre le frontiere. La novità delle ultime settimane, osserva, è il passaggio del governo tedesco e della stessa Commerzbank dal rifiuto alla trattativa sulle condizioni. La posta in gioco va oltre le due banche: riguarda la credibilità dell'unione bancaria europea. Da anni si invoca un mercato finanziario integrato e la nascita di gruppi capaci di competere a livello globale, ma appena una banca straniera si muove su un operatore nazionale scattano le resistenze politiche, e il risultato è un sistema frammentato in compartimenti nazionali, dove le operazioni transfrontaliere restano l'eccezione. Per l'Italia il gruppo avrebbe il centro decisionale a Milano, e sarebbe la prima volta che un gruppo italiano è protagonista e non preda. Il tempo però stringe. Guerrieri cita un'analisi recente secondo cui venticinque anni fa ciascuna delle grandi banche europee superava per capitalizzazione la maggiore banca americana, mentre oggi JP Morgan Chase vale più delle prime cinque europee messe insieme, Deutsche Bank, Santander e Bnp Paribas comprese. La causa scatenante, sostiene, è la frammentazione europea contro i vantaggi di scala di un mercato unificato. La conclusione non è vietare le aggregazioni nazionali, ma rendere quelle transfrontaliere altrettanto semplici, convenienti e politicamente accettate.
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Il mondo a pezzi, la rubrica del professor Paolo Guerrieri economista, buongiorno, professore ben trovato, buongiorno, buon giocatore, allora professore, parliamo oggi della trasformazione del sistema bancario italiano ed europeo venerdì sera Banco Bpm ha rinunciato alla fusione con il Monte dei Paschi di Siena non c'erano le condizioni per un accordo. Poco prima, il poche ore prima, il suo primo socio, la banca francese Crédit Agricole, aveva fatto sapere di non vedere alcun vantaggio in quell'unione poteva nascere un terzo grande gruppo bancario italiano, accanto a Intesa San Paolo e UniCredit, resta adesso sul Monte dei Paschi e l'offerta di Intesa che punta a rilevare la banca senese e poi a rivenderne una parte degli sportelli a Unipol, sull'altro. Fronte UniCredit ha chiuso a luglio l'offerta sulla tedesca Commerzbank ed è arrivata a controllare quasi la metà del capitale, e il cancelliere tedesco Merz ha detto che il governo non intende bloccare l'operazione e manca il via libera della Banca centrale europea e dunque potrebbe trasformarsi. Insomma, è in trasformazione e in evoluzione
Il sistema bancario italiano, ma anche quello europeo. In che modo professore
Diciamo dalle dalle 2 operazioni, che sono naturalmente i due tavoli diversi che si stanno in qualche modo.
La cui evoluzione farà anche seguendo percorsi diversi, però gli effetti da entrambi questi tavoli.
Negoziali,
Diciamo questi effetti che poi si produrranno nei prossimi mesi
Avrebbero un'enorme rilevanza, per come lei appunto anticipava, per il sistema bancario italiano, ma più in generale per il sistema bancario europeo, perché sono?
Le 2 grandi banche, i due più grandi gruppi italiani che poi sono Intesa San Paolo, da un lato, e UniCredit, dall'altro che sono impegnate su questi due tavoli sono impegnati con due strategie che sono diversi perché diversi sono proprio i modelli che perseguono questi due grandi gruppi.
Il modello di di di intesa è quello di in qualche modo costruire un grande campione nazionale, cioè che rimane for fondamentalmente italiano, ma con una dimensione, proprio perché?
Si sta ingrandendo, diciamo enormemente, una dimensione che diverrebbe a questo punto è europea e questa dimensione, appunto, verrebbe rafforzata da questa operazione, che è collegata al Monte dei Paschi di Siena, lei appunto all'inizio riassunto quello che è successo.
La scorsa settimana è stato di fatto posto un veto dai francesi di Crédit Agricole, che sono il primo azionista della Banca Popolare di Milano, su una possibile fusione con il Monte dei Paschi di Siena, di fatto diciamo un veto molto forte perché hanno detto che non non sono né interessati ne vedono alcuna.
Veda convenienza economica da questa fusione, per cui a questo punto sul tavolo cosa rimane è rimasto, è stata quello che rimane questa offerta che Intesa Sanpaolo ha avanzato per l'acquisizione del Monte dei Paschi e di Siena.
E un diciamo un'offerta sostanziosa oltre i 30 miliardi di euro che garantirebbe, ad Intesa San Paolo, la totalità del capitale del Monte dei Paschi, naturalmente.
Nonostante questa veto e questo fallimento di questa.
È combinazione, non è che la partita si può dire e poi, per quanto riguarda il Monte dei Paschi definitivamente chiusa, perché abbiamo visto poi quante volte abbiamo assistito a colpi di scena, quindi.
E in qualche maniera ci sono ancora passaggi che devono essere in qualche modo espletati prima di arrivare a definire questa acquisizione da parte di Intesa, ci sarà proprio a settembre l'assemblea degli azionisti di Intesa, poi ci saranno tutte autorizzazioni, naturalmente dalle dalle e gli enti di sorveglianza.
Prima di tutto la Banca centrale europea, però, ecco, a me sembra che la strada.
E di fronte a questo punto a Intesa per l'acquisizione del Monte dei Paschi, diciamo di fatto si si si sia spianata attraverso questo questo non positivo evoluzione di questa ipotesi di combinazione tra Monte dei Paschi e Banca Popolare di Milano e questa operazione naturalmente avrebbe un,
Se andasse in porto un'enorme importanza proprio per per il sistema bancario italiano, innanzitutto io direi.
Perché, innanzitutto, dopo anni non dimentichiamoci che il Monte dei Paschi di Siena per anni è stata una banca, come dire che è stata una una spina nel fianco del sistema bancario italiano, una fragilità, diciamo.
Che un centro di fragilità che ha determinato molti problemi, quindi a questo punto, come dire l'acquisizione nel gruppo Intesa sarebbe una messa definitiva insicurezza di questo di questa banca, appunto un tempo fragile oggi risanata.
Ma gli effetti positivi non si fermerebbero qui, perché in qualche maniera.
C'è.
Attraverso proprio Miller, il gruppo Intesa la possibilità di vedere una serie di complementarità, come dire di di differenziazioni e le varie funzioni che poi il gruppo, Intesa attraverso quelli che poi sono i suoi vari rami, esercita quindi a questo punto, attraverso l'acquisizione anche del Monte dei Paschi di Siena avremmo una grande banca che non si limiterebbe a offrire,
Credito alle imprese, ma in qualche modo servizi molto più sofisticati perché?
E sono proprio i servizi, poi dei quali hanno sempre più bisogno le imprese in questi mercati
E a livello internazionale,
Sono servizi che riguardano il fatto di essere assistiti quando si vuole acquisire, appunto altre unità sono la possibilità di accedere a mercati.
Esteri, anche lontani, sono soprattutto, ad esempio, quello che si chiama l'investment banking, quindi il fatto di poter agire da banche d'investimento non solo di erogatori, quindi di di prestiti, e qui naturalmente questa possibilità multiforme e soprattutto garantita dal fatto che il Monte dei Paschi di Siena come sappiamo ha incorporato,
Mediobanca al suo interno, quindi Mediobanca è una grande banca d'investimento e questo darebbe questa possibilità di diversificazione e poi, naturalmente, il dato importante è che avremo un grande gruppo italiano che a questo punto si situerebbe tra i primi tre.
Quattro grandi gruppi dell'area dell'Eurozona per diciamo, ossia se per quanto riguarda le attività, sia per quanto riguarda la capitalizzazione sia per quanto riguarda e quelle che poi sono le le le, le capacità di di de di erogazione di credito e naturalmente questo è importante perché le banche stanno banche italiane, ma le banche europee stanno affrontando oggi questa enorme sfida che deriva dalle nuove tecnologie, soprattutto l'intelligenza artificiale sono di fronte a degli investimenti e dei costi, che sono giganteschi dal punto di vista del delle risorse da mettere in campo, e quindi è chiaro che questi costi si possono reggere meglio quando
Quando le basi di un gruppo sono molto larghe, cioè fanno quando le spalle, come dire, sono molto forti, quindi non c'è dubbio che si possono vedere questi benefici vantaggi, allo stesso tempo, non non non va sottostimata anche quello che poi è.
E che sono poi i problemi, sempre quando ci sono queste operazioni di concentrazione.
Perché, come sappiamo, le operazioni di concentrazione e poi vo, possono voler dire in qualche modo una diminuzione del della concorrenza e quindi il fatto che.
Monte de l'intesa sia già il più il primo grande gruppo italiano, incorporando il Monte dei Paschi Mediobanca e tutte le attività collegate, il su il peso di questo gruppo e aumenterebbe fortemente e quando una banca diventa così dominante e sappiamo poi ci sono.
Rischi dal punto di vista appunto, del fatto che ci sia
Minore concorrenza, minore attenzione.
Ai territori alle piccole imprese è quello che in qualche modo è sempre importante per quanto riguarda i rapporti tra banca e sistema industriale, naturalmente il gruppo Intesa ha cercato di rispondere a queste a questi diciamo possibili appunto critiche o in qualche modo fonti di rischio, perché ha quattro reimmesso.
Che cederebbe proprio tutta una parte consistente, più di 600 filiali del Monte dei Paschi al gruppo Unipol e permettendo alla formazione.
Attraverso poi l'Unipol, e questa è la Banca Popolare dell'Emilia Romagna di un gruppo bancario appunto sotto l'orbita Unipol, naturalmente è una mossa importante, però non è che, come dire, è sufficiente, quindi
E il problema qui si porrà soprattutto di governo di questa di questo consolidamento a livello di un grande gruppo italiano, perché questo diciamo, è un dato da sempre, non è che, come si dice, basta a creare una banca più grande per essere sicuri sulla bontà di un'operazione, in realtà una banca più grande e quindi un
Un consolidamento in questa direzione è utile solo se poi questo gruppo più grande diventa, come dire, una banca migliore, quindi una banca che esercita in maniera più efficiente e in maniera diversificata e le sue funzioni. Quindi c'è un problema di
Di di di di governo di questa di questa operazione che sarà molto importante.
Eh eh eh eh riguarderà poi siamo le prime le prime tappe di questo consolidamento
Questa è l'operazione, quindi.
Intesa che naturalmente si svilupperà e vedremo come nei prossimi, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi sull'altro tavolo c'è quello che invece è l'operazione in cui è impegnato l'altro grande gruppo italiano che il, il gruppo appunto UniCredit e qui il modello è completamente diverso perché un modello d'intesa e questo diciamo creazione di un campione nazionale che vive assume una dimensione che a questo punto ha importanza rilevanza anche in Europa.
Il modello invece UniCredit,
In qualche modo è più ambizioso, perché qui si vuole, attraverso l'acquisizione di questa grande banca tedesca, che appunto una Commerce Bank, si vuole creare un vero e proprio gruppo come dire pane europeo, cioè un gruppo che a questo punto operi oltre alle frontiere che quindi si metta in atto questo che poi è un obiettivo ed è sempre stato un obiettivo molto importante a livello di,
Strategia europea, quella di creare, appunto un campione,
Eh eh eh europeo.
Il dato più recente, diciamo positivo è che, mentre fino a qualche tempo fa questa operazione, e soprattutto UniCredit, appariva di fatto abbastanza isolato perché ci aveva contro praticamente dal governo tedesco, alla ai sindacati?
E al gran parte del sistema industriale in Germania e naturalmente alla stessa Commerce Bank. È quello che è successo negli ultimi tempi, soprattutto nelle ultime settimane. Invece è un qualcosa di di di un cambiamento importante. È interessante perché su un duplice fronte, perché da un lato il governo tedesco, il cancelliere Merz ha, come lei ha anticipato e ha sintetizzato bene all'inizio ha praticamente detto ma noi non vogliamo impedire questa operazione, noi vogliamo garantire che questa operazione produca determinati effetti positivi in termini naturalmente di occupazione, di di di di di sviluppo delle attività per quanto riguarda le imprese tedesche e così via, e naturalmente
Non sorprendentemente la
La stessa Commerce banche si è immediatamente allineata perché ha detto noi in qualche modo vogliamo un dialogo costruttivo, vogliamo riaprire le, quindi un confronto. Questo naturalmente non significa che l'opposizione, e
Politica economica tedesca sia venuta meno perché in realtà resta. C'è stato un cambiamento, sicuramente perché da quello che che che era una posizione, come dire, di di di di vero e proprio rifiuto, cioè di di di di veto
Ah ah, ah, ah, ah ah, questa operazione si è passati a una posizione sia politica
Il governo sia del TG del grande gruppo Commerzbank è interessato a una posizione che a questo punto, è interessata a negoziare delle condizioni, ecco cioè che, perché questa fu questo assorbimento, questa fusione garantisca determinate condizioni, quindi, da questo punto di vista è una novità importante perché, naturalmente,
E sarà poi adesso alla alla capacità del del, come dire, di UniCredit, di far sì che queste condizioni possano essere assicurate, però certamente qui va sottolineato che questa è una vicenda che non è che interessa solo UniCredit e Commerce Bank, perché avrebbe un valore, io lo definisco enorme anche per l'Europa.
Perché appunto non è, non è proprio il problema solo di queste due banche, perché qui è in qualche maniera è in gioco addirittura la possibilità, come dire, la credibilità del del dell'unione bancaria europea, noi sentiamo panni da parte, diciamo poi di di di di quasi tutti i protagonisti di questo,
Di quest'area di voler che bisogna costruire un mercato finanziario europeo più integrato, perché l'integrazione significa più efficienza, più più più redditività, sentiamo da anni di che bisogna costruire dei gruppi europei in grado di competere a livello globale, però.
Appena una banca straniera si azzarda, diciamo a comprare un operatore nazionale, abbiamo poi visto
Scattare, diciamo Wolf quasi tempi, direi sempre delle resistenze politiche immediate e a partire dai vari governi nazionali, e il caso tedesco fino a qualche tempo fa ne era la rappresentazione più evidente. Quindi era una contraddizione, ma potremmo definire abbastanza tradizionale dell'Europa di dire e di auspicare delle cose da un lato e poi a livello nazionale, di muoversi in tutt'altra direzione. Il risultato, infatti, è che il sistema finanziario bancario europeo è frammentato perché sostanzialmente nazionale ci sono compartimenti nazionali. Le banche operano a livello nazionale e quindi queste operazioni oltre le frontiere sono l'eccezione e non certo la norma. Quindi, se questo diciamo, se questa operazione andasse in porto,
E ques costituire un?
Un grande gruppo bancario paneuropeo diciamo
Avrebbe
Valore di grande rilevanza proprio per che dimostrerebbe che poi c'è la possibilità di muoversi nella direzione.
Che poi è necessaria ed è auspicata e da così tanto tempo, naturalmente ci sarebbero poi i vantaggi anche per Peter l'Italia, per noi come Paese, perché questo gruppo avrebbe poi questo gruppo pan europeo avrebbe un centro decisionale sostanzialmente a Milano, perché questo è il centro operativo diciamo,
E dell'UniCredit e allo stesso tempo
Avrebbe anche, secondo me, darebbe un segnale molto positivo anche al.
Al set, al all'intero settore bancario italiano, perché noi siamo abituati.
Più che altro, a vedere le nostre poi non sono solo le banche, ma non è.
Ma molte volte le imprese che sono più che altro delle prede, come dire si sono
Assorbite o in qualche modo acquisite, e in questo caso invece.
E il gruppo italiano diverrebbe un protagonista fuori dai dai dai confini nazionali, quindi questo sarebbe la novità, naturalmente questi benefici sono, come al solito, molto grandi, ma non sono affatto automatici.
Bisogna poi realizzare di consolidamento, bisogna integrare.
Una banca come come Commerzbank, e tutto questo è un'operazione molto complessa perché richiede molti molte risorse, richiede tempo, bisogna mettere insieme le strutture culture, quindi.
È è tutt'altro che scontato, anche nel momento in cui l'operazione poi.
Avesse una svolta positiva, come dire dare poi considerare automatica, però saremmo di fronte a questo dato sicuramente luogo, è importante la cosa che bisogna ricordare, che non è che c'abbiamo molto tempo, come come i Paesi europei, come banche italiane europee per fare poi queste operazioni.
È uscito proprio recentemente un dato che.
È una fotografia di come dire quanto tempo si è perso e quanto poco tempo sia rimasto.
Eh eh eh, questa analisi che uscita mostrava che semplicemente 25 anni fa, quindi non un secolo fa, 25 anni fa, quindi all'inizio degli anni 2000.
Le grandi banche europee erano così forti, così potenti che avevano che ognuna di queste banche era, in qualche maniera, almeno come quello che poi conta, cioè la capitale.
E di mercato a riunioni di queste banche era nettamente superiore a quella alla capitalizzazione della più grande banca statunitense, quindi c'era un vantaggio significativo da parte dei grandi gruppi europei, quello che poi è successo in questi 25 anni e che in realtà le grandi banche americane hanno giocato in un mercato integrato perché il mercato americano poi a livello finanziario bancario ha un mercato unificato,
Mentre le banche europee sono rimaste, come dire, dentro questi angusti confini nazionali, bene, il risultato di questo è che oggi, a distanza di 25 anni, la più grande banca americana che poi alla Jp Morgan Chase è per dimensioni superiori a tutte e cinque le più grandi banche europee messe insieme e tra queste ci sono diciamo colossi come la Deutsche bank Ras,
Gruppo spagnolo Santander ero.
Oh oh, riempi Paribas, quindi è un capovolgimento che è avvenuto.
Nello spazio di di di di due decenni e che è determinato, è stato determinato dal certamente molte cause, ma la causa scatenante è la frammentazione in cui siamo rimasti come europei e invece i vantaggi di scala di cui hanno goduto, oltre che naturalmente il dinamismo dell'economia americana quindi,
Diciamo per sintetizzare, naturalmente qui non è che la soluzione a questo punto vietare, come dire, le aggregazioni a livello nazionale.
Non è questo bisogna in realtà
Far sì che queste fusioni oltre frontiera paneuropee diventino altrettanto semplici, convenienti e, soprattutto, accettate a livello politico, in quanto sono poi le aggregazioni a livello nazionale, questo è il passaggio fondamentale.
Una volta che si verificherà questa operazione, che oggi l'UniCredit sta in qualche modo anche a livello pionieristico, portando avanti potrebbe diventare invece molto più diffusa e quindi aiutare di molto il rafforzamento del sistema bancario europeo nel suo complesso.
Grazie davvero al professor Paolo Guerrieri finisce qui il mondo a pezzi, ci risentiamo prossimamente.
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