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Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

Дата публикации: 01-06-2026 08:33:44

L'intelligenza artificiale non è una tecnologia da acquistare e installare: è la nuova infrastruttura generale della produzione economica, destinata a ridisegnare manifattura, sanità, energia e pubblica amministrazione, con una velocità di diffusione superiore a quella di internet negli anni Novanta. È la tesi del professor Paolo Guerrieri, economista, che, nella rubrica Il Mondo a pezzi, commenta le Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, secondo il quale l'AI è la condizione decisiva per tornare a crescere. Il ritardo italiano è reale: l'8% delle piccole e medie imprese ha avviato progetti di AI, contro il 70% delle grandi. La finestra di opportunità è di tre-cinque anni. A livello europeo serve una strategia comune su infrastrutture e capacità di calcolo - non deregolamentazione e aiuti di stato nazionali, che avvantaggerebbero solo i paesi più grandi. A livello nazionale servono servizi di intermediazione ad alta conoscenza capaci di tradurre le tecnologie in applicazioni per le PMI. Sul lavoro: l'AI coinvolgerà questa volta anche le occupazioni intellettuali a media qualificazione. Senza politiche di riqualificazione e protezioni sociali adeguate, avverte Guerrieri, la transizione rischia di produrre resistenza invece che consenso.

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Il mondo a pezzi, la rubrica del professor Paolo Guerrieri economista, buongiorno professore e ben trovato, buongiorno buongiorno agli ascoltatori, allora professore, parliamo con lei delle considerazioni fi finali presentate dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, e in particolare dell'attenzione che ha riservato alla questione dell'intelligenza artificiale come condizione decisiva per la crescita italiana. È una sfida europea, una sfida anche dei degli Stati membri. Ecco dell'Unione europea, e sono diverse le notizie di di questi ultimi giorni, che riguardano cioè era una eco, per esempio ieri in grande evidenza sul Financial Times a proposito di un grande conglomerato tecnologico giapponese, Softbank, che investirà 75 miliardi, un impianto di intelligenza artificiale in in Francia, ecco, parliamo di questa sfida per le imprese italiane, per il sistema di imprese italiano europeo e diciamo in questo un appuntamento fondamentale per per tutti in questa, in questa fase
Io che ho trovato molto olio, anche questo diciamo spazio, questa enfasi che nelle Considerazioni finali il Governatore ha dedicato e poi anche diciamo nella relazione che che è stato poi distribuito ha dedicato al tema della dell'intelligenza artificiale, soprattutto ripetendo proprio più volte che,
Per tornare, come dire, accrescere, cioè per non rimanere inchiodate a questo 0 virgola che sappiamo poi è la previsione per quest'anno e poi per il prossimo anno 0,5, quindi, per tornare a crescere a livelli che poi sono assolutamente necessari per le tante cose che dobbiamo fare c'è bisogno di un salto di produttività del per l'economia italiana bene visto il salto di produttività,
Punto nelle parole del governatore, ma nelle analisi poi, che sono state poi che vi sono contenute nella nella relazione, può venire in qualche maniera solo da una adozione e diffusione, diciamo, della dell'intelligenza artificiale, e qui c'è un una, una sfida che va in qualche modo affrontata e giocata a due livelli cioè il livello europeo e poi il caso che adesso lei sottolineava il livello nazionale perché poi i vari Paesi europei,
E si stanno dando da fare e si daranno sempre più da fare per attirare e per cercare di quanto più possibile rafforzare questo tessuto di assorbimento nazionale di queste nuove tecnologie, quindi l'importanza che che che lo spazio che gli è stato dedicato nelle nelle considerazioni finali deriva da una,
Ormai diciamo considerazione che è relativamente diffusa, cioè siamo di fronte non con l'intelligenza artificiale, a una Technology irrilevante da acquistare da installare, ma c'è qualcosa di molto più profondo, perché siamo di fronte a quella che sarà proprio la u, una nuova infrastruttura generale della produzione industriale ma più in generale della produzione economica cioè un'infrastruttura che a questo punto definirà anche,
I termini della competitività delle imprese dei servizi e qui il paragone che è stato fatto e che appunto serve proprio per dare.
La misura di questa di questo passaggio che che che che epocale e addirittura nell'800, quando entrò, diciamo a far parte della del mondo economico l'elettricità, cioè questo, questo poi che non era una tecnologia, appunto, era un insieme di tecnologie e cambio tutto,
Ma molto più vicino a noi quello che è successo un po'negli anni 90 e poi Isner e gli anni seguenti, con l'ingresso di quelle che appunto abbiamo definito come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione mondo di internet, tanto per intenderci e anche anche allora diciamo è cambiato praticamente tutto perché solamente nelle
Nel manifatturiero, ma nei servizi, nelle banche,
Nei supermercati non c'è ormai pezzo, diciamo, della nostro sistema economico, ma direi più in generale del del della società, che non sia stato contaminato in molte volte riconfigurato completamente, appunto, da queste tecnologie della comunicazione e dell'informazione, bene quello che.
Sta succedendo poi perché è già iniziato, ma ancor più succederà nei prossimi anni, sarà qualche cosa di assolutamente simile, se non addirittura più generale e più profondo questo diciamo ingresso di questa intelligenza artificiale con le tecnologie che ne fanno parte
Nei processi con cui si producono le cose, nel modo come gestiremo i dati e le informazioni, come verrà organizzato il lavoro, ma poi non è solo il manifatturiero, perché la sanità, l'energia e soprattutto la pubblica amministrazione saranno ridisegnati in qualche modo della possibilità di usare queste,
Queste tecnologie per questo.
E importante, come dire e dare questa rilevanza e soprattutto parlare di questa sfida e appuntamento che ha un carattere anche, diciamo epocale, non è non è retorico definirlo in questo modo, anche perché ci sono molte similitudini tra il modo con il quale le tecnologie dell'informazione appunto la la i siti come si dice in termine acronimo inglese e si è diffuso negli anni 90, poi nei primi anni 2000 e come si diffonderà l'intelligenza artificiale però con una differenza fondamentale il governatore la sottolineata, la velocità, cioè la velocità di diffusione, è molto
E è superiore e di molto in questa fase deve, per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto in qualche modo al a quello che fu poi il fenomeno di internet negli anni 90 e qui non c'è bisogno appunto di andare a vedere quello che succede fuori dell'Italia perché anche in Italia e il mercato dell'intelligenza artificiale si sta in qualche modo come dire diffondendo,
E questa velocità, appunto, I tende in qualche modo anche ad aumentare, e quello che è importante è che questa diffusione e accelera, cioè ogni anno, però qui abbiamo due problemi, innanzitutto come sistema Paese e questa diffusione in realtà.
E più lenta di quello che non si sia nei nostri partner e quindi questo è un primo problema è che dobbiamo in qualche modo affrontare e in secondo luogo, c'è una forte diversità tra la rapidità con cui si diffonde, diciamo, nelle imprese grandi quelle che in qualche modo sono anche le più internazionalizzate e la diffusione invece in quello stuolo che è la gran parte della struttura industriale italiana, cioè le piccole e medie imprese, c'è una differenza molto forte, tanto per dare un dato dato recentemente dall'Istat, il 70% dei GRA alle imprese ha avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale tra le piccole e medie. Scindiamo addirittura
Sotto il 10% l'8% semplicemente quindi
C'è una differenza forte e questo naturalmente è il rischio che bisogna in qualche modo scongiurare, perché altrimenti avremo quelle disuguaglianze e quelle differenze che già esistono, amplia, amplificate da questo da questo fatto, che è l'intelligenza artificiale sarà soprattutto patrimonio delle grandi imprese cosa che in qualche maniera va va evitata diciamo perché in realtà un salto di produttività lo si potrà ottenere nel momento in cui non,
Un pezzo che poi sappiamo è il 20 25% della struttura manifatturiera produttiva italiana, ma il corpo, diciamo, più dif, più più consistente della della della struttura industriale italiana e quindi le piccole e medie imprese saranno investite da questo da questo fenomeno. Eh eh eh eh eh eh e da questo punto di vista io credo che appunto ci sia naturalmente una consapevolezza, nel senso che ormai questi sono temi che vengono discussi ma non abbastanza. Ecco, non è sufficientemente in linea con quello che eri il governatore ha richiamato, cioè qui non si tratta di
è come dire
Essere di fronte a una sollecitazione con nel mondo
Delle tecnologie e dell'innovazione. No, qui siamo di fronte a un appuntamento che segnerà
Una svolta per i prossimi 5 10 anni, e qui il richiamo. Anche questo è importante sottolinearlo. È stato fatto che noi una punta un primo appuntamento, cioè quello con le tecnologie della comunicazione e dell'informazione negli anni 90, e lo abbiamo mancato se si può dire perché noi abbiamo noi Italia, ma più in generale noi Paesi europei ci abbiamo messo
Troppo tempo e poi abbiamo reagito non adeguatamente a quella rivoluzione, che poi, appunto si è definita in questo modo, se andiamo a vedere poi quello che è successo tra Europa ed Asia, nel senso che l'Asia del Pacifico, la Cina ma tanti altri Paesi sono ormai diventati queste formidabili piattaforme manifatturiero è dovuto alla differenza con la quale i Paesi asiatici hanno scommesso da subito e intensamente in questa rivoluzione.
Noi europee e ancor più in Italia, lo abbiamo fatto molto meno e soprattutto molto più tardi, quindi in questo è giusto dare enfasi e soprattutto ricordare che la finestra che di opportunità e naturalmente non è velocemente, ecco però si può chiudere appunto parla. Si parla di uno spazio di 3 5 anni che sembrano chissà quale periodo invece
è un periodo, come dire limitatissimo di tempo dai pizzardoni. Mi scusi un attimo eh, io ho avuto l'impressione che comunque il governatore fosse ottimista, citava la ricerca italiana dice, ma insomma siamo, abbiamo, diciamo, nella ricerca di qualità e poi diceva che storicamente chi poi beneficia di queste rivoluzioni e chi riesce ad adottarle, ad esempio, appunto, è proprio dalla Cina, non lo smartphone e poi praticamente alla Cina che dovevamo riesce ad affermarsi come il gigante proprio sulle nuove tecnologie,
E però questo vale anche per l'intelligenza artificiale, dove appunto sì c'è il controllo di di di di di tutti, di chi il cloud e e quindi diciamo una una veramente una difficoltà per paesi diciamo medio piccoli e di poter competere risposte sì, nel senso che c'è una
Gioco soprattutto nella letteratura che se ne sta occupando, ma a livello sia più generale, con obbligo, ma sia anche più tecnico. E c'è questa sottolineatura del fatto che in realtà i benefici economici
E non necessariamente vanno sempre. Sono concentrati appunto a chi queste tecnologie inventa e in qualche modo costruisce a livello di modelli generalisti, come si dice e qui la partita, come è tra Stati Uniti e Cina, nel senso che hanno investito molto prima di ogni altro centinaia e centinaia di miliardi di dollari di Wuhan hanno bilobato modelli generalisti, quindi che sono poi i modelli che usiamo e che sono diffusi del mondo, però questi modelli in realtà sono, come dire la base, quello che poi si sta sviluppando e si svilupperà saranno
E tutte le applicazioni e anche qui modelli in senso verticale, cioè che permetteranno di adotta e diffondere più o meno rapidamente nel sistema produttivo, nel sistema economico queste tecnologie. Bene, qui in realtà la partita non è affatto chiusa, nel senso che c'è una possibilità in questo. Almeno io ho letto in questo modo quello che giustamente lei definisce un ottimismo nel senso che non non c'è niente di
E come dire di di rimesso
Se i compromesso, perché in realtà è una partita aperta e soprattutto che, sia a livello di Europa, Unione Europea sia a livello italiano, noi abbiamo basi di partenza per poterla giocare e per poter avere anche speranze di.
Un una, un, un relativo successo. Ecco l'importante è che si abbia questa consapevolezza che la partita come dire e non può essere solo nazionale, perché in realtà ci sono delle cose che possono essere fatte solo a livello europeo perché la Scala per esempio per quanto riguarda
Determinate, come dire, appunto, modelli i cloud per quanto riguarda certe capacità di calcolo e possono essere create solo se l'Unione europea sviluppa come può in parte sta sviluppando, nel senso che ci sono poi già proposte una sua strategia per in qualche modo con
Vetere con altri grandi macro attori. Quindi, qui e soprattutto il compito che che che spetta di più ai Paesi europei e come dire e cercare di di di di premere, perché poi non solo ci siano strategie adesso uscirà tra qualche io penso tra qualche settimana, se non addirittura prima, una nuova e importante documento della del della Commissione europea, dove proprio si delineerà che la strategia dell'Unione europea si sposta dalla regolazione alla gestione e produzione delle intelligenze artificiali, sarà importante perché sottolineerà come dire, questa consapevolezza, che co del del del che cosa c'è bisogno in qualche modo di di fare in termini di infrastrutture che richiedono appunto, scala, risorse e capacità che nessun singolo Paese può garantire da sola. Qui c'è da dire che è una partita, come dire aperta. Ecco però, a livello europeo non è che sia scontato che poi
Eh, eh, eh eh, l'Unione prenderà questa strada perché c'è una io la considero, diciamo rischiosa, invece direzione che viene perorata da alcuni paesi, dove poi invece si spinge molto per dare regolamentare e aumentare gli aiuti di Stato nazionali, questo è in realtà l'opposto di quello che si dovrebbe fare per quanto riguarda diciamo il livello europeo,
Però ecco, qui c'è importante quindi capire che si tratta di una strategia per cui noi e altri Paesi si devono battere in Europa, perché non prevalga appunto questa idea di questa strada e schiusa che poi finirebbe per accentuare le distanze tra i paesi perché se lui se si rimette come si dice alle capacità nazionali è evidente,
Che Paesi come la Germania e adesso lei ha fatto il caso della Francia e hanno le risorse e le capacità diplomatiche e per, come dire ritagliarsi un loro spazio molto più grande. Del resto, quindi, questo è un primo livello. Poi, naturalmente, c'è bisogno di una politica industriale italiana, come si dice che chi sia però molto più mia tata appunto che che guardi a questo,
L'obiettivo di sviluppare l'adozione e la due e la diffusione, perché l'idea è come se
A livello, come dire europeo, sia necessario costruire delle grandi autostrade, quindi queste autostrade sono fondamentali per poi congiungere anche località molto distanti, però poi quello che è importante è che ci siano i veicoli che percorrono queste autostrade, e cioè che,
L'intelligenza artificiale sia portata dentro le imprese, eventuali amministrazioni pubbliche dentro la sanità Pd,
Diciamo dentro alla manifattura e questo spetterà in qualche modo molto a livello nazionale, cioè sarà quello che poi noi faremo in qualche modo per.
E US farvi fare in modo che il sistema, non solo le imprese e il manifatturiero, ma anche gli altri comparti, siano nelle condizioni di assorbire e queste infrastrutture che verranno messe soprattutto in piedi a livello europeo, appunto l'esempio delle autostrade delle automobili lo percorrono e qui naturalmente però l'ottimismo è giustificato se si cambia, volterà, come si dice pagina, cioè se si cambierà anche approccio perché la politica industriale come sappiamo da noi e soprattutto incentivi per finanziare l'acquisto di macchinari,
Distribuire questi incentivi molte volte frammentati, quindi ecco, qui bisogna invece fare altro, come si dice, perché servono investimenti che significano soprattutto la possibilità di sviluppare competenze e capacità, di elaborare i dati e software, soprattutto servono.
In un'azione per rafforzare perché le tecnologie naturalmente sono disponibili, ma non è che le imprese, piccole e medie aziende sono in grado di accedere direttamente a questo patrimonio, saranno molto importanti quelli che si chiamano servizi di intermediazione, che sono servizi ad alta conoscenza, cioè sono servizi in qualche modo professionali che sviluppano queste capacità di,
E tra due, un re le tecnologie in applicazioni specifiche per imprese ecco qui molto importante, perché noi abbiamo un tessuto di questi servizi, ma è molto frammentato e ancora.
è molto piccolo a livello di dimensioni, anche quindi andrà molto rafforzato per costruire una vera e propria rete, diciamo che sia innanzitutto capillare e poi si è accessibile dalle dalle dalle, dalle imprese e qui naturalmente il discorso vale anche per quello che riguarda il discorso delle università, il discorso delle dei centri di ricerca anche a livello regionale quindi c'è una uno spazio importante che si apre per quanto riguarda le politiche nazionali, industriali e naturalmente di altro tipo.
Poi naturalmente
Il il discorso è più importante, è questo, e l'horror ritroviamo nelle considerazioni finali né nelle analisi della Banca d'Italia riguarda il lavoro, naturalmente perché non è scritto che l'intelligenza artificiale distruggerà automaticamente occupazione, ma quello che è scritto e che trasformerà assolutamente e in maniera molto approfondita molte mansioni,
Soprattutto una certa occupazione, questa volta non quella, come dire a basso contenuto, di di di qualifica o di conoscenza che sta tra la vittima e purtroppo sappiamo della prima rivoluzione digitale, quella degli anni 90, no, qui saranno coinvolte anche occupazioni, come dire intellettuali a media qualificazione quindi vuol dire che,
E molti lavori cambieranno, altri naturalmente potranno scomparire Erri configurarsi e molti altri nasceranno quindi qui il compito naturalmente della formazione delle nuove competenze e soprattutto delle protezioni sociali che vanno assicurate, perché questa transizione
E non si risolva poi in una in una strage sociale, cioè bisogna in qualche modo garantire che sia un passaggio che appunto e produca poi crescita, produttività è buona occupazione. Questo è il governatore, lo ha sottolineato e va sottolineato perché, tra l'altro, solo in questo modo si conquisterà qui il consenso, che è fondamentale da parte della società per accompagnare queste politiche per in qualche modo non ostacolarle, perché sappiamo, nel momento in cui invece si dovessero produrre effetti costi e in maniera diciamo, maggioritaria, avremo un effetto opposto, cioè di una resistenza, se non addirittura di una vera e propria come dire rivolta. Ecco quindi il discorso che il tema del lavoro, il tema delle politiche che
Devono accompagnare in qualche modo. Questa adozione e diffusione di Snam mi sembra molto importante e e naturalmente sarà un tema sul quale
E anche a me.
Lo stesso governatore ha annunciato un lavoro di ricerca che verrà messo a disposizione dalla Banca d'Italia, quindi vedremo poi gli sviluppi anche attraverso queste analisi nenie, professore, ne riparleremo naturalmente nelle nelle prossime puntate, intanto ci fermiamo qui e ringraziamo il professor Paolo Guerrieri, quest'area del mondo a pezzi,

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