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Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri

Дата публикации: 04-05-2026 11:03:19

Trump annuncia l'imposizione di dazi al 25 per cento su auto e camion europei, motivandola con il mancato rispetto dell'accordo Ue-Usa siglato in Scozia nel 2025. Negli stessi giorni, il presidente statunitense ha reso noto che verranno ritirati circa 5mila soldati dalla Germania, cui non verranno neanche consegnati i missili a lungo raggio Tomahwak, un pilastro del potere di deterrenza europea nei confronti della Russia. Trump sta reagendo al rifiuto dei Paesi Ue di seguire gli Usa nell'avventura militare in Iran. Nella visione di Trump, commercio, difesa e politica estera si fondono in un'unica area di contrattazione. Nel 2025 sono state esportate negli Usa 750mila auto europee, in gran parte tedesche. Nella stipula dell'accordo con gli Usa, l'Ue è stata complessivamente accondiscendente: ha accettato dazi al 15 per cento temendo il peggio e illudendosi di placare Trump. Serve cautela da parte dell'Ue nella risposta alle minacce del presidente Usa: chiedere chiarimenti sull'accusa di mancato rispetto dell'accordo, predisporre eventuali contromisure, compreso lo strumento anti-coercizione, che non si limita all'imposizione di dazi sui beni, ma colpirebbe anche servizi, appalti pubblici. Venne ideato per la Cina. L'Unione europea, nei rapporti con gli Usa, ha avuto nel 2025 un suplus di 200miliardi. Ma sui servizi il predominio statunitense è enorme (grandi piattaforme, digitale, IA, tecnologie). E sul fonte degli investimenti reciproci, le cifre si aggirano sui 5 trilioni di euro: se ci fosse uno scontro, gli europei ne sarebbero certamente danneggiati, ma anche per gli Usa le conseguenze sarebbero pesantissime. Serve, per un negoziato, l'unità dell'Ue, che al momento manca. L'impegno, contenuto nell'accordo di Scozia, prevedeva l'impegno Ue ad investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti e ad acquistare energia per 750 miliardi: sono impegni irrealistici, anche perché la Commissione Ue non ha il potere di imporre di investire a Stati o a privati. Saranno i mercati, ancora una volta, a decretare il destino di queste nuove minacce di Trump. Che potrebbe tornare sui sui passi, ancora una volta.

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Questa è radio radicale ed è il mondo a pezzi, con il professor Paolo Guerrieri che insegna Economia chance, può a Parigi ed è autore insieme a Pier Carlo Padoan, del libro Europa sovrana, allora Donald Trump, il 1 maggio, ha annunciato, sono lieto che te testuale, sono lieto di annunciarvi che, poiché l'Unione europea non si è conformata al nostro accordo, l'accordo Stati Uniti Unione Europea in alzerò al 25% le tariffe sulle auto e sul camion che vengono importati negli Stati Uniti. Se poi le aziende europee invece, sostanzialmente producono negli Stati Uniti con le loro fabbriche, allora non ci saranno
Tariffe, questa è la novità del fine settimana, professor, guerrieri che succede.
Si può, diciamo dire che siamo all'ennesima però.
In qualche maniera era uscito anche sorprendente perché sul piano di questo negoziato commerciale non no no, non erano poi successe grandi cose tra Stati Uniti, Europa, nel senso che quello che era successo era soprattutto la decisione della Corte Suprema di dichiarare poi illegittimi, tra l'altro anche i dazi che erano stati,
Stabiliti contro l'Europa, però, non non non c'erano state grandi novità perché.
Per quanto riguarda l'accordo commerciale raggiunto lo scorso anno in in in Scozia tra Stati Uniti, Europa quello che stava avvenendo e che la ratifica da parte europea e, come sappiamo, la legislazione europea richiede dei passaggi e cioè il Parlamento c'è il Consiglio che la Commissione per cui c'erano diciamo in erano in atto delle procedure tra l'altro eravamo arrivati quasi alla alla la ratifica finale man pool,
In tenuto che in qualche modo giustificasse questa ennesima, diciamo uscita minaccia appunto dei dazi sulle auto, quindi innanzitutto si può pensare che questo uscita di Trump faccia parte, come dire, di un pacchetto di.
Su decisioni sanzioni, il presidente americano ha preso nei confronti dell'Europa per ragioni in qualche modo diverse, che poi sono soprattutto legate al fatto e i Paesi europei si sono, diciamo finora, come dire, riuscì rifiutati di seguire in qualche modo gli Stati Uniti in questa avventura militare.
Di di guerra contro l'Iran e quindi il pacchetto, come sappiamo.
Oltre a questo, adesso minacce sul piano commerciale riguarda soprattutto questo annuncio di.
Ridurre il numero delle truppe statunitensi in Germania, poi parlato anche d'Italia, risparmio, ma soprattutto.
La decisione è molto, molto seria e anche molto gravida di conseguenze, che è quello di fare un passo indietro su quello che era stato un impegno da parte americana, con con con il presidente Biden dispiegare missili a lungo raggio in Germania, e questo se poi diciamo,
Avrà corso indebolirebbe fortemente la capacità di deterrenza dell'Europa nei confronti della Russia di Putin e quindi questa forse è la decisione.
è più grave se, in qualche modo, che fa, verrà confermata naturalmente nessun Tomahawk per l'appunto e al presidente Fedriga lunga che sono in grado di raggiungere, appunto nel caso di un malaugurato, il più uno scontro, la Russia e in profondità, e quindi sono un'arma de di deterrenza penso che,
Diamo poi funzionano, soprattutto in questa, in questa direzione, quindi, naturalmente, ecco, non è che la minaccia di tariffe sulle auto sia semplicemente direttamente una punizione per la politica europea sugli Round, tuttavia dimostra che ed era ormai in qualche tempo che queste aree, come dire l'area del con commerciale e quello della Difesa quello della politica estera,
E si stanno sempre di più fondendo, diciamo.
Nel nel, nei rapporti con gli Stati Uniti di Trump, in un'unica area di di di contrattazione.
E Trump non.
Diciamo, continua a segnalare che se gli europei
Continueranno a non allinearsi con Washington in materia di sicurezza, beh, allora i prezzi da pagare saranno anche elevati sul piano, sul piano economico, questo poi credo che sia l'interpretazione, cioè il contesto in cui puoi collocare questa minaccia e, naturalmente,
È una minaccia anche ben usata, perché è il mercato americano delle delle auto e offre a Trump, come dire, una leva concreta, un uno strumento in qualche modo per minacciare e interessi europei.
è molto efficace, perché?
Tanto per ricordare qualche cifra dell'anno scorso, quindi, l'anno in cui ci sono stati i dazi già di di Trump, proprio tutte le le le il negoziato che poi è avvenuto, le esportazioni, comunque europee, di di di di auto.
Pur diminuendo rispetto alla al al 2024, sono state oltre, diciamo, circa 700.000 auto nuove e il valore delle esportazioni è intorno ai 30 miliardi di euro e quindi questo significa in qualche modo che il mercato americano, nonostante tutte le perturbazioni, copre,
Qualcosa
Un 20%, quindi un quinto di tutto, il valore delle esportazioni di auto nuove europee, però sono una cifra, sono una cifra abbastanza ridotta su 16 milioni di auto circolanti negli Stati Uniti calcoliamo 750.000, non è una grandissima cifra, questo voglio dire,
No, non lo è, diciamo una grandissima squadra, ma lo è soprattutto perché questa cifra da parte europea è coperta soprattutto dalla Germania.
Perché di quei 30 miliardi di di euro di esportazioni 2021 miliardi, quindi la gran parte sono esportazioni di autovetture da parte tedesca poi, naturalmente, ci sono i paesi molto coinvolti nella fornitura di componenti e che sono tra l'altro oltre oltre i paesi alcuni Paesi dell'Est della Slovacchia siamo anche noi come Italia, quindi,
Come dire, è molto concentrato il il sono molto concentrato di interesse e quindi la minaccia a un potere, un potere coercitivo, secondo me è forte.
Nel senso che?
Gli Stati Uniti restano un mercato che è troppo grande e redditizio perché i produttori di automobili europei, ma direi quelli poi della tedeschi, possano in qualche modo, come dire, ignorarlo e quindi possono in qualche modo dire che sì, sì, sì, sì, guarda da altre parti, ecco, naturalmente adesso si apre la questione da parte europea come rispondere a questa minaccia da parte di Trump?
Perché, per ricordarlo agli ascoltatori, un anno fa, quando poi venne siglato in Scozia
Un incontro tra la presidente della Commissione von der Leyen e il presidente americano venne siglato quell'accordo de la posizione dell'Europa è stato in qualche maniera una posizione chiamiamola relativamente accondiscendente nei confronti degli Stati Uniti, nel senso che di vero e proprio negoziato non si è trattato perché poi alla fine l'accordo è stato del tutto favorevole agli Stati Uniti che hanno in qualche modo ottenuto di,
E imporre una tariffa media del 15% sulle importazioni americane dall'Europa
Eh eh eh, mentre i il il, la Commissione con dietro naturalmente i leader europee, temendo il peggio, potesse finire anche peggio, perché poi questa fu la motivazione, diciamo a portata cioè che invece del 15 si potesse arrivare, addirittura si era minacciato da parte di Trump come fa sempre,
Il il 30%, allora che in nome di questo danno minore, a quel punto si accettò abbastanza supinamente quel quell'accordo, anche perché erano i tempi in cui si pensava che, come dire, dando ragione a Trump e accettando le cose che Trump chiedeva,
Uno si potesse ringraziare il presidente americano e quindi stabilizzare le relazioni con gli Stati Uniti, tutto quello che è successo da allora ad oggi, naturalmente.
Come dire
Mina?
Indebolisce fortemente la logica di quel comportamento, perché, in qualche maniera, quello che è successo che ogni volta che si cede diciamo al presidente americano non solo questo non scoraggia i rialzi di Trump, ma addirittura in molti casi abbiamo visto che è una specie di drappo rosso che viene che viene in qualche modo
E ha fatto vedere a Trump che a quel punto è quasi incitato a chiedere di più, quindi da questo punto di vista per me almeno per molti, la lezione di all'1 per l'Europa è chiara, cioè quando si fanno questi accomodamenti si guadagna certamente tempo, ma non si garantisce né la stabilità delle relazioni né tantomeno si può pensare di di di di di come dire ottenere da parte di Trump Tom un trattamento più favorevole. Naturalmente non è che con questo adesso, si può dire,
L'Europa deve immediatamente reagire con ritorsioni
Rilanciare in realtà quello che poi si intuisce già dal dal, dalle prime reazioni.
E anche condivisibile, cioè adesso bisogna usare una certa cautela anche per capire.
Dovrebbero entrare addirittura all'inizio, cioè oggi, praticamente quindi all'inizio della settimana, questi però bisogna andare a vedere bene, innanzitutto giustificazione legale viene data perché si parla di questo, poi provvedimento, appunto del del.
Del 74, quindi non
Utilizzarlo in qualche modo uno strumento che ha più fondamento di quello che poi non è stato utilizzato e che poi la la la la, la Corte suprema ha sanzionato quindi
Da quello che si può intuire, bisogna adesso punto
Avere dei chiarimenti, soprattutto bisogna capire quanto fondate, quanto
Forti siano queste intenzioni del presidente americano e, in secondo luogo, però, questa volta bisogna sicuramente, come dire, preparare delle contromisure,
Il che non significa mettere in atto una ritorsione immediata, però bisogna in qualche modo predisporre strumenti di cui l'Unione europea, tra l'altro, dispone innanzitutto la possibilità di come si disse che bisognava fare e poi di fatto non è stato fatto un anno fa, cioè quello di elencare una
Una un dei contro dazi che verrebbero applicate a questo punto, cioè dei dazi europei sulle importazioni americane, da mettere, come dire, sul tavolo come possibile risposta. Ma soprattutto io credo che potrebbe essere anche il caso di considerare l'uso di questo strumento molto potente di cui si è dotata l'Unione europea che questo strumento ha voluti coercizione, che è proprio
E in qualche modo diciamo, è stato
Pensato e poi approvato
A casi come questo, ma come funzionando come funziona funziona nel senso che può essere in qualche modo
E adottato e quindi da parte dell'Unione europea, nei casi che di paesi di Paesi terzi che mettano in atto delle forme di coercizione economica. Quindi, diciamo vere e proprie minacce, come sarebbe il caso di una
Diciamo fuori di qualsiasi accordo legalità e da questo punto di vista, è molto prudente perché non si limita alla possibilità di imporre dazi su beni, ma si può in qualche modo arrivare, appunto, ad estendere queste forme di ritorsione
Sui servizi, sugli investimenti di un paese terzo sugli appalti pubblici dell'Europa. Quindi, nei confronti di compagnie del paese che venisse sanzionato fino diciamo alla possibilità addirittura di arrivare ai mercati finanziari, quindi è uno strumento, naturalmente è concepito come ultima risorsa, cioè la risorsa alla quale si può ricorrere nel momento in cui la minaccia è molto grave. Non è stato, come sappiamo mai usato, perché in qualche maniera
Non venne deciso o con comunque non non non si reputò una anno fa lo scontro tale da giustificare, però io credo che
Potrebbe essere proprio questa l'occasione, perlomeno, di riaccendere il dibattito sul sul suo utilizzo, perché questo comunque anche questo, non necessariamente si deve poi arrivare alla sua applicazione, ma vaccinandi arare anche una misura su cui l'Unione europea stava lavorando, questa Industrial Accelerator Act che in qualche misura dovrebbe favorire,
I prodotti europei. Tant'è che la Cina, per esempio, ha protestato contro questa possibilità? Con questo però rientra più l'investor return Roastery rientra più nelle misure chiamiamole di medio lungo termine o comunque una politica industriale che poi, con risvolti commerciali, da questo punto di vista, diciamo, rappresenta più qualche cosa di di i più ampio e per di più, mentre questo strumento, di cui parliamo attiguo eccezione, è stato studiato e poi proprio per l'epoca in cui viviamo, cioè lei un'epoca in cui un Paese
In realtà è stato pensato soprattutto anche questo nei confronti della Cina, quando venne approvato, perché quello era il Paese e che più aveva utilizzato in passato, si pensava potesse utilizzare questa arma, diciamo delle della dipendenza. Pensiamo alle materie prime critiche di di dei paesi europei dalla Cina per poter in qualche modo costringere poi l'Unione a fare delle cose sul piano politico, economico, adesso
Con l'elezione di Trump, diciamo oltre la Cina sono diventate anche gli Stati Uniti.
Impossibile
In qualche modo come dire
E il Paese,
Esp a dirigere in uno strumento di questure, naturalmente,
E diciamo con tutto quello che poi conseguirebbe la situazione.
Però, dal punto di vista dei rapporti commerciali. Ecco, questo è un elemento che poi ha avuto scarso peso in un anno fa, in occasione poi di quell'accordo che venne siglato accaduto. Poi fu un accordo del tutto favorevole agli americani. In realtà, sul piano del commercio e sul piano degli investimenti tra Stati Uniti, Europa. La posizione dell'Europa è indubbiamente molto forte e la dipendenza degli Stati Uniti dall'Europa è indubbiamente molto elevata perché, anche se andiamo a vedere, diciamo quello che sono poi i dati che riguardano nello scorso anno, quindi anche in epoca di dazi da parte di Trump, è vero che si è registrato da parte europea un surplus, cioè un avanzo delle esportazioni sulle importazioni di beni, che è stato consistente circa 200 miliardi di euro che sono in linea con il passato. Questo perché si è giocato molto anticipando prima che venissero può imposti i dazi, si è giocato sulle senso. Questo, naturalmente, è uno dei motivi per cui da parte americana si dice ecco, vedete voi siete inadempienti e questo ha consentito di di ha consentito di ottenere gli stessi risultati grosso modo l'anno prima. In realtà, poi, se si va a vedere l'altro capitolo, perché gli scambi di de The Transat d'Europa, ma come tutti i Paesi avanzati, sono sì sui beni quindi sui prodotti, diciamo industriali ma sono sui servizi anche soprattutto, e qui
Il predominio americano è enorme perché gli Stati Uniti e realizzano nello scambio di servizi un avanzo a loro favore che non compensa totalmente, ma per due terzi, diciamo,
E i contezza quei 200 miliardi di surplus europee e in questo caso le imprese statunitense interessate sono i grandi, diciamo le grandi piattaforme che conosciamo tutti, perché sono appunto alla base di quei servizi nei digitali dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie. Quindi, come dire,
E qui ci sarebbe una prima base, ma soprattutto l'altra grande base sono gli investimenti tra Stati Uniti, Europa, anche questo è un dato di cui si ricorda poco, ma come chiamiamolo stop, cioè come ammontare totale di investimenti che gli europei hanno fatto degli Stati Uniti e che gli Stati Uniti che hanno fatto in Europa grosso modo, diciamo, i due stock si equivalgono
Con qualcosa come o gli stock, pari a la cifra è colossale 2 trilioni e mezzo circa di do di di di euro, se li si somma di interessi reciproci, diciamo tra Stati Uniti Europa.
Diciamo, arrivano a qualche cosa come cinque trilioni di euro sono 5.000 miliardi di euro, che è una somma a dir poco gigantesca, non ci sono equivalenti nel mondo, i rapporti con la Cina non hanno nulla di comparabile, quindi questo per sottolineare che naturalmente una guerra commerciale cioè uno scontro che dovesse poi arrivare trasmettersi anche agli investimenti per esempio perché i dazi sono un veleno per gli investimenti internazionali cioè sono e ciò che di peggio si possa profilare ed ecco una uno sconto di questo di questo.
Tipo, evidentemente noi avremmo da perdere, ma gli Stati Uniti, al pari dell'Europa, avrebbero molto in qualche modo,
Diciamo a rischio.
Questo naturalmente.
Far capire, quindi, qual è la posta in gioco è il problema dell'Europa, però è quello tradizionale, cioè una un negoziato, diciamo fatto anche e alzando i toni, quindi mettendo sul tavolo, come dicevamo no metaforicamente queste pistole del delle di ciò che si può fare perché poi i negoziatori sono soprattutto
Abili quando minacciano delle ritorsioni, quindi quando esercitò per fare questo ci vuole un'Europa unita, ci vuole un'Europa che agisca come attore unitario. Ecco, questo già si è capito che anche in questa occasione non ci sarà, perché le reazioni, come abbiamo detto a livello per ora della Commissione sono quello che abbiamo detto, cioè cautela cercare di capire meglio intanto preparare un'eventuale risposta, ma se andiamo a vedere
La posizione dei paesi che contano poi dentro l'Europa ed è qui ritroviamo divisioni
Sul che fare dal punto di vista anche della tattica, che sono in qualche modo significative perché l'attore che più è interessato e, naturalmente, per le ragioni che abbiamo detto, la Germania.
E avrà quindi un ruolo centrale e i grandi gruppi automobilistici tedeschi hanno già fatto capire che in qualche modo, come dire, non sono affatto disposti a rischiare tensioni e quello che potrebbe essere un'escalation, e quindi sono per una rapida conciliazione del.
Del del della disputano, ecco quindi una posizione che è molto simile a quella che abbiamo ottenuto un anno fa. La Francia e il Parlamento europeo sono invece più propensi a favore di una risposta politica più dura, diciamo da questo punto di vista e poi ci sono i Paesi più Peak più piccoli e più esposti al commercio tra cui ci siamo anche noi
Ecco che
Potrebbero preferire delle estorsioni, però mirate piuttosto in una guerra commerciale totale, in qualche modo non c'è una una unità di intenti, quindi questo sarà sicuramente un un un problema da affrontare, per quanto riguarda poi la possibilità.
Di comportarsi diversamente da quello che abbiamo fatto un anno fa. Certo, il contenuto di quell'accordo, poi di un anno fa, non aiuterà perché è l'Enea l'inadempienza di cui sta parlando, secondo me poi sarà la carta americana e soprattutto va ricordato in quell'accordo non c'è stato solamente il discorso delle dei dazi al 15%.
Ma ci fu l'impegno da parte europea di acquistare qualcosa come 750 miliardi di dollari di energia, prodotti energetici, soprattutto gas liquefatto dagli Stati Uniti, e poi l'impegno che le imprese europee avrebbero investito 600 miliardi di dollari in America. Ora questi impegni lo si disse pressoché subito
Avevano un carattere, come dire politico, perché rappresentavano un rafforzamento del del, in fondo, del dei benefici che gli Stati Uniti potevano trarre da questo accordo, ma sul piano poi operativo erano irrealistici, perché innanzitutto non si capisce come la Commissione europea possa imporre alle imprese private e acquistare gas o investire capitali su questa scala, perché qui stiamo parlando di centinaia di miliardi di dollari,
Eh eh ah, anche lei somme, diciamo, come dire già ammontari vennero giudicati del tutto irrealistici, cioè quello che noi importiamo ogni anno, nonostante sia enormemente aumentato e di prodotti energetici dagli Stati Uniti, non riuscirà mai a giustificare, diciamo, la possibilità di incrementare fino a 750 miliardi di dollari e i nostri acquisti
Quindi, da questo punto di vista, anche il contenuto e non aiuta perché è, come dire, essere adempienti nei confronti di impegni irrealistici si presenta una impresa ardua.
Io credo che poi, già o per per per riassumere anche trarre alcune considerazioni poi finale
Tutto dipenderà innanzitutto e come al solito, dalla dalla come dire volubilità di Trump, perché vedremo che cosa poi quanto c'è dietro, ma io credo che ancora una volta saranno i mercati finanziari, poi a a incidere in questa in questa vicenda, perché e lo sono stati in fondo in questo anno di turbolenze solo dal punto di vista dei dazi americani chi ha avuto più peso nei confronti del presidente americane sono state le reazioni,
O le non reazioni dei mercati finanziari, quindi in questo caso noi ci troveremo ancora una volta che ho, diciamo i mercati e riterranno che si tratti dei, come dire, un'ennesima minaccia da parte di Trump se non vedranno reazioni da parte europea, riterranno che poi la cosa non è così importante e quindi non avranno reazioni tali da incidere, ma se invece il il, il contesto fosse in qualche modo per esempio di una reazione da parte europea sul piano di Min minacciare determinate ritorsioni e quindi la possibilità che questo sia uno scontro che non solo investe,
Culos gli scambi di beni, ma si possa estendere ai servizi, alle restrizioni agli investimenti, come dire agli appalti pubblici, allora si può ipotizzare che a questo punto i mercati finanziari, ma soprattutto gli investitori, potrebbero scontare uno shock più grave di quello che poi non normalmente non sono abituati.
Ad a sostenere e quindi ci potrebbe essere una reazione molto più pesante e negativa, perché, appunto abbiamo ricordato le cifre che sono in ballo tra Stati Uniti, Europa di fronte a una reazione molto negativa e molto pesanti, il che significa un drastico calo delle quotazioni diciamo sia sul piano,
Dei mercati borsistici, mafie, ma sia, ed è ancora più importante sul piano dei titoli del debito pubblico americano, cioè dei famosi mercato dei dei Treasury. Ecco allora, di fronte a questa reazione, si può pensare che ci potrebbe essere la parte di Trump, una ennesima marcia indietro, come dire alla quale ormai siamo abituati, cioè alle quali siamo abituati, se questo può acronimo, che appunto è stato coniato che da Coco questo che poi ne ponti in inglese trampoli Weird, Cinema UPB, Trump si tira sempre indietro quando temi vede possibili danni. Ecco, allora questo potrebbe essere l'ennesimo episodio in cui abbiamo visto altre volte tutto potrebbe rientrare per scongiurare questa
Tempesta finanziaria chiarissimamente, grazie professore, tutto poi staremo a vedere grazie a voi, grazie al professor Paolo Guerrieri e di nuovo il mondo a pezzi tornerà lunedì prossimo.

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