Non si tratta di sparire completamente dai social né di demonizzarli. Semplicemente però di iniziare a metterli da parte, a silenziare certe notifiche e a mettere da parte il cellulare in certi momenti. È il digital detox e agosto è […]
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Digital detox, l’obiettivo di agosto. Come metterlo in pratica e perché fa bene
Agosto, tempo di vacanze e di digital detox. Questo mese è infatti l'occasione giusta per allontanarsi un po' da cellulare e social, disattivando anche alcune notifiche. Con moltissimi benefici su corpo.e mente
Non si tratta di sparire completamente dai social né di demonizzarli. Semplicemente però di iniziare a metterli da parte, a silenziare certe notifiche e a mettere da parte il cellulare in certi momenti. È il digital detox e agosto è il mese ideale per metterlo in pratica. E il motivo è molto semplice: anche il cervello necessita di una vacanza dai continui stimoli.

Senza demonizzare l’uso del cellulare, il digital detox consiste nel ridurre in maniera volontaria e temporanea l’esposizione agli stimoli digitali. Ovvero allontanarsi per un po’ da notifiche, social network, email e messaggi vari, con lo scopo di rilassare la mente così da permetterle un funzionamento più naturale dei processi mentali. E agosto rappresenta il momento ideale per mandare anche il cervello in vacanza.
«Il cervello funziona attraverso un’alternanza tra attenzione rivolta verso l’esterno e momenti di attività interna, necessari per consolidare i ricordi, organizzare il pensiero, regolare le emozioni e dare significato alle esperienze. La connessione digitale permanente tende a ridurre questi spazi. Ogni notifica o aggiornamento richiama l’attenzione e impone un rapido cambio di focus. Questo continuo passaggio da uno stimolo all’altro coinvolge soprattutto la corteccia prefrontale, responsabile delle funzioni esecutive, e aumenta il carico cognitivo» spiega la psicologa e psicoterapeuta Paola Serravezza, Supervisore EMDR e collaboratrice CRSP Centro Ricerche Studi Psicotraumatologia di Milano.
L’attenzione della mente non è infatti una risorsa illimitata, anzi continuare a interromperla causa una maggiore stanchezza mentale ma anche grande difficoltà di concentrazione, irritabilità e soprattutto l’idea di essere costantemente sotto pressione.
La curiosità verso la novitàIl cellulare è infatti difficile da ignorare a causa della curiosità che stimola. Infatti «il telefono stimola il sistema cerebrale della ricompensa. Il cervello è particolarmente sensibile agli stimoli nuovi e imprevedibili. Un messaggio, una notifica o un contenuto interessante possono attivare i circuiti dopaminergici coinvolti nella motivazione, nell’esplorazione e nell’apprendimento. Non è la dopamina in sé a rappresentare un problema. È piuttosto la successione continua di piccole ricompense imprevedibili a mantenerci in una condizione di attesa: controlliamo lo smartphone non sempre perché ci aspettiamo qualcosa di preciso, ma perché potrebbe esserci qualcosa di nuovo. Questa aspettativa costante rende più difficile sostenere l’attenzione su attività lente e meno stimolanti, come leggere, conversare senza interruzioni o semplicemente restare in silenzio».
Cosa succede al cervello quando si mette in pratica il digital detoxQuando si interrompono gli stimoli esterni, il cervello non si spegne ma entra in modalità Default Mode Network. Ovvero, inizia a elaborare tutte le esperienze emotive vissute. In altre parole, crea ricordi. Nel momento in cui non si è sempre concentrati sul cellulare, ma si inizia a far vagare la mente e lo sguardo, il cervello elabora questi momenti, immagazzinandoli come ricordi ed emozioni: «Le esperienze, infatti, non diventano automaticamente apprendimento soltanto perché accadono. Hanno bisogno di tempo per essere integrate nella memoria autobiografica e nella nostra storia personale. Come il sonno contribuisce al consolidamento delle tracce mnestiche, anche i momenti di quiete favoriscono la rielaborazione delle esperienze. Il silenzio mentale non è quindi un vuoto improduttivo, ma uno spazio necessario perché la mente possa organizzarsi».
Come mettere in pratica il digital detox? «Si può iniziare disattivando le notifiche non indispensabili, evitando di controllare lo smartphone appena svegli e prima di dormire, stabilendo momenti della giornata senza schermi e lasciando il telefono lontano durante i pasti, le conversazioni o le passeggiate. È utile anche osservare quante volte prendiamo il cellulare automaticamente, senza un obiettivo preciso. Rendere consapevole questo gesto è già un primo cambiamento. Togliere lo smartphone, però, non basta. Lo spazio liberato deve essere restituito ad attività capaci di favorire presenza e recupero: leggere, camminare, ascoltare musica, conversare, dedicarsi a un’attività manuale o semplicemente osservare ciò che ci circonda».
I benefici del detox digitaleI benefici dell’allontanamento dal mondo digitale sono differenti. Prima di tutto si ha un miglioramento della qualità del sonno, ma anche una maggiore concentrazione e presenza nelle relazioni. Inoltre inizia ad abbassarsi il livello di irritabilità, la sensazione di urgenza e anche il bisogno di tenere sempre tutto sotto controllo.
«All’inizio, tuttavia, possono emergere noia, inquietudine o la tentazione di riprendere immediatamente il telefono. La connessione continua viene spesso utilizzata anche per evitare il silenzio, l’attesa o il contatto con pensieri ed emozioni spiacevoli. Questa iniziale sensazione di disagio non indica necessariamente che il digital detox non stia funzionando. Può essere il segnale che il sistema nervoso si sta riabituando a una minore stimolazione e che stiamo tornando ad ascoltare ciò che accade dentro di noi. Il vero obiettivo non è disconnettersi dal mondo, ma recuperare la capacità di scegliere quando connettersi e quando fermarsi. Perché le vacanze non servono soltanto a cambiare luogo. Possono offrire al cervello il tempo necessario per trasformare le esperienze in memoria, la memoria in significato e il significato in maggiore consapevolezza».
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