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È gratis e non richiede prenotazione: fermarsi una ventina di minuti a guardare il calare del sole è una vera e propria terapia, alla portata di tutti. Per comprenderne i benefici sono stati realizzati diversi studi

Дата публикации: 12-08-2026 14:00:25

In spiaggia, in montagna, sul balcone di casa o al tavolino di un bar. Agosto è il mese con il più alto tasso di persone ferme a guardare il tramonto. C’è chi fotografa, chi applaude, chi resta in silenzio, incantato: […]
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In spiaggia, in montagna, sul balcone di casa o al tavolino di un bar. Agosto è il mese con il più alto tasso di persone ferme a guardare il tramonto. C’è chi fotografa, chi applaude, chi resta in silenzio, incantato: che meraviglia? Già. Per capire come e perché questo spettacolo naturale a costo zero piaccia tanto sono stati fatti diversi studi.

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Guardare il tramonto fa stare bene… davvero! Gli effetti positivi sul benessere secondo la scienza

Il tramonto sembra in effetti regalare a chi lo ammira una piccola dose quotidiana di benessere, aiutando a interrompere il rimuginio mentale, a ridurre lo stress, a favorire il sonno e perfino a rendere un po’ più gentili con gli altri. La spiegazione ha un nome preciso: awe, una parola inglese che significa sublime, meraviglia, stupore, senso di vastità. A studiarlo da oltre vent’anni è Dacher Keltner, psicologo dell’Università della California di Berkeley, insieme a colleghi come Jennifer Stellar, Paul Piff, Craig Anderson e Yang Bai. In una review sull’argomento, pubblicata su Perspectives on Psychological Science, definisce l’awe come l’emozione che nasce quando ci troviamo davanti a qualcosa di così grande o straordinario da costringerci a rivedere, anche solo per un istante, il nostro modo di interpretare il mondo.

Che cos’è l'”awe” e dove trovarlo

«Una delle caratteristiche più costanti dell’awe è la sensazione di sentirsi piccoli», spiega la psicologa Michelle “Lani” Shiota, docente di psicologia sociale alla Arizona State University, intervistata dalla BBC. «I problemi personali sembrano improvvisamente meno importanti nel quadro generale. Ed è un effetto prezioso per la salute mentale.»

Chi soffre di ansia lo sa bene: la mente tende a girare sempre sugli stessi pensieri. Gli psicologi parlano di rumination, il rimuginio continuo. Secondo Shiota, le esperienze che suscitano meraviglia interrompono questo circolo vizioso perché catturano completamente la nostra attenzione. Per qualche minuto smettiamo di guardarci dentro e torniamo a osservare ciò che ci circonda.

Sentirci piccoli al cospetto del cosmo ci rasserena

È quello che gli studiosi chiamano small self, il “piccolo sé”: il nostro ego occupa meno spazio e aumenta la percezione di appartenere a qualcosa di più grande.

Non è solo una sensazione. La review coordinata da Jennifer Stellar mostra che l’awe è associata a maggiore benessere psicologico, più soddisfazione, maggiore apertura verso gli altri e una più forte percezione di significato.

Perché proprio il tramonto?

Tra tutte le esperienze capaci di suscitare meraviglia, la natura continua a essere la più potente. Jennifer Stellar, oggi ricercatrice all’Università di Toronto, spiega che il tramonto possiede tutte le caratteristiche che il cervello riconosce come generatori di awe: è esteticamente bellissimo, occupa l’intero campo visivo, cambia continuamente ed è impossibile da controllare.

Uno studio pubblicato nel 2023 su oltre 2.500 partecipanti ha confermato che alba e tramonto sono tra gli scenari naturali che evocano con maggiore intensità questa emozione. Non è un caso che in quasi tutte le culture il sole che scompare all’orizzonte rappresenti un momento da osservare e condividere.

Gli effetti positivi del tramonto

La meraviglia sembra avere effetti anche sulle nostre capacità cognitive. In uno degli esperimenti condotti da Michelle Shiota, alcuni partecipanti hanno guardato un breve filmato capace di suscitare awe, mentre altri hanno visto video emotivamente neutri. Successivamente tutti hanno ascoltato una storia e sono stati invitati a ricordarne quanti più dettagli possibile.

Chi aveva appena provato meraviglia ricordava significativamente più informazioni. Il motivo non è ancora del tutto chiaro, ma secondo Jennifer Stellar l’awe potrebbe funzionare come un “reset” dell’attenzione: il cervello smette di disperdersi e si concentra molto di più su ciò che accade nel momento presente.

Fa bene anche al corpo

L’idea che un’emozione possa influenzare la salute fisica può sembrare sorprendente, ma qualche indizio esiste. In uno studio pubblicato sulla rivista Emotion, Jennifer Stellar e colleghi hanno osservato che le persone che riferivano di provare più frequentemente emozioni positive auto-trascendenti — come meraviglia, compassione e ammirazione — presentavano livelli più bassi di interleuchina-6 (IL-6), una molecola coinvolta nei processi infiammatori cronici.

Gli autori invitano alla prudenza: non significa che guardare un tramonto “abbassi l’infiammazione”. Lo studio mostra un’associazione, non un rapporto di causa-effetto. Ma suggerisce che coltivare esperienze di meraviglia potrebbe contribuire, insieme ad altri fattori, a un migliore equilibrio psicofisico.

La meraviglia della natura ci rende più altruisti

Tra gli effetti più curiosi c’è quello sui comportamenti sociali. In un famoso esperimento di Paul Piff e colleghi, alcuni studenti osservavano per un minuto un gruppo di giganteschi eucalipti, altri un normale edificio. Poco dopo un ricercatore faceva cadere apposta una scatola piena di penne.

Chi aveva appena alzato gli occhi verso gli alberi — e aveva dichiarato di aver provato meraviglia — si fermava ad aiutarlo molto più spesso. L’awe, spiegano gli autori, sembra ridurre l’autoreferenzialità e aumentare la disponibilità verso gli altri.

Il tramonto prepara anche al sonno

Oltre all’effetto psicologico, c’è poi quello biologico. La progressiva diminuzione della luce naturale rappresenta uno dei principali segnali che regolano il nostro ritmo circadiano, l’orologio interno che sincronizza sonno, temperatura corporea e produzione di ormoni.

Secondo Mariana Figueiro, docente dell’Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York e tra le maggiori esperte mondiali degli effetti della luce sulla salute, osservare il naturale passaggio dal giorno alla sera aiuta il cervello a capire che è arrivato il momento di rallentare.

Il problema è che spesso sostituiamo quel segnale con la luce intensa degli schermi, che interferisce con la produzione di melatonina e può peggiorare la qualità del sonno. Al contrario, esporsi alla luce naturale del tramonto contribuisce a mantenere allineato il nostro orologio biologico.

Non serve guardare un tramonto alle Maldive

La buona notizia è che non serve essere in vacanza alle Maldive. Un tramonto visto dalla spiaggia è magnifico, certo. Ma anche quello osservato da una terrazza di città, da un prato o semplicemente dal balcone di casa può offrirci la stessa occasione di rallentare. È questo il piccolo lusso alla portata di tutti: concedersi dieci minuti senza notifiche, senza fotografie perfette, senza fretta. A tu per tu con il sole infuocato, per ricordarci che sì, i nostri problemi esistono, ma non sono tutto l’universo.

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