Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

L'editoriale/ Nessuno può fermare l?Italia

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

Spacchiamo tutto, fermiamo tutto. Dire che l?Italia sia prigioniera di queste sindromi è senz?altro esagerato, ma certo sono parole d?ordine che continuano a circolare:...

Основное содержимое страницы с новостью.

Spacchiamo tutto, fermiamo tutto. Dire che l’Italia sia prigioniera di queste sindromi è senz’altro esagerato, ma certo sono parole d’ordine che continuano a circolare: talora in forma più attenuata, magari come iperboli a cui non si crede veramente, talora esibite con esasperazione, talaltra con la supponenza di chi crede di potersi erigere ad arbitro della situazione.
Comunque la si voglia vedere, la situazione non è da prendere sotto gamba. Si sta passando dal chiedere qualcosa ai poteri pubblici, pur con forza e determinazione, alla convinzione di poter imporre loro che vengano esauditi, e alla svelta, i desideri della propria parte, quali che siano. Non è un cambiamento qualunque. Nel primo caso si manteneva in qualche modo il riconoscimento del potere pubblico come istanza di regolazione e governo e perciò si chiedeva, nel secondo il potere pubblico è considerato un servo obbligato ad erogare quanto dei soggetti immaginano come dovuto per il loro interesse particolare.
Le agitazioni degli autotrasportatori sono un segnale inquietante di ribellismo sociale. Non chiedono, ciò che sarebbe comprensibile, un sostegno alla categoria in un momento di crisi tenendo conto degli equilibri complessivi del Paese, ma ricattano il governo imponendo un blocco insensato di importanti filiere al fine di ottenere che i costi di una crisi internazionale e globale ricadano su tutti i cittadini e non tocchino i loro redditi.
Non ci vuole molto a capire che se la politica, tutta, maggioranza e opposizione, si arrende a questo genere di ricatti si aprirà una spirale perversa, perché cresceranno le tentazioni per tutte le categorie che possono permetterselo a seguire la tecnica del blocchiamo tutto. In un sistema ancora in equilibrio a tenere sotto controllo e a marginalizzare questi impeti anarcoidi dovrebbero concorrere sia i grandi sindacati, sia i partiti: in fondo entrambi dovrebbero rappresentare l’interesse a mantenere la coesione del sistema, ma c’è più di un dubbio che oggi sia ancora così.
I sindacati hanno a che fare con le pressioni di una base di lavoratori che hanno visto ridursi i loro redditi e che già affrontano le ricadute della crisi congiunturale. Di conseguenza sono portati a spingere sulla tecnica delle grandi manifestazioni di protesta, perché così mostrano di stare facendo qualcosa anche se è dubbio che qualcosa così risolvano. I partiti sono ormai non solo in campagna elettorale, il che li porta a sfruttare a proprio vantaggio e a detrimento di quello degli avversari ogni insorgenza sociale, ma sono sempre più caratterizzati come formazioni circoscritte, ciascuna legata ad un proprio seguito parziale, e sempre meno capaci di cercare di incarnare quello che un tempo si definiva “il partito della nazione” (l’uso retorico di quel termine è un orpello, non il contenuto di una seria politica che guarda al Paese al di sopra delle sue articolazioni corporative).
Nella congiuntura di questi giorni si è aggiunta la sfida di un ribellismo anarcoide che, sfruttando le inquietudini, comprensibili, delle più giovani generazioni, propone la logica del “rovesciamo il tavolo”: solo che quella che era una metafora per dire non accettiamo che la situazione attuale non si possa cambiare, è diventata un prosaico invito alla devastazione e al saccheggio per mostrare che il tavolo dell’ordine sociale lo si può ribaltare davvero.
A questa delicata fase è necessario che tanto la politica, quanto la società civile diano una risposta che sia tanto ferma, quanto convincente. Detto in parole povere significa realizzare al tempo stesso gli strumenti per mostrare che il disagio, reale o percepito che sia, non autorizza a mettere a soqquadro gli equilibri della convivenza, così come parallelamente per rendere evidente che i problemi veri vengono presi in mano con le risorse a disposizione e tenendo conto dei tempi necessari a trattarli in maniera opportuna.
Come in ogni crisi significativa (e quella in corso lo è, anche se ci auguriamo non diventi troppo drammatica) la risposta deve venire da una solidarietà di sistema. Sarebbe davvero miope al limite della cecità, pensare che le diverse parti politiche, sociali e culturali possano cavalcare gli eventi in corso trasformandoli ciascuna in opportunità per sé e in handicap pesanti per gli altri. Gli scaffali dei negozi vuoti perché le merci non vengono consegnate, i benzinai a secco, le città con l’incubo dei saccheggi e della delinquenza senza controllo e via elencando, sono scenari che non preludono ad un diverso sistema politico e sociale, ma ad uno a rischio dissoluzione.
Un destino che l’Italia in questa fase storica così delicata non solo non merita, ma non si vede perché dovrebbe soccombervi. Siamo un Paese, una nazione, o chiamiamoci con il termine che ciascuno preferisce, che ha gli strumenti per affrontare e superare questa ed altre tempeste.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1 L'editoriale/ Le proteste in Europa e la chimera del welfare 05.5401-01-1970
2 Orgoglio Italia: i dati, la verità e i rischi che ignoriamo 07.1901-01-1970
3 L'editoriale/ Spirale perversa da fermare subito 08.401-01-1970
4 L?Italia non è la Francia (nonostante i teppisti) 08.9201-01-1970
5Appello Unioncamere: il rientro dei giovani cervelli in fuga vale 12 miliardi 0506-06-2026
6In Italia pochi laureati e appeal ancora scarso sui talenti internazionali08.5910-10-2026
7 L'editoriale/ Economia e politica non vanno d'accordo 07.4201-01-1970
8«Il 48% degli italiani vittima di fake news»-2610-07-2026
9Gli impianti che rischiano di chiudere in Italia a causa del caro energia08.8227-09-2026
102 giugno. Repubblica & lavoro-2503-06-2026

Классификация: Мнения. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 8.04. Источник: www.ilmessaggero.it.