Sei associazioni e una convinzione condivisa: Latina ha un patrimonio di volontariato che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Dalla salute all'inclusione sociale, dall'accoglienza...
Sei associazioni e una convinzione condivisa: Latina ha un patrimonio di volontariato che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Dalla salute all'inclusione sociale, dall'accoglienza di chi arriva in città per curarsi alla tutela degli animali, le voci del volontariato pontino sostengono la proposta lanciata dalla presidente provinciale della Lilt, Nicoletta D'Erme, di candidare Latina a Capitale italiana del volontariato.
L'idea, emersa durante l'incontro organizzato per le iniziative sulla prevenzione dell'Ottobre Rosa sabato scorso, trova terreno fertile tra le realtà rappresentative delle tante associazioni di volontariato che ogni giorno portano avanti un lavoro spesso silenzioso, ma essenziale per rispondere ai bisogni della popolazione.
«Noi siamo pronti»
«Il volontariato ad oggi rappresenta per la comunità una garanzia di servizi che altrimenti non avrebbe. Nel nostro modello di welfare il terzo settore è cardine di supporto, assistenza e attenzione nei confronti dei cittadini e delle cittadine di Latina. Un riconoscimento di questo tipo valorizzerebbe anche le famiglie dei volontari e delle volontarie che condividono il tempo sottratto ad altri impegni per dedicarlo alla comunità. Noi siamo contenti di affiancare l'amministrazione comunale nel processo per una possibile candidatura», sottolinea Lorenzo Munari, presidente della Croce Rossa Italiana, comitato di Latina.
Andos e Valentina
Parole condivise anche da Paola Bellardini, presidente di Andos Latina: «Se andassimo a valorizzare tutto il tempo che dedichiamo alla comunità sarebbe veramente un grosso valore, al di là di quello puramente solidaristico. Siamo tutti i giorni sul campo quindi io posso soltanto dire che sono piacevolmente colpita da questa idea e spero che possa andare in porto». Concorda anche Nella Magnani, presidente di Valentina Onlus, che però richiama l'attenzione anche sulle difficoltà quotidiane: «Come realtà del territorio abbiamo bisogno di sostegno. Siamo sempre attive, nonostante spesso ci troviamo in difficoltà a reperire i fondi».
Oltre all'assistenza in pronto soccorso, l'ente gestisce due appartamenti concessi in comodato d'uso dal Vescovato, dove ospita persone che arrivano nella provincia per migrazione sanitaria: «È un servizio fondamentale soprattutto per chi viene qui dalle isole Pontine e deve rimanere a lungo nel capoluogo perché deve curarsi. Fino a pochi giorni fa, per esempio, abbiamo ospitato una ragazza e sua mamma che venivano da Ventotene e dovevano sottoporsi a cicli di radioterapia. Erano molto preoccupate perché negli hotel della zona avrebbero dovuto pagare 100 euro al giorno e loro sono rimaste a Latina per 3 settimane».
Ma la rete del volontariato comprende anche chi si prende cura degli animali: «Siamo un ente molto grande e abbiamo tantissime persone che, a proprie spese, si muovono continuamente e cercano di mettere in sicurezza cani o gatti abbandonati. La città è pronta a una candidatura perché siamo veramente in tanti a fare volontariato, che a volte passa anche in sordina. In alcune situazioni ci sono problemi, o l'amministrazione pubblica è carente, e noi suppliamo a tutto questo», racconta Simona Loffredo, presidente dell'Enpa di Latina.
Diaphorà e Avis
Per Avis Latina, la proposta arriva in un momento simbolico: nel 2027 la sezione celebrerà settant'anni dalla fondazione. «Nei nostri archivi abbiamo più di 35mila donatori che nel tempo hanno donato il sangue. Il nostro è un mondo poco valorizzato ma che contribuisce silenziosamente. E poi i cittadini e le cittadine che fanno volontariato sono più attenti agli altri. Li definirei un valore aggiunto, che andrebbe curato e coccolato, e che determina il civismo di una città».
L'inclusione è invece il cuore dell'attività di Diaphorà, onlus di promozione sociale che si occupa di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. «Noi siamo tra le realtà storiche, compiamo 25 anni e abbiamo 100 volontari attivi in maniera importante», racconta il presidente Paolo Maria Magli. Solo quest'anno l'associazione ha proposto 29 laboratori e coperto 250 ore mensili di attività, soprattutto quelle che accompagnano al lavoro ragazze e ragazzi con disabilità dopo la scuola, quando rischiano di trovarsi senza opportunità. E per Magli «se riuscissimo a portare a Latina questo fregio sarebbe una bellissima cosa, soprattutto per la città».
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