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Perché il Nepal e l’Himalaya stanno diventando così fragili

Дата публикации: 27-08-2026 09:54:56

“Lo scioglimento della criosfera ci sta facendo perdere la colla che tiene insieme le montagne”. A inizio anno uno studio avvertiva sui rischi di Glof e improvvise inondazioni. Per gli esperti fra 70 anni diremo addio al 65% di tutta la massa glaciale dell’Asia. Manca ancora un...

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Stiamo perdendo la colla. Ci vorranno specifici studi di attribuzione per determinare l’impatto della crisi climatica sulla tragedia di Nepal e Tibet. Eppure c’è un fatto incontrovertibile: le nuove temperature e i cambiamenti del clima stanno innescando un pericoloso mutamento che riguarda tutti i ghiacciai del mondo e soprattutto l’Himalaya. L’insieme del permafrost, dei ghiacci, di rocce e sedimenti che per millenni hanno tenuto salde le montagne facendo da collante, è in uno stato di degrado tale che - con lo scioglimento dei ghiacci - sta passando da blocco solido a "liquido". L’acqua si infiltra fra le crepe e accresce i livelli dei laghi dei ghiacciai aumentando l’instabilità delle masse in alta quota con possibili frane e distacchi. Qualcosa di “estremamente pericoloso” diceva uno studio di cinque anni fa che puntava il dito proprio sulla necessità di aumentare il monitoraggio dei ghiacciai himalayani. "Ci sono oltre 50 mila ghiacciai nell'Himalaya e nella regione dell'Hindu Kush e solo 30 di essi vengono osservati da vicino, compresi gli studi sul campo" aveva spiegato Muhammad Farooq Azam, glaciologo dell'Indian Institute of Technology.

Nepal: le immagini aeree delle devastazioni dopo le frane e le inondazioni Nepal: le immagini aeree delle devastazioni dopo le frane e le inondazioni

Solo sette mesi fa, poco prima della tragedia che ieri ha portato a centinaia di morti, migliaia di dispersi e la distruzione dei territori di Nepal e Tibet, uno studio di ricercatori dell’Università del Kashmir avvertiva inoltre della pericolosità legata all’instabilità dei laghi glaciali della regione himalayana-karakoram e dei Glof, i glacial lake outburst flood, gli improvvisi e devastanti crolli dei laghi glaciali che provocano inondazioni. Senza dubbi, l’articolo iniziava sostenendo come “la criosfera dell'Himalaya-Karakoram si sta ritirando rapidamente a causa dei cambiamenti climatici, portando alla formazione e all'espansione diffusa di laghi glaciali e aumentando il rischio di inondazioni da tracimazione di laghi glaciali” ed evidenziava “la necessità di integrare le scienze e con la vulnerabilità sociale, la preparazione e le strategie di adattamento”. Spiegava come “il riscaldamento globale ha acuito le preoccupazioni ambientali a livello mondiale, con l'accelerato scioglimento della criosfera himalayana che si profila come una delle sfide più critiche nella regione”.

Alluvione tra Tibet e Nepal, la colata di fango e rocce nella vallata: le immagini dal satellite Alluvione tra Tibet e Nepal, la colata di fango e rocce nella vallata: le immagini dal satellite

I dati citati rendono ancor meglio l’idea: in questa regione del mondo che si riscalda tra il doppio e il triplo della media globale, sono stati registrati tassi di riscaldamento per decennio tra 0.15°C e 0,60 °C . Il tasso globale, ma in questo caso per secolo, è di 0,74 °C . “Con circa 40.800 km² di ghiacciai la regione sta assistendo a una regressione glaciale senza precedenti a causa di questa tendenza al riscaldamento” e “questo riscaldamento ha accelerato il ritiro favorendo la formazione e l'espansione dei laghi glaciali. In scenari ad alte emissioni - si legge nel paper - il 65% della massa glaciale dell'Asia di alta montagna potrebbe scomparire entro il 2100, aumentando ulteriormente il numero e le dimensioni dei laghi glaciali”. Di conseguenza “le inondazioni da tracimazione dei laghi glaciali (Glof) sono emerse come un grave pericolo, in particolare nell'Himalaya. Questi improvvisi scarichi d'acqua dai laghi alimentati dai ghiacciai, situati ai lati, di fronte, sotto o sulla superficie dei ghiacciai, rappresentano una grave minaccia per le comunità a valle”.

Neve ai minimi storici sull’Himalaya: due miliardi di persone a rischio siccità

Quando parliamo di comunità che corrono questi rischi nel mondo, parliamo di “milioni” di persone. Le inondazioni Glof infatti hanno già causato numerose vittime sia nell’Himalaya che nelle Ande e anche nelle Alpi europee. Tutte queste informazioni descrivono perfettamente l’attuale fragilità di quella che è una delle più grandi riserve dell’acqua dell’Asia e del Pianeta e aiutano, in attesa di riscontri ufficiali, a capire meglio il perché di quanto accaduto in Nepal e Tibet. L’ipotesi attuale più probabile secondo le autorità locali è il crollo di una enorme porzione di ghiaccio e roccia, il collasso del ghiacciaio, che ha provocato una colata di fango acqua e detriti. Questi hanno travolto il fiume Trishuli - noto anche come Bhotekoshi - e vite, strade, ponti e centrali elettriche sono state spazzate via all'improvviso. In solo mezz’ora il livello del fiume Trishuli è aumentato fino a 9 metri e gli affluenti, come il fiume Lhende Khola, sono esondati con una potenza impressionante.

La furia dell'alluvione tra Nepal e Tibet: la valle devastata vista dal drone La furia dell'alluvione tra Nepal e Tibet: la valle devastata vista dal drone

Per l’ Us Geological Survey (USGS) la frana è stata così potente da far tremare tutto: “L’evento sismico è stato causato da un crollo glaciale e da una colata detritica che hanno provocato successivi impatti catastrofici a valle". Le immagini satellitari mostrano come sia staccata una parte di ghiacciaio a circa 5.200 metri precipitata poi sul fondovalle circa 1.200 metri più in basso. Anche se è presto per capire quale sia stata la “miccia” che ha innescato il crollo e tutte le conseguenze, molti esperti internazionali raccontano e concordano sul fatto che il degrado del permafrost - appunto la colla che tiene insieme roccia e ghiacciai - possa essere una concausa importante. Una concausa che conosciamo già da anni: anche nel 2023 le Nazioni Unite hanno affermato che le montagne del Nepal avevano perso già quasi un terzo del loro ghiaccio in poco più di 30 anni sempre a causa del riscaldamento globale e, secondo un altro studio, i ghiacciai dell'Hindu Kush-Himalaya sono scomparsi il 65% più velocemente tra il 2011 e il 2020 rispetto al decennio precedente. Cifre e stime che indicano sempre la stessa soluzione - fermare le emissioni antropiche da fonti fossili in modo da frenare il futuro aumento delle temperature - ma poche applicazioni nella realtà e, purtroppo, anche in quel monitoraggio costante che potrebbe salvare intere comunità.

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