Nel 1985 il quasi-seguito di Scramble sconvolge il mondo degli sparatutto.
Nel 1985 Konami conquista il mondo degli sparatutto lanciando in sala giochi il seguito spirituale di Scramble.
Qui su IGN Retro abbiamo già parlato di Scramble, il seminale sparatutto a scorrimento orizzontale del 1981 che ha praticamente lanciato un intero genere. Dato l'enorme successo del gioco era inevitabile che Konami volesse capitalizzarci realizzando un seguito, un titolo dallo sviluppo decisamente più complesso del previsto dal momento che, a metà strada, ha persino cambiato nome. I lavori terminano nel 1985, quando nelle sale giochi arriva il colorato e altrettanto importante Gradius, sconvolgendo nuovamente il genere.
Il decollo della Vic ViperNei primi anni '80 il concetto di seguito diretto di un videogame era ancora qualcosa di sostanzialmente alieno: giochi successivi dello stesso sviluppatore apparivano praticamente sempre con un nome differente, come ad esempio Galaxian e Galaga: se ci pensiamo bene, qualcosa di simile era anche accaduto allo stesso Scramble con il suo quasi-seguito Super Cobra. I lavori sul nuovo videogame partono però sotto il titolo "Scramble 2", un chiaro intento di creare un prosieguo delle battaglie spaziali che tanti soldini hanno portato nelle casse di Konami. Al timone del progetto troviamo Hiroyasu Machiguchi, un programmatore entrato nell'azienda nel 1982 e reputato, per sua stessa ammissione, inadatto a svolgere il ruolo di designer. Il compito affidato a Machiguchi è in effetti bello tosto: realizzare un seguito del bestseller Scramble e al tempo stesso uno sparatutto che risultasse migliore del campione d'incassi di Namco uscito nel 1982, ovvero Xevious.
Fu subito evidente che bisognava andare ben oltre una semplice riproposizione del gameplay di Scramble accompagnata da una grafica migliorata. Fortunatamente, Machiguchi e il suo team iniziano a implementare una serie di notevoli innovazioni: il gioco resta uno sparatutto a scorrimento orizzontale con la conformazione del fondale che ricopre nuovamente un ruolo importante, tra montagne e strettoie; cambia però completamente la natura dei nemici, stavolta rappresentati da forze aliene che vogliono invadere il nostro pianeta. Contro simili avversari ecco schierata la fiammante astronave da combattimento Vic Viper, inizialmente munita di un semplice cannone frontale. Eliminando formazioni intere di nemici possiamo raccogliere preziosi cristalli che agiscono su un selettore di potenziamenti presente sulla parte bassa dello schermo: quando quello che ci interessa è evidenziato basta premere l'apposito pulsante per "acquistarlo" e averlo subito a disposizione.
Un sistema di power-up progressivi assolutamente innovativo per l'epoca, che diventa l'elemento distintivo del neonato (e ribattezzato) Gradius; grazie a questi possiamo aumentare la velocità della Vic Viper, potenziare lo sparo (o magari sostituirlo con devastanti cannoni laser), aggiungere bombe al nostro arsenale e persino ottenere scudi e satelliti che combattono al nostro fianco, raggiungendo così una potenza di fuoco mai vista in un titolo simile. Come il rivale Xevious, anche Gradius include dei boss di fine livello, qui caratterizzati da un nucleo centrale che va distrutto una volta rimosse le barriere che lo proteggono.
Una battaglia che arriva ovunqueUn altro aspetto su cui Machiguchi lavora molto è la varietà di ciò che accade su schermo: alle ondate di astronavi nemiche si alternano sezioni con vulcani attivi e tunnel rocciosi popolati da pericolose torrette. Anche le tipologie di nemici che ci si parano davanti sono ben diversificate e includono, tra le altre cose, delle misteriose statue Moai che diventano rapidamente il simbolo stesso di Gradius (e che poi saranno ospitate in una marea di altri videogame). A supportare il team di sviluppo troviamo la nuova scheda Bubble System di Konami, un notevole passo avanti rispetto all'hardware di Scramble, caratterizzata tra l'altro dalla possibilità di essere aggiornata con nuovi videogame tramite cartucce denominate (appunto) Bubble Memory, una soluzione adottata però unicamente in Giappone.
La grafica è vibrante e colorata, con belle animazioni e un convincente campo stellato che fa da sfondo alle battaglie spaziali mentre fondali definiti scorrono con tanto di parallasse. Un bel vedere, insomma, affiancato dalla bella colonna sonora ad opera di Miki Higashino, storica compositrice di Konami. Una sorta di tempesta perfetta i cui fattori concorrono alla nascita di un videogame memorabile che riscuote un grande successo in tutto il mondo; anche in Occidente, dove per qualche motivo arriva col titolo Nemesis. Immancabili ovviamente i port per sistemi da casa, a partire dalla bellissima (seppur un po' tagliata) versione per NES che, tra le altre cose, segna il debutto del famoso Konami Code (su, su, giù, giù, sinistra, destra, sinistra, destra, B, A) per sbloccare armi aggiuntive.
Gradius su NES.Il gioco arriva tardivamente anche su PC Engine (nel 1991) con una conversione molto più fedele al coin op, addirittura munita di un livello aggiuntivo (magari per farsi perdonare il ritardo?). Pioggia di conversioni anche sui personal computer dell'epoca, tra le quali spiccano in particolare quella per MSX, anche questa rielaborata con alcuni contenuti inediti seppur afflita da uno scrolling terribile, e il buon port per Commodore 64, davvero notevole per fedeltà al gioco originale. Gradius/Nemesis vende molto bene anche per i sistemi da casa: in particolare, in Giappone la versione per Famicom supera il milione di copie piazzate, una cifra esorbitante per l'epoca.
la conversione per l'8 bit di casa commodore si comportava assai bene.Konami ha chiaramente per le mani una gallina dalle uova d'oro e non si fa sfuggire l'occasione di lanciare un franchise, a partire dal bellissimo Salamander/Lifeforce, del 1986 e proseguendo con tanti altri capitoli tra i quali il meraviglioso Gradius V, purtroppo ancora disponibile unicamente su PlayStation 2. Giocare oggi a Gradius è molto facile dal momento che questo sparatutto è stato inserito in una vasta lista di raccolte e riproposizioni per PC e console: probabilmente l'opzione migliore è acquistare Gradius Origins, la compilation di recente pubblicazione che, tra gli altri titoli, include anche l'inedito (e assai bello) Salamander III.
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