Più del detto “mi siedo sulla riva del fiume e aspetto”, meno della classica frenesia di oggi. Il Wu Wei si pone proprio al centro di questi due modi di vivere. Di origine taoista, alla base di questa filosofia un […]
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Wu Wei, la filosofia cinese del “risparmiare energie”
Si chiama Wu Wei ed è una filosofia di vita che ha radici nell'antica Cina. Alla base un principio molto semplice: conoscere il flusso della natura e non ostacolarlo. Non sempre facile da mettere in pratica
Più del detto “mi siedo sulla riva del fiume e aspetto”, meno della classica frenesia di oggi. Il Wu Wei si pone proprio al centro di questi due modi di vivere. Di origine taoista, alla base di questa filosofia un concetto molto semplice: seguire la corrente e, semplicemente, vedere come si sviluppa la situazione. È quello che in inglese si definisce con going with the flow, seguire il flusso delle cose e aspettare. Non è pigrizia ma anche di sapere come funzionano determinate situazioni o come agiscono certe persone e non sprecare energie inutilmente.

Il mondo è pieno di filosofie di vita, di visioni, di abitudini e rituali che ogni paese ha nel proprio DNA e che altri cercano di adottare. Modi di vivere che hanno tutti come obiettivo comune quello di portare un po’ di leggerezza ma anche serenità. Tra le filosofie di vita c’è il Wu Wei, principio taoista che letteralmente lo si traduce con “non azione” o “non fare”. Ovvero, l’arte di assecondare il flusso della natura. Può sembrare un inno alla pigrizia e alla inerzia ma ci si sbaglia. Anzi, è l’esatto opposto perché alla base del Wu Wei c’è un aspetto fondamentale: il conoscere perfettamente la natura delle cose e il loro evolversi.
In pratica è come quando si conosce molto bene una persona e si sa come si comporterà in una determinata circostanza. Il Wu Wei è la messa in pratica di questo concetto applicato però alla vita: conoscendo molto bene com’è il fluire delle situazioni, è inutile “remare contro”, tanto vale lasciarsi trasportare dalla corrente e vedere cosa succede. L’esatto opposto quindi della pigrizia. Non a caso l’esempio classico con il quale solitamente è spiegato questo concetto è l’acqua che se non può aggirare le rocce, la scava con pazienza e costanza perché è nella sua natura. È il medesimo concetto che i latini esprimevano con gutta cavat lapidem, cioè la goccia perfora la pietra.
Agire o non agire? Alla base della filosofia di vita Wu WeiLa filosofia taoista Wu Wei, o più precisamente Wei Wu Wei, è quindi l’azione senza azione e l’agire senza sforzo. E prendere spunto proprio dall’acqua e alla sua capacità di adattarsi a qualsiasi forma e insinuarsi ovunque.
«Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli, essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei» pare avesse dichiarato Laozi, mistico, scrittore e filosofo del VI secolo a.C.
Quindi agire o non agire secondo questa antica filosofia cinese? Agire ma solo quando si ha la certezza di una evoluzione. Il nodo fondamentale è infatti che le nostre azioni devono essere in armonia con la natura e quindi non possono essere negative. Le azioni negative infatti non solo portano un disequilibrio ma soprattutto causano sofferenza e sentimenti negativi in noi stessi. Il Wu Wei invece parte dal presupposto che si agisce a piccoli passi perché si conosce la natura della situazione e quindi si ha la consapevolezza che si otterrà un risultato positivo: si agisce seguendo la corrente quando si ha ben chiara la situazione e non si fa nulla quando a priori si sa che non sarà un successo cosicché i nostri sforzi non saranno vani.
Il paradosso di raggiungere i propri obiettivi senza apparente sforzoSi innesca quindi un meccanismo che può essere paradossale: raggiungere i propri obiettivi senza nessun tipo di sforzo apparente. Inoltre questo tipo di filosofia impone anche una grande fiducia verso la vita. Perché mentre solitamente, e soprattutto in questo particolare momento storico, si è educati a sacrificarci e a compiere sforzi per ottenere i nostri obiettivi e a dare il massimo, il Wu Wei ha tutt’altre basi e cioè che se ci si lascia andare al flusso della vita, questa ci porterà dove dobbiamo stare. Troppo new age come visione? Può essere, però è un principio che era già presente nella filosofia degli antichi Greci: quando parlavano di ékstasis, cioè la moderna estasi, che letteralmente significa collocarsi fuori– uscire fuori da sé, alla base c’era proprio questo concetto: rimanere concentrati su l’obiettivo ponendosi fuori e in armonia con ciò che ci circonda.
La versione moderna l’ha spiegata nel 1975 lo lo psicologo ungherese Mihály Csíkszentmihályi che l’ha definita come “l’essere nel flow”: il flow è il momento in cui, immersi in un flusso di pensieri, ci facciamo coinvolgere al punto da perdere completamente la cognizione del tempo e non percepiamo alcuno sforzo, né a livello fisico né mentale.
Come mettere in pratica il wu wei?Metterlo in pratica può non essere semplice, o meglio, è necessario abituarsi ad adattarsi agli eventi e a non ostacolarli. Vuol dire imparare a vivere costantemente nel presente, e in questo la meditazione, la massima espressione del non-agire, può essere d’aiuto. Mettere in pratica il Wu Wei vuol dire anche imparare ad aspettare e avere una mente rilassata, godersi il processo che ha portato al risultato e vivere con naturalezza, senza opporre resistenza.
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