Fine della ricreazione. Dopo gli scontri con la polizia, e la violenza inaudita delle manifestazioni studentesche, inizia in Francia l?autocritica contro il lassismo dei media, contro...
Fine della ricreazione. Dopo gli scontri con la polizia, e la violenza inaudita delle manifestazioni studentesche, inizia in Francia l’autocritica contro il lassismo dei media, contro l’ignavia del governo, in vista di un bilancio dei costi che l’egalitarismo radicale comporta. La sommossa di piazza, con le strade messe a fuoco, luoghi e simboli della République presi d’assalto è un trauma inedito, incomparabilmente più inquietante della rivolta dei Gilet Jaunes. E’ l’ultima variante del vandalismo rivoluzionario che da due secoli rappresenta l’espressione obbligata di un popolo proclive alla violenza sociale politica, dalle jacquerie all’intransigenza giacobina, con le teste di re e aristocratici mozzate sulla ghigliottina, coi sequestri, gli espropri e le persecuzioni in nome della virtù reppublicana e della rigenerazione dell’uomo.
Così mentre si contano i danni della devastazione, i francesi cominciano a fare i conti con il trauma dell’assalto alla République, ai simboli e a valori della nazione. A Limoges, i rivoltosi hanno distrutto con un incendio il palazzo del comune che aveva resistito a due guerre mondiali. A Parigi, a Lione, a Marsiglia, bande di giovani col volto coperto, brandendo il diritto a manifestare, inneggiando slogan antifa e propal come “siamo tutti figli di Gaza”, hanno dato l’assalto al grido di Wallah a migliaia di negozi, prendendo a sassate le vetrine, distruggendo gli ingressi con blocchi di cemento e spranghe di ferro, procedendo al saccheggio di merci, pregiate e non, distruggendo l’attività, la vita e il lavoro di migliaia di commercianti, cittadini come loro,iportatori di diritti come loro, ma indifesi davanti alla loro furia devastatrice. Indisturbati, gli incappucciati hanno approfittato dei cortei di studenti che rivendicavano il diritto a una scuola migliore e protestavano contro il caro vivo, per fare incetta di borse, orologi, camicie, scarpe, fra lo sgomento degli esercenti, la paura di turisti e passanti, l’inerzia se non l’assenza delle forze dell’ordine. Dopo aver dato prova di distrazione o debolezza, il governo ora corre ai ripari, aprendo un tavolo con gli studenti per le misure concrete a breve termine, adottando le misure forti contro i devastatori e invocando la punizione esemplare dei responsabili delle violenze.
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