Dei fasti leggendari della ‘Hollywood sul Tevere’ oggi resta poco, e molto è cambiato nel jet-set della Città Eterna. Ma il quartiere di via Veneto, teatro della dolce vita negli Anni 60, resta un incrollabile sinonimo di glamour. Proprio qui, al 46 di via Ludovisi, il gruppo francese Experimental ha deciso di inaugurare il suo… Continue reading Il primo hotel Experimental d’Italia è un trionfo di décor in omaggio alla dolce vita
L'articolo Il primo hotel Experimental d’Italia è un trionfo di décor in omaggio alla dolce vita sembra essere il primo su Living.
Una delle camere del nuovo Experimental RomaDei fasti leggendari della ‘Hollywood sul Tevere’ oggi resta poco, e molto è cambiato nel jet-set della Città Eterna. Ma il quartiere di via Veneto, teatro della dolce vita negli Anni 60, resta un incrollabile sinonimo di glamour. Proprio qui, al 46 di via Ludovisi, il gruppo francese Experimental ha deciso di inaugurare il suo ultimo boutique hotel.
Sopra la testiera metallica, una serie di opere provenienti dall’Archivio Ugo Ferranti Roma/Maurizio FaraoniAlla regia, Rodolphe Parente, architetto e designer parigino con un debole marcato per la Capitale: «Il mio punto di partenza è stato proprio Roma: una città eccessiva, contraddittoria, profondamente cinematografica e senza tempo. Volevo tradurre le sensazioni che questa città sa suscitare. Abbiamo immaginato un luogo capace di assorbire questi strati culturali ed emotivi e di trasformarli in un’esperienza contemporanea», spiega.
Ai piedi del letto, accanto allo scrittoio su disegno, una sedia damascata. Pavimento in terrazzo con battiscopa extra largeLe 82 camere riflettono «la stratificazione, il contrasto, i colori e la teatralità di una città unica al mondo». Due le tipologie di stanze. Nella prima proposta, l’ospite si ritrova in un ambiente teatrale avvolto da grandi volumi cromatici, spettacolari testiere drappeggiate e un’allure che evoca i fasti della poco lontana Villa Medici. Qui i lavabi sono colorati e i pavimenti geometrici creano un’atmosfera sospesa tra il barocco classico e l’edonismo Anni 70. La seconda tipologia sfoggia invece un linguaggio più essenziale, retro-futuristico, fatto di patine minerali, soffitti laccati, testiere in acciaio inox e poltroncine di ecopelliccia animalier.
Un progetto monumentale in cui si è rivelato fondamentale l’apporto delle maestranze italiane: «Per realizzare gli arredi su misura abbiamo lavorato con diversi artigiani specializzati nel vetro veneziano per le applique, e poi falegnami, artigiani del metallo e alcuni dei migliori marchi tessili», spiega l’architetto.
Dietro il letto una tenda a righe in tessuto Alumnus di Dedar, applique in ottone custom made
Uno dei bagno con le pareti bicolore e lavabo azzurro decorato con rete metallicaTantissime le opere d’arte disseminate per l’hotel: «Ci tengo a dirlo, in questo contesto non sono mera decorazione ma elementi cruciali che hanno contribuito a definire l’atmosfera del luogo». Una selezione curata di opere tra cui illustrazioni di Cy Twombly, fotografie delle installazioni romane di Christo ed elementi d’archivio provenienti dalla Galleria Ugo Ferranti.
C’è anche una videoinstallazione in giardino dedicata alla dolce vita romana realizzata dal regista Paolo Abate, un artista e fotografo molto amato da Parente per la sua capacità di guardare all’Italia attraverso l’architettura, gli interni, i paesaggi, il silenzio e la luce: «C’è qualcosa di molto sensibile nel modo in cui Paolo inquadra spazi dove sembrano coesistere epoche diverse. Le sue immagini non sono mai semplicemente nostalgiche», spiega Parente.
Atmosfera da club per le aree comuni
Un tavolo del ristoranteDel resto l’elemento cinematografico resta una delle ispirazioni principali del progetto: «Fellini e la mitologia di Cinecittà sono inevitabilmente presenti. Siamo in via Veneto, non si può sfuggire alla dolce vita, ai paparazzi e a tutta quella leggenda… Ma La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino mi tocca più da vicino. Adoro il modo in cui il regista racconta la Capitale attraverso i suoi contrasti, sono sempre stato affascinato dalla scena iniziale della festa sulla terrazza. Lì dentro c’è tutto: bellezza, eccesso, eleganza, il sacro, il profano… Tutto insieme. Il mio intento è proprio questo: far entrare gli ospiti nel set di un film, regalargli una sensazione di mistero, calma e desiderio».
Hotel Experimental Roma, via Ludovisi 46, tel. 0699341949
Il rooftop con la piscina
La facciata ottocentesca dell’Hotel Experimental Roma
L’ingresso al 46 di via Ludovisi, Roma© RIPRODUZIONE RISERVATA
Living ©RIPRODUZIONE RISERVATA
La newsletter di Living: stili e tendenze per la tua casa