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Nel sudpontino 50 tir fermi verso Garigliano e Cassino

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

Non si ferma la protesta dei camionisti. Ieri mattina oltre cinquanta tir erano schierati nella zona di Santa Croce, tra la rotatoria del centro commerciale Itaca e la superstrada...

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Non si ferma la protesta dei camionisti. Ieri mattina oltre cinquanta tir erano schierati nella zona di Santa Croce, tra la rotatoria del centro commerciale Itaca e la superstrada Formia-Garigliano. Altri mezzi pesanti si sono fermati lungo la statale 630 Formia-Cassino. Una lunga colonna di camion, motori spenti e autisti con le braccia incrociate, decisi a proseguire la mobilitazione contro il caro gasolio e l'aumento del costo della vita. Il presidio, iniziato lunedì pomeriggio, si è dunque rafforzato.

Sulla Variante Appia la circolazione, monitorata da polizia e guardia di finanza, è restata consentita, ma i restringimenti della carreggiata hanno provocato rallentamenti. Disagi anche sull'Ausonia, dove Astral ha segnalato difficoltà al traffico tra il chilometro 30 e il 31, nel territorio di Formia. Dietro i parabrezza dei camion ci sono storie di lavoro e sacrifici.

Come quella di Alessandro di Scauri, che trasporta pomodori in tutto il sud della provincia: «Questa situazione sta diventando insostenibile. Il gasolio questa mattina era a 2,40 euro. Se prima con un pieno riuscivamo a farci almeno quattro giorni, oggi a malapena ogni due giorni dobbiamo andare al distributore. A questo si aggiunge il caro vita, il costo raddoppiato delle gomme».

Gli fa eco, Salvatore, proveniente da Rocca d'Evandro, al volante di un'autocisterna: «Ho deciso di unirmi alla protesta, perché non si può continuare così». Vincenzo, invece, è il titolare di un'azienda con sette automezzi, che racconta una condizione altrettanto difficile: «Stiamo lavorando a perdere». Ha 67 anni e continua a guidare per mantenere la propria attività, solidarizza con i propri dipendenti.

Un altro camionista, Paolo, proveniente da Caserta, pone l'accento su un'altra problematica: «Non abbiamo posti dove fermarci per rispettare le nostre ore di guida, mancano le aree di servizio e se ci permettiamo di rimetterci in marcia corriamo il rischi di sanzioni per il mancato rispetto dei tempi di guida e riposo. Dobbiamo pure stare attenti che non ci rubino il gasolio dai mezzi».

Solidarietà anche da chi viene dal nord della provincia, come Mario, da Aprilia, che trasporta merce per l'Eurospin sulla Ss 630: è stato fermato dai colleghi a nemmeno tre chilometri dalla destinazione. «Voglio far sentire la mia vicinanza a chi sta protestando, i costi sono insostenibili».

Un altro trasportatore, in servizio in un consorzio di Gaeta, spiega che l'azienda ha preferito non far partire proprio i mezzi, un altro modo alternativo di far sentire la protesta, perché i prodotti non giungeranno a destinazione. Intanto il fermo dei trasporti sta producendo conseguenze sulla vita quotidiana. A Formia, Minturno e Itri diversi distributori sono stati presi d'assalto dagli automobilisti, preoccupati di rimanere senza carburante. Lunghe file alle pompe, rifornimenti effettuati anche in via precauzionale e impianti che hanno esposto il cartello «Distributore chiuso senza carburante».

Situazione delicata anche nei supermercati. Cominciano a scarseggiare soprattutto frutta, verdura e prodotti freschi, mentre alcune attività commerciali del sud pontino incontrano difficoltà nel ricevere le forniture non soltanto dall'alto casertano. Tra le merci più penalizzate sono i latticini, a cominciare dalla mozzarella di bufala, ma anche altri prodotti deperibili. I blocchi nei principali poli logistici campani stanno rallentando la distribuzione, con ripercussioni anche sui piccoli esercizi commerciali.

Non manca la solidarietà da parte dei cittadini, come quella dei tifosi del Formia calcio. Alla rotatoria del centro commerciale Itaca, hanno accolto i camionisti con uno striscione, distribuendo caffè, panini e acqua. «Un semplice sostegno senza distruggere nulla, senza attaccare altri cittadini, senza devastare città», hanno spiegato, invitando la cittadinanza a manifestare vicinanza a chi protesta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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