Dalle Commissioni Esteri e Sanità dieci impegni per il governo: dalla procedibilità d'ufficio al microcredito, fino al recupero degli autori di maltrattamento e all'ipotesi di un ombudsman. Fallisce il tentativo di intesa tra i due schieramenti
Rafforzare la prevenzione della violenza di genere nelle scuole, garantire maggiore riservatezza a chi segnala abusi e maltrattamenti, valutare l'ampliamento dei reati perseguibili d'ufficio e introdurre strumenti di sostegno economico, microcredito e accesso a un'abitazione indipendente per le vittime. Sono alcuni degli impegni affidati al Congresso di Stato dalle Commissioni consiliari Esteri e Sanità, riunite in seduta congiunta, con l'approvazione di un ordine del giorno della maggioranza articolato in dieci punti.
Nel documento vengono riconosciuti i progressi compiuti con gli interventi normativi e organizzativi del 2024, in particolare il decreto delegato 161, ma anche la necessità di rendere più efficace una rete di protezione chiamata a confrontarsi con un fenomeno ancora preoccupante. Tra le priorità c'è il ruolo della scuola, non soltanto nell'educazione al rispetto, ma anche nell'individuazione tempestiva di situazioni di violenza e disagio. Il documento sollecita una maggiore formazione degli operatori e un raccordo più stretto con i servizi sociosanitari e le famiglie.
Collegata a questo punto è la richiesta di valutare il ripristino della tutela espressa della riservatezza di chi segnala sospetti abusi, precedentemente prevista dall'articolo 19 della legge 97 del 2008. Una garanzia considerata particolarmente importante per insegnanti e operatori che, nell'esercizio delle proprie funzioni, sono tenuti a comunicare situazioni di possibile maltrattamento. Sul piano giudiziario, le Commissioni chiedono di valutare l'ampliamento della procedibilità d'ufficio per i reati di violenza domestica e di genere, così da rafforzare la protezione delle vittime e ridurre il peso della querela sulle persone che si trovano in condizioni di paura o dipendenza.
Un altro capitolo riguarda l'autonomia economica: il governo dovrà considerare misure di sostegno e microcredito, accompagnate da percorsi per facilitare l'accesso a un alloggio indipendente dopo la prima accoglienza. L'obiettivo è evitare che, superata la fase dell'emergenza, l'assenza di risorse o di una sistemazione stabile costringa le vittime a rimanere nel contesto violento.
L'ordine del giorno apre anche alla possibile istituzione dell'ombudsman, una sorta di difensore civico imparziale con compiti di ascolto, orientamento e supporto nella gestione dei conflitti familiari, nel rispetto della tutela dei soggetti vulnerabili. Prevede inoltre di valutare il potenziamento del centro d'ascolto per le vittime di violenza, adeguandone il personale e le competenze psicologiche e sociali, e di sviluppare strumenti informativi condivisi per monitorare i percorsi di assistenza e l'efficacia degli interventi.
Infine, chiede di sostenere programmi di trattamento per gli autori e i potenziali autori di violenza, anche attraverso convenzioni con associazioni qualificate e possibili contributi pubblici. L'ultimo impegno è quello di convocare nuovamente le Commissioni congiunte entro il 28 febbraio 2027, con l'audizione dell'Authority per le pari opportunità dopo la presentazione della relazione annuale prevista per il 25 novembre.
La discussione politica era stata preceduta da una serie di interventi sulle misure necessarie per rendere più efficace il contrasto alla violenza. Miriam Farinelli dai banchi di RF aveva posto l'attenzione sul recupero degli uomini maltrattanti, da realizzare attraverso programmi specifici, collegati ai servizi sanitari, sociali e giudiziari. "Una politica seria sa che proteggere non basta se lasciamo intatto chi quella violenza la esercita", aveva sottolineato, precisando che l'obiettivo non deve essere la riconciliazione della coppia, ma la prevenzione delle recidive e la responsabilizzazione degli autori.
Dalla Dc Giovanni Francesco Ugolini aveva invece valorizzato il miglioramento del coordinamento tra i servizi dopo gli interventi organizzativi del 2024. "I dati mostrano un fenomeno che non diminuisce, ma che, grazie al coordinamento dei servizi, viene intercettato prima", aveva osservato, richiamando il ruolo della scuola e della Tutela minori nella tempestiva individuazione delle situazioni di disagio. Il segretario di Stato Luca Beccari aveva insistito sulla necessità di garantire assistenza continuativa, strutture protette anche oltre i primi giorni dell'emergenza e un potenziamento del servizio specializzato della Gendarmeria. Da qui anche la proposta di istituire un ombudsman indipendente per la tutela dei diritti umani, con particolare attenzione alle discriminazioni e alle pari opportunità. Sul piano economico aveva rilanciato l'ipotesi di un fondo rotativo di microprestiti, ricordando che "molto spesso la violenza si basa anche su un rapporto disparitario fra chi la commette e chi la subisce". L'obiettivo, secondo Beccari, è accompagnare le vittime e i loro figli verso una reale autonomia abitativa e finanziaria, anche nei casi in cui manchi una rete familiare sulla quale poter contare.
Guerrino Zanotti di Libera aveva condiviso la necessità di lavorare sugli autori di violenza, proponendo però di anticipare gli interventi attraverso programmi di educazione all'affettività e alla sessualità, anche con il contributo delle associazioni del territorio. "Io direi di intervenire addirittura prima, per prevenire quel potenziale che potrebbe sfociare nei maltrattamenti", aveva affermato, sostenendo anche le proposte relative al difensore civico, al rafforzamento della Gendarmeria e al sostegno economico delle vittime.
Prima della presentazione del testo della maggioranza, Matteo Zeppa di Rete aveva illustrato una proposta alternativa, dichiarandosi disponibile a modificarla per raggiungere un accordo. Tra i punti figuravano l'assistenza psicologica immediata ai minori coinvolti in situazioni di violenza, anche senza una denuncia formale dei genitori, percorsi obbligatori e monitorati per i maltrattanti, il rafforzamento del centro d'ascolto del Centro salute donna e un aggiornamento delle Commissioni entro il 31 marzo 2027.
La sospensione dei lavori, durante la quale viene cercata una formulazione condivisa, non porta però a un'intesa. Zeppa accusa la maggioranza di non aver coinvolto l'opposizione nella definizione del proprio testo e di essersi mossa soltanto all'ultimo momento, arrivando a parlare di "un testo raffazzonato". Ha annunciato quindi il ritiro dell'ordine del giorno.
Dal Pdcs Marinella Loredana Chiaruzzi respinge la ricostruzione, precisando che una bozza della maggioranza esisteva già e che si è scelto di completarla dopo aver ascoltato tutti gli interventi, soprattutto quelli del segretario Luca Beccari e di Miriam Farinelli. "Il dibattito non era concluso, gli argomenti sono estremamente sensibili e l'attenzione è stata alta", replica, confermando il sostegno della maggioranza al documento.
Matteo Casali, RF, lamenta invece che la discussione non abbia approfondito adeguatamente diverse richieste dell'Authority per le pari opportunità e contesta l'utilizzo dell'ordine del giorno per intervenire sul fabbisogno di personale senza una preventiva revisione dell'organizzazione sanitaria, definendo questa modalità "una scorciatoia da poco che non ci vede d'accordo". Repubblica Futura sceglie quindi l'astensione, ritenendo che il tema meritasse un approfondimento maggiore.
Anche Gaetano Troina, ha dichiarato l'astensione di D-ML, criticando il metodo e sottolineando che la proposta della maggioranza è stata consegnata all'opposizione soltanto durante la seduta. Esprime inoltre scetticismo sulla capacità degli ordini del giorno di tradursi in interventi effettivi: "Comincio a dubitare seriamente dell'utilità di questo strumento a livello parlamentare", dichiara.
A fare da sfondo all'intero confronto sono i dati illustrati nella prima parte dei lavori delle Commissioni congiunte del 21 settembre dai segretari Luca Beccari e Massimo Andrea Ugolini. Secondo le rilevazioni della Gendarmeria, nel 2025 si sono registrate 73 segnalazioni e 49 casi presi in carico dall'autorità giudiziaria. Numeri in tendenziale aumento, interpretati anche alla luce della maggiore capacità di intercettare il fenomeno, grazie alla normativa del 2024, all'ufficio specializzato della Gendarmeria e alla "Stanza per te", dedicata all'ascolto delle vittime. Una parte degli episodi rimane tuttavia sommersa.
Particolarmente delicato il tema del sostegno dopo la denuncia. Come evidenziato da Zeppa nella seduta di settembre, su 80 procedimenti penali relativi al periodo considerato, 19 risultavano archiviati per remissione o mancanza di querela. Un dato che solleva interrogativi sulla capacità di garantire protezione alle vittime anche durante il percorso giudiziario e che spiega la richiesta di ampliare la procedibilità d'ufficio.
Sul fronte dei minori delle 31 segnalazioni registrate nel 2025, soltanto una proveniva dalla scuola. Da qui la riflessione sull'eventuale effetto disincentivante della rimozione della previsione espressa di riservatezza per chi segnala.
Il prossimo appuntamento è previsto entro il 28 febbraio 2027, con una nuova seduta congiunta e l'audizione dell'Authority per le pari opportunità. Sarà quella una prima occasione per verificare come gli impegni politici affidati al governo si saranno tradotti in interventi concreti.
In mattinata le Commissioni avevano discusso del caso Landolfo, con il Segretario di Stato alla Sanità Massimo Andrea Ugolini, che respinge l'ipotesi di ostacoli politici e ribadisce la competenza degli organi amministrativi. "Il rientro di un professionista del calibro del dottor Landolfo è certamente positivo. Ben venga il suo ritorno all'interno della nostra struttura ospedaliera". Il Segretario ha richiamato le disposizioni che regolano l'aspettativa dei dirigenti con funzioni apicali, evidenziando anche i limiti previsti dalla legge 171 del 2024 per le sostituzioni temporanee alla guida delle Unità Operative Complesse. "Sarà però il Comitato Esecutivo, insieme alla Direzione Generale, a dover valutare le tempistiche e le modalità attraverso le quali questo rientro potrà avvenire, nel rispetto delle disposizioni applicabili e delle esigenze organizzative del servizio".
Critiche le opposizioni, che hanno ventilato pressioni politiche e auspicato il rapido rientro all'Iss dell'ex primario di Chirurgia.