Se fine 2026 registra un rialzo, nel 2027 si attende un ridimensionamento
L'economia del Friuli Venezia Giulia
registrerà nel 2026 una crescita del Pil dello 0,8%, superiore
di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima dello 0,5%
formulata in luglio. Emerge dalle elaborazioni dell' Ufficio
Studi di Confindustria Udine sulla base delle previsioni
Prometeia aggiornate a ottobre. Per il 2027 si prospetta
tuttavia un rallentamento della crescita, con un incremento del
PIL dello 0,6%.
La revisione al rialzo per il 2026 riflette un andamento
leggermente migliore delle attese nella prima parte dell'anno,
grazie al PNRR, alla tenuta della componente privata, favorita
anche dagli incentivi, tra i quali 5.0 e Iperammortamento. A
contenere lo shock energetico poi hanno contribuito il limitato
rincaro di altri beni e servizi e un aumento del prezzo del
petrolio inferiore alle attese. La crescita rimane fragile. Per
il 2027 la riapertura dello Stretto di Hormuz e la
normalizzazione dei mercati energetici potrebbe migliorare la
situazione. L'evoluzione dei mercati energetici è il principale
rischio: a ottobre il petrolio è tornato intorno ai 105 dollari
al barile (era a 60 a gennaio) e non si prevede che cali. Anche
il mercato del gas registra, a 86 euro/MWh a ottobre, il livello
più alto da fine 2022 non si prevede che cali. Le tensioni
energetiche si riflettono sull'inflazione e l'aumento del costo
della vita riduce il potere d'acquisto e rischia di frenare i
consumi. Senza contare l'impennata dei prezzi dei carburanti e
del mercato elettrico.
In ambito regionale, nel 2026 la crescita poggia
principalmente sulla domanda interna e i consumi delle famiglie
sono previsti aumentare dell'1,3% (+1,5% nel 2025). Gli
investimenti, concluso il Pnrr nel 2026, potrebbero diminuire.
Il commercio estero Fvg, invece, dopo la flessione nel 2026,
dovrebbe recuperare nel 2027 (export +16,9% nel 2025; -3,7%
previsto nel 2026, per recuperare il 4,4% nel 2027). Le
importazioni, cresciute dell'11,3% nel 2025, sono previste a
+2,6% nel 2026 e +0,8% nel 2027. Il valore aggiunto
dell'industria è previsto diminuire dello 0,7% nel 2026, dopo il
-0,5% del 2025. Per il 2027 si prospetta un ritorno alla
crescita, seppure moderata, pari al +0,5%. Le costruzioni
continuano a essere uno dei principali motori della crescita
regionale (+2,8% nel 2025; +2,4% previsto nel 2026; -1,3% nel
2027). I servizi mostrano invece una dinamica più regolare.
Mercato del lavoro Fvg: migliorano gli indicatori occupazionali
con previsti unità di lavoro a +2,4% nel 2026 e +0,4% nel 2027.
Insomma, "un quadro di moderato miglioramento per il 2026,
con una crescita regionale rivista al rialzo dallo 0,5% allo
0,8%, ma anche rallentamento per il 2027, quando l'incremento
del PIL dovrebbe fermarsi allo 0,6%", commenta il presidente di
Confindustria Udine, Luigino Pozzo. Per il quale, "i rischi al
ribasso restano significativi". Il "costo dell'energia elettrica
rispetto ai concorrenti europei è un elemento di svantaggio
competitivo per il sistema produttivo regionale". Se "le imprese
dimostrano straordinaria tenacia e resilienza, restano urgenti
interventi strutturali di politica industriale a livello europeo
per sostenere la competitività della nostra manifattura".