ROMA Fuori l'IA dalla campagna elettorale per le politiche del 2027. È la proposta lanciata da Alberto Barachini, sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all'informazione e...
ROMA Fuori l'IA dalla campagna elettorale per le politiche del 2027. È la proposta lanciata da Alberto Barachini, sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all'informazione e all'editoria, all'indomani del terremoto nato dal "caso Siracusano", sisma innescato, ancora una volta, dal Gian Burrasca della politica italiana Roberto Vannacci. Con l'esponente forzista che si è ritrovata ritratta in un post del leader di Futuro Nazionale con una scollatura ben più generosa di quella che indossava nello scatto originale, la t-shirt bianca sostituita da un audace reggiseno nero: «Spogliata per propaganda», ha sentenziato lei, annunciando battaglia in Tribunale dove intende trascinare l'ex parà della Folgore. Sullo sfondo il voto a Reggio Calabria per decidere il nome di chi conquisterà il seggio a Montecitorio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, eletto nel maggio scorso primo cittadino a Palazzo San Giorgio. In una campagna elettorale che avrebbe fatto sbiancare persino l'offensiva di Trump per far ritorno alla Casa Bianca.
Fatto sta, che il "caso Siracusano" serve l'assist a Barachini per rivolgere un appello «alle forze di maggioranza e opposizione a non usare volti e voci modificati dall'IA in campagna elettorale. Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori significa tradire i cittadini», sostiene l'esponente di FI, annunciando che il suo partito, che poi è lo stesso di Siracusano, si guarderà bene dal farne uso. La proposta, rimarca l'azzurro, segue la "via italiana tracciata da questo governo, introducendo il reato del "deepfake", con pene fino a cinque anni di reclusione per chi pubblica o diffonde senza consenso contenuti alterati con l'IA quando siano idonei a ingannare sulla loro autenticità e provochino un danno ingiusto. All'iniziativa di Barachini plaude, naturalmente, FI, dando il la alla batteria di comunicati per metter le ali alla proposta. Il resto della maggioranza resta sostanzialmente silente. «La legge esiste, va rispettata», l'unico concetto che per ora filtra dal quartier generale di FdI. Mentre la Lega si limita ad osservare come «la normativa italiana ed europea già prevedano precise tutele e responsabilità. L'uso sempre più diffuso dell'IA impone una riflessione seria sui rischi e sulle necessarie tutele, senza demonizzare una tecnologia che può rappresentare anche una straordinaria opportunità».
Apre l'opposizioneÈ l'opposizione a lasciare aperto più di uno spiraglio per bannare l'IA da una campagna elettorale che già ai nastri di partenza si preannuncia sanguinaria. Fatta eccezione per Vannacci, che al Messaggero consegna il suo niet forte e chiaro. «Appelli, ritirata, contrappelli e silenzio... Rifiutare l'AI è come pensare di fermare il vento con le dita. Il progresso non si ferma. L'AI domina e permea il nostro mondo», sentenzia l'ex generale. Che a ben guardare resta al momento l'unico Bastian contrario al "lodo Barachini".
«Noi cerchiamo da tempo un patto, si parta dalla mia pdl», propone infatti la deputata M5S Daniela Morfino, mentre la collega pentastellata Carmela Auriemma invita a «passare dagli appelli ai fatti». Angelo Bonelli ricorda che Avs ha «preso posizione da tempo» sul tema, mentre la dem Anna Ascani rimprovera il governo di aver perso tempo: «Mesi fa hanno respinto la mia pdl» sui «contenuti IA manipolati». «La priorità oggi è sviluppare l'intelligenza artificiale, non vietare i fotomontaggi», ma «ben venga un patto sui deepfake», apre Matteo Renzi. Chi invece chiude a doppia mandata è Vannacci, che rinvia la proposta al mittente e torna a pungere sul caso Siracusano.
«Io non ho usato alcuna AI - si difende - Ho semplicemente ripostato una foto da parodia senza avere alcuna contezza che fosse ritoccata. Peraltro, la foto non era né sconcia, né volgare, né inopportuna, né ridicola e se non fosse stata la stessa Siracusano a gridare inutilmente allo scandalo nessuno se ne sarebbe accorto, come non se n'è accorto nessuno per le 48 ore precedenti in cui la foto è stata pubblicata prima che io la rilanciassi inconsapevole del ritocco. È quindi palese che con questo stratagemma infantile da piagnucolona, Siracusano tentasse di colpire me, soprattutto alla vigilia delle elezioni suppletive in Calabria. Ma io ringrazio Matilde: ogni goffo tentativo di colpirmi con motivazioni puerili e inesistenti fa crescere FN».
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