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Giovanna d'Arco, le sfide di una ragazzina vincente

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

«Gli uomini temono una sola cosa: le donne forti». Forse è questa la chiave di volta su cui si regge la costruzione del romanzo di Valeria Parrella, "La ragazzina",...

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«Gli uomini temono una sola cosa: le donne forti». Forse è questa la chiave di volta su cui si regge la costruzione del romanzo di Valeria Parrella, "La ragazzina", edito da Feltrinelli e finalista del Campiello 2026. Perché il racconto è quello di una donna forte, anzi fortissima, Giovanna D'Arco, bruciata viva a 19 anni perché faceva paura, troppa paura, ai vecchi barbogi del suo tempo, in particolare vescovi e nobili.

La chiamavano puttana: «Quando un maschio dice a una femmina che è una puttana è perché ne ha paura» e poco importava che fosse vergine, non soltanto autoproclamata, ma pure provata attraverso un esame umiliante e doloroso. Giovanna si veste da maschio, rigetta gli oggetti femminili (il telaio) e utilizza quelli maschili (la spada), fino alla negazione di una delle caratteristiche più femminili del corpo della donna: le mestruazioni. E questo dell'amenorrea delle donne combattenti è un tema che ritorna, e che forse meriterebbe un approfondimento; per esempio ne parla un ufficiale medico britannico che durante la Seconda guerra mondiale era stato distaccato presso i partigiani di Tito nell'isola di Lissa (oggi Vis). Lo spiega Bill Strutton nel libro "Gli amici terribili", dove osserva che tutte le partigiane soffrivano di amenorrea e non appena le ragazze si arruolavano, smettevano di avere le mestruazioni.


VISIONI

Comunque Giovanna ha le visioni, sente le voci, naturalmente c'è chi la prende per pazza, ma è cocciuta e alla fine le indicazioni delle voci si rivelano fondate: riuscirà a incontrare il Delfino, dirigendosi dritta verso di lui, pur mescolato in un gruppo di nobili, e trascurando l'aristocratico assiso sul trono per confonderla, supererà l'esame fisico di cui si è detto e quello teologico, correggendo un vescovo e guadagnandone l'odio, infine condurrà l'esercito in battaglia, permettendo ai francesi di liberare Orléans dall'assedio inglese 8 maggio 1429 episodio che costituisce il punto di svolta della guerra dei cent'anni.

«A Giovanna fu affidato il comando di un esercito, e un vessillo che lei amerà tantissimo, e verrà messa in groppa al cavallo più bello ed è per questo che l'esercito la seguirà: perché le ragazzine indomite, se raggiungono un re, lo fanno piangere». Si procura ulteriori inimicizie facendo le cose a modo suo: «Le ragazzine fanno la guerra cambiando le regole» e possiamo facilmente immaginare quanto ne fossero contenti i maschi di mezz'età che detenevano gli alti comandi: «Dev'essere molto difficile accettare che sia una ragazzina a spiegarti la vita».

Quella di Parrella è una biografia, nel senso che il racconto si basa su fatti veri e su fonti storiche, ma è un'opera narrativa, poiché è scritta nel modo del romanzo, con dialoghi, personaggi, intreccio. L'autrice ci restituisce una ragazza viva e vivace; strana, ovviamente, perché non è che a tutte venisse in mente di condurre un esercito in battaglia e per di più ci riuscissero, ma alla fine il personaggio che ne emerge è umano, con esigenze umane, a partire dal riuscire a fare agevolmente pipì indossando abiti da uomo e dovendosi accovacciare. Il finale è tragico, e questo lo sappiamo, con la diciannovenne e vittoriosa, ma forse proprio perché vittoriosa Giovanna rinchiusa in prigione, maltrattata, torturata, e infine immolata sul rogo. E pure eroica, non tanto perché ha battuto i nemici, quanto perché ha sgominato la paura della morte, preferendo venire consumata dalle fiamme che consumare una vita in prigione, consumandosi nell'oscurità di una cella da ergastolana.

In ogni caso, alla fin fine, Perrella ha scritto anche un manuale per le ragazzine di ogni tempo: «Infatti in ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso. Dice no alla guerra, al matrimonio, no alla madre, al guardiano, no al tiranno, no al velo, e al padre, no al silenzio, no alla violenza, no al maestro, no al sopruso. Arrischia la sua vita per questo. Ogni giorno, proprio ora, in ogni posto di questa terra una ragazzina decide dove andare e ci va. Che si sappia o meno, che la si veda o meno, lei va».

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