Figuriamoci se in questo spazio settimanale, dedicato a ciò che le donne raccontano, non abbiamo già chiacchierato della libertà di non procreare. Se permettete, ci siamo spinti anche più avanti, immaginando cosa potrà diventare il corpo delle donne quando, non […]
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Francesca Fagnani, intervistata in pubblico da Gigi Marzullo, non ha voluto rispondere alla domanda: «Non hai fatto un figlio per scelta o per motivi medici? Ti manca non aver avuto un figlio?»
di Antonella Baccaro
Figuriamoci se in questo spazio settimanale, dedicato a ciò che le donne raccontano, non abbiamo già chiacchierato della libertà di non procreare. Se permettete, ci siamo spinti anche più avanti, immaginando cosa potrà diventare il corpo delle donne quando, non solo la fecondazione, ma anche la gestazione sarà realizzabile al di fuori del nostro grembo.
Ci guadagneremo? Avremo ancora condizionamenti sul lavoro? Ci mancherà quella meravigliosa sensazione di far crescere una vita dentro di noi o festeggeremo ognuno dei nove mesi riguadagnati? Basta ipocrisie. Abbiamo esagerato?
Fino a qualche anno fa, non avremmo neppure potuto imbastire un discorso sulle alternative alla maternità nella realizzazione femminile, senza incorrere in critiche sul nostro egoismo, infantilismo, ecc. ecc. Perciò, per arrivare al punto, già sapevamo che faccia avrebbe fatto una giornalista come Francesca Fagnani, intervistata in pubblico da Gigi Marzullo, davanti alla domanda: «Non hai fatto un figlio per scelta o per motivi medici? Ti manca non aver avuto un figlio?».
Antonella Baccaro (foto di Carlo Furgeri Gilbert).
La risposta è stata in sostanza: «Fai una domanda che nel 2026 non è giusto porre. Riguarda l’intimità». E in ogni caso: «Non è una scelta riprovevole». Sacrosanto che non si debba chiedere dell’esistenza di eventuali motivi medici per non procreare. Dissento invece sul resto. Perché, se davvero possiamo tranquillamente dare per scontato che i figli si possano fare o meno, allora la domanda se ci procura una mancanza l’avere scelto di non farli, quando ormai non è più possibile, ci sta tutta.
Francesca Fagnani (foto Ipa)
Sarà una domanda intima, ma non più di quelle che Fagnani fa a “Belve”. E mi fermerei qui. Perché la parte della risposta della giornalista in cui dice che la maternità si può esplicare in mille modi diversi, tra cui con gli amici, i cani e “tutti gli altri” mi fa da sempre venire l’orticaria.
La maternità non può stare dentro l’amicizia, può starci un “sentimento materno”. E così la maternità nei confronti degli animali è un surrogato pallido di quella degli umani. E, talvolta, è solo uno sconto che ci facciamo quando non vogliamo ammettere che la maternità non fa per noi. Anche qui: basta ipocrisie.
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