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Auto in calo con meno domanda dalla Cina, su Stellantis anche dubbi analisti

Дата публикации: 19-10-2026 09:33:13

La holding è anche penalizzata da un report di Equita, che ha rivisto al ribasso le stime per il terzo trimestre

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta difficile per i titoli dell'automotive europei, con l'Euro Stoxx di settore che è arrivato a perdere fino a oltre l'1,4%, tra i peggiori. In Germania, uno studio dell'Ifo Institut mostra che, dal 2019 a oggi, l'industria automobilistica e i suoi fornitori hanno tagliato 123.500 posti di lavoro, con un calo del 13%. «I nuovi posti di lavoro non vengono creati, per la maggior parte, nei settori in cui la Germania è particolarmente produttiva e innovativa. Questo potrebbe rallentare il potenziale di crescita in futuro», dice l'Ifo. Non aiuta il rallentamento dei numeri in Cina, dove le vendite di autovetture hanno segnato un -28,1% rispetto all’anno precedente (circa 1,63 milioni di immatricolazioni a settembre), dopo il -23,7% di agosto. Quest’anno Pechino ha puntato fortemente sulle esportazioni per sostenere la crescita, ma si registrano pressioni crescenti, poiché la domanda interna rimane debole e le tensioni commerciali con l’Unione europea si intensificano.

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L'Ue ha tracciato un nuovo confine. In base al più recente accordo commerciale con la Cina, le esportazioni annuali di auto ibride cinesi verso l’Europa saranno limitate a 350.000 unità, un volume sostanzialmente in linea con quello previsto per il 2026. «Nel breve periodo, questo dovrebbe concedere ai costruttori europei un po’ di respiro, soprattutto a quelli che hanno già stretto alleanze con partner cinesi, come Renault con Geely e Stellantis con Leapmotor. Man mano che queste partnership si traducono in una maggiore produzione locale, le joint venture diventano una forma di difesa industriale, consentendo alla tecnologia cinese di entrare direttamente nel tessuto produttivo europeo. Ma l’ondata più imponente deve ancora arrivare", spiegano gli analisti di Carmignac.

In primo luogo, il limite alle esportazioni di auto ibride riguarda soltanto una parte del problema. La maggior parte delle esportazioni automobilistiche cinesi è ancora costituita da veicoli elettrici e con motore a combustione interna, lasciando ampi margini per un’ulteriore espansione.

In secondo luogo, i dazi potrebbero semplicemente modificare il percorso, senza cambiare la destinazione. Se esportare in Europa diventa più difficile, la risposta più logica è produrre direttamente in Europa. Così arretrano Stellantis, penalizzata anche da un report di Equita che ha rivisto al ribasso le stime per il terzo trimestre, così come Renault , Mercedes-Benz Group e Bmw. Per quanto riguarda Stellantis, che nei giorni scorsi aveva espresso apprezzamento per l'accordo franco-tedesco sul settore automobilistico (l’intesa si prefigge di abbassare gli obiettivi di emissione di Co2 in Ue per il 2035), i riflettori sono già puntati sui conti del terzo trimestre, in arrivo il 28 ottobre.

Per gli analisti il focus sarà sul free cash flow, tanto più che la società ha finora dato guidance solo qualitative (la conferma del recupero anticipato dalla società si potrà dunque avere solo a fine gennaio quando saranno pubblicati i risultati dell'intero anno, a meno che la settimana prossima il management fornisca indicazioni quantitative più precise sui target). «E' risaputo che il terzo trimestre assorbe cash per motivi stagionali, tuttavia non sono disponibili serie storiche sulla performance trimestrale in quanto Stellantis ha cominciato a pubblicare dati trimestrali completi solo da quest’anno - nel terzo trimestre 2025 il Fcf è stato negativo per 4,3 miliardi (non impattato da rilevanti fattori non ricorrenti), mentre il Ffc del terzo trimestre 2026 sarà penalizzato da volumi in calo dell’1% con effetto negativo sull'Ebit adjusted», spiegano gli analisti di Equita, che hanno limato «stime e target per il 2026-2027», pur restando sopra il consensus.

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