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Borse europee, bilancio settimanale in rosso: Milano maglia nera (-2,6%)

Дата публикации: 23-10-2026 05:15:00

Il rally del greggio continua a zavorrare i mercati, con gli investitori prudenti a causa del difficile contesto geopolitico, mentre si riaccendono i timori di una fiammata inflazionistica. L’euro va sotto 1,12 dollari, lo spread nella seduta del 23 ottobre chiude in calo a 123 punti

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il rinnovato aumento della pressione sui titoli tecnologici, i prezzi elevati dell’energia e le persistenti preoccupazioni per l’inflazione pesano sulle Borse europee, che archiviano una settimana in rosso. A questo, si aggiungono le proteste di piazza in tutta Europa e i rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato, con il decennale francese che nella settimana ha toccato oltre il 5%. Il Ftse Mib di Milano è il peggiore del Vecchio Continente e lascia sul terreno il 2,6% nell’ottava, seguito dal Cac di Parigi (-2,2%), con il governo francese alle prese con la legge di Bilancio, e dal Ftse 100 di Londra (-1,8%). Settimana negativa anche per il Dax di Francoforte e l’Ibex di Madrid, entrambi a -1,7%. Stringendo lo sguardo sui titoli, la migliore della settimana sul listino è Eni (+6,5%). Medaglia d’argento per Lottomatica (+4,3%), seguita da Buzzi (+3,6%). Sul fronte opposto, Stellantis (-10,8%), Technoprobe (-10,7%) e Prysmian (-9,4%).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nell'ultima seduta il caro greggio frena i listini

Ennesima seduta all’insegna della debolezza per le Borse europee, con il FTSE MIB di Milano che rimonta sul finale, grazie alla spinta dei titoli oil trainati da Eni, dopo aver rischiato in giornata di perdere la soglia dei 48mila punti. E mentre i listini fanno i conti con l’avversione al rischio degli investitori, frenati dal difficile contesto geopolitico e dal clima di protesta che si è diffuso in tutta Europa, i prezzi delle commodity continuano a correre, con il petrolio tornato ai massimi da sei mesi. A pesare sono i rinnovati timori di un’escalation tra Washington e Teheran, con il New York Times che da un lato riporta la possibilità che il presidente Trump stia studiando un nuovo attacco contro l’Iran dopo le elezioni di midterm, e con i Guardiani della Rivoluzione che dall’altro minacciano di estendere il conflitto. Questo anche se il presidente americano ha anche detto che gli Usa potrebbero mettere fine alla guerra «molto velocemente». Intanto si riaccendono i timori di una fiammata inflazionistica e il rendimento dei bond europei continua a destare preoccupazione, con il decennale francese saldo sulla soglia del 5% (in attesa che stasera Moody's si pronunci sul debito pubblico di Parigi). Chiudono in ordine sparso le altre piazze finanziarie del Vecchio Continente, da Parigi (CAC 40) a Francoforte (DAX 40), passando per Londra (FTSE 100) e Madrid (IBEX 35).

Wall Street volatile con il Wti sopra 100 $

Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones lascia l’1,24% a 52.214,63 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 25.955,34 punti e lo S&P 500 lascia lo 0,52% a 7.623,63 punti. Investitori ancora incerti dopo il pesante sell-off del settore tecnologico di ieri e con i prezzi del petrolio Wti che hanno superato i 100 dollari al barile, a causa del timore di una nuova escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le azioni delle grandi aziende tecnologiche come Microsoft e Meta sono ancora in calo, in avvio. Alla vigilia, molti titoli tecnologici hanno subito una decisa flessione, con gli operatori preoccupati per l'eccessivo indebitamento delle aziende per l'intelligenza artificiale. CoreWeave, diventata il simbolo delle società di data center che fanno un uso aggressivo di prestiti, ha perso il 10%.

La trimestrale e l'extra-cedola spingono Eni

A fine seduta chiude Eni in cima a Piazza Affari insieme al resto del settore oil, spinta da una trimestrale superiore alle attese. Nel dettaglio, la società del cane a sei zampe nel periodo luglio-settembre ha registrato un utile netto "adjusted" di 2,8 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, mentre nei nove mesi è volato del 70% a 6,43 miliardi. I vertici dell'azienda petrolifera hanno deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (circa 1,3 miliardi) e un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback, che sale così a 3,8 miliardi. Banca Akros consiglia il 'Buy' sulle azioni Eni. Anche Intermonte spiega come i numeri siano superiori alle previsioni

A Piazza Affari al top i petroliferi, tonfo per Stellantis

A Milano è proseguita la corsa, fino al termine delle contrattazioni, dei titoli del comparto oil, ossia Saipem e Tenaris, mentre Moncler è in flessione all'indomani del rialzo registrato come reazione ai conti dei primi nove mesi. Il settore del lusso, però, è in panne a causa del fatturato del periodo gennaio-settembre annunciato alla vigilia a mercati chiusi da Kering: numeri che si sono rivelati più deboli delle attese, con Gucci che ancora non mostra segnali di ripresa, motivo per cui le azioni del gruppo francese accusano un tonfo del 10%. Sono peraltro passati in secondo piano i buoni ricavi di Prada e Zegna (i titoli della prima salgono a Hong Kong, mentre quelli di Zegna ieri a Wall Street sono balzati del 7%). Vendite su Stellantis, Technoprobe e Telecom Italia, tra le peggiori a fine giornata.

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