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Industria, i settori dove i prezzi sono saliti di più: la classifica dei rincari

Дата публикации: 05-10-2026 11:14:55

Prezzi alla produzione dell'industria ad agosto 2026: +10,9% annuo, +13,5% sul mercato interno. I dati Istat e la classifica dei settori più cari

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

I prezzi alla produzione dell’industria tornano ad accelerare, mostrando una crescita particolarmente marcata sul mercato interno. Secondo i dati diffusi dall’Istat il 29 settembre, il trend in salita è stato sia mensile che annuale.

Tuttavia, non in tutti i comparti l’andamento al rialzo è stato uguale, poiché ci sono settori e comparti dove è stato decisamente maggiore.

Di quanto sono aumentati i prezzi in Italia, i dati Istat

Da quello che è emerso dal report pubblicato dall’Istituto di statistica:

  • ad agosto 2026 i prezzi alla produzione dell’industria sono cresciuti del 2,4% su base mensile;
  • nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto ai tre mesi precedenti, i prezzi alla produzione dell’industria sono complessivamente aumentati del 2,3%;
  • mentre rispetto ad agosto 2025 l’incremento è stato del 10,9%.

Considerando che a luglio la crescita tendenziale è stata pari al 7,7%, i prezzi non solo stanno continuando ad aumentare, ma lo stanno facendo in maniera ancora più sostenuta. E tale dinamica è ancora più evidente se si considera solo il mercato interno, dove, nello stesso periodo i prezzi alla produzione sono aumentati:

  • del 3,1% rispetto a luglio;
  • del 2,7% tra giugno e agosto 2026 rispetto al trimestre precedente;
  • del 13,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, contro il +9,3% registrato a luglio.

A spingere verso l’alto il dato complessivo è soprattutto il comparto energetico. Se si escludono però energia elettrica e gas (che nel mercato interno sono aumentati del 26,3% ad agosto 2026, rispetto al +14,7% di luglio) l’aumento dei prezzi risulta decisamente più contenuto.

Guardando singolarmente i settori che registrano gli aumenti più elevati:

  • al primo posto troviamo coke e prodotti petroliferi raffinati (+72,6% mercato interno, +10,6% area euro, +49,2% area non euro);
  • al secondo i prodotti chimici (+10,2% mercato interno, +7,4% area non euro);
  • al terzo metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,3% mercato interno, +7,8% area euro).

A seguire, in classifica si posizionano:

  • industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +7,5% area non euro);
  • produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali (stabili su base mensile ma in crescita del 2,9% su base annua, da +3,3% di luglio). La situazione è diversa per strade e ferrovie. In questo caso i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1,1% su base mensile e del 5,7% su base annua, accelerando rispetto al +4,4% registrato a luglio.
Il confronto con l’estero

Se si osserva l’accelerazione dell’indice generale dei prezzi in Italia, questa non riguarda in modo uniforme tutte le attività industriali. Nel dettaglio:

  • ad agosto, sul mercato interno, i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sono aumentati del 26,3% su base annua, in forte accelerazione rispetto al +14,7% di luglio;
  • escludendo il comparto energetico, l’aumento mensile dei prezzi si ferma allo 0,3%, mentre quello annuo è pari al 3,3%, sostanzialmente in linea con il +3,2% di luglio.

Non a caso, il fattore più rilevante per comprendere l’accelerazione dei prezzi industriali in Italia rimane comunque l’energia. È soprattutto questo incremento infatti a spiegare la distanza tra il dato generale del mercato interno, pari al +13,5%, e quello depurato dalla componente energetica, fermo al +3,3%.

Sul mercato estero, invece, la crescita appare più contenuta:

  • ad agosto i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,3% su base mensile e del 3,9% su base annua;
  • nell’area euro l’incremento tendenziale è stato del 4%, mentre nei Paesi dell’area non euro si è attestato al 3,8%.

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Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 12.5. Источник: quifinanza.it.