Veline versus influencer. Una disfida di cui forse non sentivamo il bisogno ma che nasconde invece un tema importante: la diversa concezione del lavoro tra vecchie e nuove generazioni. Il guanto di sfida lo lancia Melissa Satta, classe 1986, in […]
L'articolo Melissa Satta e Giulia Salemi: la differenza tra le veline e le influencer sembra essere il primo su iO Donna.
di Antonella Baccaro
Veline versus influencer. Una disfida di cui forse non sentivamo il bisogno ma che nasconde invece un tema importante: la diversa concezione del lavoro tra vecchie e nuove generazioni.
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Melissa Satta sul red carpet dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia (foto Getty Images).
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Il guanto di sfida lo lancia Melissa Satta, classe 1986, in gioventù cintura marrone di karate e giocatrice di pallone, diventata nota, tra il 2005 e il 2008, come la “velina mora” di Striscia la notizia, il programma satirico di Canale 5, recentemente chiuso dopo quasi 38 anni di programmazione.
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Satta, intervistata dalla potentissima influencer Giulia Salemi, classe 1993, nel suo podcast Non lo faccio per moda, ha risposto alla domanda sulla differenza tra le due categorie: «Noi veline avevamo una tabella di marcia pesantissima. Quando Antonio Ricci (ideatore e autore di Striscia) ti sceglieva, ti metteva a fare tante ore di danza, di studio, e le telepromozioni. C’era tanta gavetta da fare, delle regole da rispettare, dovevi stare a disposizione con orari precisi. Eri una dipendente a tutti gli effetti».
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E la vita da influencer? «Non è così: ti autogestisci, scegli tu cosa fare, cosa postare e hai una popolarità molto più immediata. Oggi tutti possono fare questa roba qui, hai quattro follower e ti chiami influencer, ma non va bene».]
Ora, in questa rubrica abbiamo già spiegato la differenza tra influencer e aspiranti tali. Queste ultime sono ormai ovunque: le vedi fotografarsi o farsi ritrarre in posa davanti a qualsiasi sfondo. Ci provano: usano filtri, certamente, e altri artifici per acquisire like e follower, ma non tutte ci riescono. Vince chi ha estro e capacità imprenditoriale.
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Giulia Salemi (foto Ipa).
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Imperi come quelli di Chiara Ferragni e, più in piccolo, di Giulia De Lellis sono nati da un’idea brillante e da un ottimo business plan ben eseguito. Il lavoro è quotidiano e impegnativo: consiste nel riuscire a vendere prodotti propri o altrui.
Satta non lo mette in conto: per lei lavorare è essere “una vera dipendente a tutti gli effetti”, che risponde a orari e attività imposte da altri. Una mentalità che le ragazze di oggi hanno per fortuna superato, scommettendo sulla propria capacità di lavorare in autonomia. Non sempre ce la fanno, ma almeno ci provano. Influencer comprese.
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