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Francia, perché le proteste? Gilet gialli e studenti in piazza, ecco i motivi (tra cui il caro-vita)

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

"Jeunes et Jaunes", "Giovani e Gialli": la Francia è già nel vivo di un sabato di massicce proteste e di nuove violenze a margine delle manifestazioni...

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"Jeunes et Jaunes", "Giovani e Gialli": la Francia è già nel vivo di un sabato di massicce proteste e di nuove violenze a margine delle manifestazioni previste ai quattro angoli della République. A sette mesi dal voto presidenziale che vede strafavorita nei sondaggi la candidata del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen, la prevista ''convergenza'' tra la mobilitazione studentesca e i gilet gialli chiamati a tornare in piazza contro il caro-vita insieme a sindacalisti, e militanti per il clima, preoccupa il governo, tanto da indurre il premier Sébastien Lecornu, a convocare una «cellula interministeriale di crisi» per scongiurare il peggio. Nel pomeriggio di ieri le autorità hanno rivisto al rialzo le stime di partecipazione, con circa 200.000 manifestanti attesi tra Parigi (40.000) e il resto dell'Esagono (150.000).

Intervenendo in diretta su France 2, il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha detto di temere soprattutto che le «fasi finali della protesta possano degenerare in devastazioni e violenze a causa - sono le sue parole - dell'estrema sinistra», in particolare, in città come «Bordeaux e Tolosa».

Tornano le granate stordenti

Dopo la sospensione decretata nelle scorse settimane per scongiurare nuovi incidenti durante le mobilitazioni dei liceali, il titolare di Place Beauvau ha annunciato il ripristino delle "granate stordenti" in dotazione alle forze dell'ordine. «Qualora dovessero verificarsi gravi episodi di violenza nelle grandi città e a margine delle manifestazioni - ha avvertito - queste granate verranno impiegate».

Fonti vicine al ministro avvertono che «azioni di blocco» sulle principali arterie e infrastrutture del Paese «non verranno tollerate». Ieri pomeriggio, il sito 17octobregiletjaune.net conta oltre 1.400 "azioni" di protesta, tra manifestazioni, raduni e azioni in rotatorie, ponti, stazioni di servizio, caselli autostradali, stazioni ferroviarie, porti, raffinerie e depositi petroliferi. Il numero di iniziative registrate sul portale è schizzato negli ultimi giorni: dalle 279 di lunedì, si è passati alle 768 di giovedì e alle 1.457 di venerdì.

Da parte sua, il prefetto di Parigi, Patrice Faure, ha bocciato l'itinerario della manifestazione parigina con arrivo in Place de la Concorde (vicino all'Eliseo), invocando rischi di violenze e turbativa dell'ordine pubblico. Faure ha proposto un percorso alternativo, tra Place de la Bastille e Place de Clichy, che però non piace agli organizzatori. «Ci vengono rifiutati i cortei che si dirigono verso i luoghi del potere e questo non è normale», ha dichiarato Coppélia Moreau, del comitato Ile-de-France l'Interface, al termine di riunione in prefettura con le autorità locali. «Non è solo un movimento di "gilet gialli", né solo un movimento di studenti e liceali, è il popolo intero che si sta sollevando, ed è per questo che il potere ha paura», dichiara da parte sua Benjamin Ball, curatore del sito 17octobregiletjaune.net, già promotore di passate proteste come "Bloquons tout" e la marcia per il clima del 26 settembre. In una circolare interna rivelata da BFMTV, la polizia indica che la mobilitazione di domani è alimentata da «un'effervescenza sui social network, che l'hanno generata, ma anche sui media, che stanno dedicando uno spazio crescente a questo tema».

Si tratta, secondo le autorità, «di un movimento 'eterogeneo' che punta a una 'convergenza delle lotte' e che riunisce, tra gli altri, esponenti dell'estrema sinistra, 'neo-gilets jaunes', sostenitori della causa palestinese, partiti di sinistra, liceali, studenti e persino 'aderenti alla scena techno-alternativa'". Da inizio settembre, sui social erano cominciati a circolare appelli per un ritorno in piazza il 17 ottobre. Otto anni dopo, figure simbolo dei gilet gialli durante le proteste del 2018-2109 come Jérôme Rodrigues, Maxime Nicolle, Eric Drouet e Priscillia Ludosky, hanno espresso il loro sostegno alla mobilitazione

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