Gli avvocati difensori respingono le accuse di associazione a delinquere. Il 22 ottobre nuova udienza con le conclusioni per altri imputati chiave
Verso l’epilogo del processo per associazione a delinquere legato alle vicende di Banca Cis. In tribunale le conclusioni delle difese. Nelle precedenti udienze la richiesta di condanna per 10 imputati su 13, per 41 anni totali di carcere e risarcimenti per quasi 63 milioni di euro complessivi. Per l’accusa, gli imputati avrebbero creato un sodalizio per compiere reati finanziari e di ostacolo alla vigilanza, per favorire il Cis e il finanziere Francesco Confuorti. Le difese in aula respingono in blocco l'accusa di associazione a delinquere.
Davanti al giudice Isabella Pasini, prende la parola il difensore di Lorenzo Savorelli che, all’epoca, era direttore generale di Banca Centrale. Il legale parla di un epilogo che sembra "già scritto". Savorelli, sottolinea, era una persona con un curriculum di primo piano, e forse dava fastidio il lavoro svolto con i risultati dell’Aqr che avevano fatto emergere la situazione difficile del sistema bancario. Dalla difesa la domanda sul perché, vista la gravità delle accuse, nessun funzionario avesse segnalato problematiche del genere nel tempo. Per Savorelli chiesta l’assoluzione, in subordine la prescrizione oppure, in ulteriore subordine, il trasferimento degli atti alla Procura di Milano: luogo dove sarebbe avvenuto il contatto per il sodalizio.
I legali di Wafik Grais, ex presidente Bcsm, parlano della totale estraneità dell’imputato alla presunta associazione a delinquere guidata da Grandoni, Guidi e Confuorti. Non ne avrebbe avuto motivo, per la difesa, vista la sua carriera e la reputazione a livello internazionale. Grais, rimarca, “non ha percepito un euro se non la sua retribuzione”. “Sono illazioni”, poi, le notizie sulla sua amicizia con il giudice Buriani. Anche per Grais la richiesta di assoluzione.
La difesa di Filippo Siotto, in quel periodo membro della Vigilanza di Banca Centrale, insiste sull’assenza di elementi per l’associazione a delinquere e chiede di rendere inutilizzabili gli audio acquisiti, per la mancanza dei requisiti previsti per tali prove. Siotto, prosegue l’avvocato, “segnalava le criticità e si era opposto a determinate cose”. Pure in questo caso, oltre all'assoluzione, l'opzione di trasferimento degli atti a Milano.
E' poi la volta del legale di Mirella Sommella, ex componente della Vigilanza. Non è stato Confuorti, afferma il difensore, a 'reclutarla' per Bcsm. Manca, poi, un “movente”: Sommella aveva un'attività avviata e famiglia in Italia, a Napoli, e non aveva conoscenze sul Titano. “Perché – si chiede l'avvocato – avrebbe dovuto delinquere?”. Per la difesa, la donna non avrebbe beneficiato di nulla e non avrebbe partecipato alle operazioni per l’amministrazione straordinaria di Asset.
Nuova udienza giovedì 22 ottobre: mancano ancora le conclusioni per personaggi chiave dell'inchiesta, come Buriani, Grandoni, Guidi e Confuorti.