Lucio contro l’Atalanta punta su Conceiçao titolare, Kolo in vantaggio su Woltemade. Che guaio in porta
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TORINO - Voglia di conferme. Necessità di conferme. La goleada di coppa è stata tonificante per tutto il mondo bianconero ma per capire se la Juve è davvero guarita è necessario passare dall’esame Atalanta. Il livello si alza naturalmente rispetto al Nec, che si è dimostrato l’avversario ideale per prendere una boccata d’aria fresca e ripartire dopo il capitombolo con il Sassuolo. Il bivio Dea dirà la verità, insomma, a neanche settantadue ore dall’impegno di Europa League e con la Signora sempre più in emergenza. La lista degli infortunati infatti si allunga: agli assenti “storici” Ekhator, Yildiz, Khéphren Thuram, Cabal, Locatelli e Boga si aggiungono Cambiaso, ieri ancora a parte tanto che tornerà dopo la sosta, e soprattutto Grabara. Il portiere polacco, prelevato quest’estate in prestito con diritto di riscatto dal Wolfsburg dopo la partenza di Perin e fresco di convincente esordio in coppa, in allenamento ha subito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e a breve sarà operato. La sua stagione, di fatto, è già finita perché ne avrà per 6-8 mesi e per la Juve sono guai almeno fino a gennaio quando tornerà sul mercato per trovare un vice Vicario da aggiungere a Pinsoglio, che resta in questo momento l’unica alternativa (contro l’Atalanta verrà convocato il classe 2007 Riccardo Radu). Per i bianconeri è una vera e propria maledizione: si tratta del quarto intervento chirurgico in tre settimane dopo quelli subiti da Yildiz, Khéphren Thuram e Locatelli con conseguenze serissime in termini di tempi di recupero.
Non c’è pace quindi per la Juve che dovrà andare anche oltre la sfortuna. Spalletti si affiderà a un turnover ragionato, come già accaduto in Europa League, per gestire energie e minuti. Lucio ripartirà dal 3-4-2-1, ovvero dal nuovo-vecchio vestito attorno al quale la Signora ha costruito certezze ormai consolidate. La soluzione consente infatti di avere un maggiore equilibrio e una maggiore solidità e Spalletti l’ha già utilizzata più volte la scorsa stagione all’alba del suo mandato. Difesa a tre, quindi con Bremer di nuovo nel cuore del reparto in mezzo a Kalulu e Lucumi, davanti a Vicario; pure il portiere aveva iniziato dalla panchina giovedì, come Gleison e come Conceiçao. Anche il portoghese tornerà nell’undici iniziale sulla trequarti, sulla stessa linea di Nico Gonzalez. L’impatto avuto dall’argentino in questa prima parte di stagione è stato eccezionale ed è ormai uno dei leader del gruppo, tanto che Lucio non può fare a meno della sua classe ma anche della sua personalità e della sua intensità. Alajbegovic partirà così verosimilmente dalla panchina. Nico è una delle chiavi tattiche insieme a McKennie: il texano, recuperato dopo tre settimane d’assenza, con il Nec ha confermato un’altra volta, se mai ce ne fosse bisogno, perché è insostituibile. «Wes è tutto nel calcio - ha riassunto il tecnico -. Basta che gli chieda di passare dalla fascia al centro e il modulo torna quello di prima». È sufficiente infatti che dalla sinistra McKennie traslochi sotto punta e la Juve si trasforma, passando al 4-2-3-1 anche grazie allo spostamento di Celik a sinistra.
Il turco oggi partirà ancora sulla destra, con lo statunitense sul lato mancino mentre un ballottaggio riguarda invece il tandem centrale. Al fianco dell’intoccabile Douglas Luiz ci sarà uno tra Sarr e Koopmeiners. E il centravanti? Tutti gli attaccanti si sono sbloccati in coppa e Spalletti potrebbe ripartire da Kolo Muani con Woltemade pronto all’uso dalla panchina. Con la speranza di dare anche un calcio alla sfortuna.