Il difensore brasiliano della Juve primeggia per gol segnati: tutti i dettagli sui suoi numeri
TORINO - Nessuno come Bremer. La Juve ha ritrovato un tesoro in difesa. Non è una novità che il brasiliano sia insostituibile, lo si è visto chiaramente con gli effetti a lungo termine sul rendimento dei bianconeri, dopo il grave infortunio dell’ottobre 2024, ma l’inizio di stagione lo sta ancora una volta confermando. C’è stato, sì, il passaggio a vuoto collettivo contro il Sassuolo, cui ha contribuito anche un insolito errore di Gleison, ma la sostanza non cambia. C’è una Juve con Bremer e una senza Bremer. Il difensore ha iniziato la stagione con il vento in poppa: due gol decisivi, uno all’esordio in casa del Frosinone e uno domenica contro l’Atalanta, che gli hanno permesso di aggiornare le statistiche e di diventare il primo difensore brasiliano per numero di gol in Serie A, 24, che è anche l’ammontare più alto di realizzazioni per un difensore centrale nel nostro campionato dal 2018/19 a oggi. Non solo: Gleison è diventato anche il centrale con il più alto numero di gol di testa, 18, nei cinque principali campionati europei.
Bremer è quindi sempre più un fattore determinante nel contesto tattico disegna to da Spalletti che nelle ultime due partite, contro Nec e Atalanta, è tornato alla difesa a tre che esalta le sue caratteristiche. Nel cuore del reparto, accanto a Kalulu e Lucumi (o Kelly) riesce a mettere a frutto l’impatto fisico, l’anticipo, il senso di posizione. Anche l’inizio della manovra passa da lui - e ora anche da Lucumi, scelto da Lucio proprio per questo - e Gleison sta cercando di andare incontro ai desideri del tecnico in termini di maggiore velocità nella circolazione della palla e di iniziativa. La Juve sta ritrovando il Bremer pre-infortunio, insomma. Già l’anno scorso, il numero 3 era ripartito di slancio ma è in questa stagione che intende tornare definitivamente al top, come lui stesso ha raccontato dopo la rete da tre punti al Frosinone: «Dopo una stagione difficile non era scontato ma ho lavorato tanto, a testa bassa; ora voglio tornare ai miei livelli di prima e sono sicuro che qualche altra rete la potrò fare». Contro l’Atalanta ha concesso il bis e festeggiato con concetti importanti che danno ulteriore forza al progetto: «Stiamo crescendo, con i nuovi arrivati ci vuole tempo e bisogna avere un po’ di pazienza, e stiamo costruendo qualcosa per il futuro. Scudetto? Noi dobbiamo pensare partita dopo partita, il campionato è lungo e dobbiamo fare la nostra strada».
Bremer vuole vincereNon è un mistero quale sia la missione di Bremer: vincere. La scorsa stagione, ad aprile, si era espresso in modo sufficientemente chiaro: «La Juve sta galleggiando da sei anni e non può succe dere. Qui mi trovo bene, ma è importante tornare a vincere. Per essere considerato un campione devi vincere, ed è quello che voglio cercare di fare. Ho 29 anni e non ho ancora tanto tempo». Non erano segnali di addio - e infatti Gleison in estate ha confermato, nonostante fosse uno dei sacrificabili in caso di offerte serie, capaci di “aggiustare” i conti - ma l’evidenziare la volontà di fare in fretta nel tornare al vertice. Adesso ha una spinta e una responsabilità in più che gli deriva dalla fascia di capitano che porta al braccio da quando si è verificato il grave infortunio a Locatelli. La sosta sarà un momento importante per ricaricare le batterie: Bremer non è stato infatti convocato dal Brasile. Gleison cerca altri record.