Con i nuovi investimenti salgono le responsabilità di Spalletti e della squadra: i bianconeri chiamati subito a dare continuità ai risultati. con 9 gare in 29 giorni all'orizzonte
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Juve con l’obbligo Champions. Non è certo una novità, ma il Cda della Continassa lo ha ribadito chiaramente approvando il bilancio 2025-2026, chiuso con una perdita di 66 milioni. Nell’aggiornare le previsioni del piano strategico del club, gli amministratori hanno evidenziato «un deterioramento dei risultati attesi soprattutto per l’esercizio 2026-2027 che, per effetto della mancata qualificazione alla Champions, è quindi previsto ancora in perdita». Il bilancio della stagione in corso, insomma, risentirà della mancata presenza sul principale palcoscenico continentale: lo si sapeva, appunto, ma adesso è messo anche nero su bianco. L’Europa League garantirà introiti minori e l’impatto negativo sui ricavi è nell’ordine dei 50-70 milioni. La Continassa ha comunque proseguito nel percorso di risanamento dei conti - prova ne è la riduzione dei costi operativi per 42,1 milioni rispetto all’esercizio precedente e in particolare di 10,5 milioni degli stipendi - ma la stella polare rimane sempre la Champions. Essere tra le prossime 36 protagoniste della principale competizione europea è imperativo, perché è da qui che passa la svolta. Per questo, gli amministratori prevedono un «progressivo miglioramento nei due esercizi successivi», vale a dire 2027-2028 e 2028-2029, che è però strettamente correlato al ritorno «a risultati sportivi in linea con la media storica».
QUARTO POSTO. Non ci sono alternative alla qualificazione in Champions, insomma, che resta sempre l’obiettivo allo stesso tempo principale e minimo. Perché storicamente, appunto, la casa della Juve è sempre stata l’Europa che conta, non quella di secondo piano. Exor, l’azionista di maggioranza, ci crede eccome e infatti non ha lesinato ancora una volta l’impegno versando subito 60 milioni nelle casse del club a titolo di anticipo dell’aumento di capitale da 250 milioni che sarà presentato all’assemblea dei soci in programma il prossimo 3 novembre. Un rilancio in piena regola, un supporto rinnovato e confermato: la Juve resta più che mai un tesoro di famiglia e John Elkann lo ha dimostrato ancora una volta. Il nipote dell’Avvocato Agnelli vuole una Juve di nuovo al vertice e soprattutto in questo (lungo) periodo di difficoltà - con lo scudetto che manca ormai da sei anni e con la girandola di allenatori e manager delle ultime stagioni - non molla la presa, anzi.
PALLA A LUCIO. Con le spalle coperte dal sostegno di Exor, la Juve ora deve tornare a fare la Juve sul campo e la palla passa necessariamente a Luciano Spalletti e ai giocatori. Il tecnico ha un rapporto forte e diretto con Elkann, che gli ha consegnato il timone della squadra nello scorso ottobre nell’ennesimo momento delicato degli ultimi anni, e adesso ha un unico obiettivo: cancellare il finale della passata stagione e riportare la Signora dove merita. Dovrà parlare il campo, insomma, già dal ritorno da questa lunga e atipica sosta internazionale fino a quella di novembre. Dal Cagliari alla Fiorentina, passando per Celta Vigo, Lazio, Rennes, Lecce, Genoa, Napoli e Az Alkmaar: nove partite in 29 giorni tra campionato ed Europa League saranno già uno snodo chiave per indirizzare il futuro. C’è sempre l’emergenza infortuni da affrontare ma la Juve non ha alternative: la Champions è d’obbligo.