L'ex tecnico rossonero: "C'è molta pressione nel club. Una delle ultime coppe che hanno vinto è la mia". Poi le parole su Lazio e Inter
In cinque mesi non esaltanti al Milan Sergio Conceiçao ha comunque lasciato il segno conquistando, appena arrivato (fine dicembre 2024), la Supercoppa italiana. Un trofeo che ha addolcito la sua avventura rossonera, ma che non ha evitato la rescissione del contratto a maggio del 2025. A distanza di tempo l'ex giocatore di Lazio e Inter si è espresso sulla sua parentesi milanista, parlando anche del collega Amorim: "Gli mando un abbraccio, augurandogli buona fortuna in questo nuovo percorso, che non è affatto facile, soprattutto per via dell'atmosfera che si respira nel club. C'è molta pressione: la gente pensa di dover vincere la Champions League e il campionato ogni anno".
L'ex allenatore dell'Al-Ittihad, intervistato da Dazn, sul suo percorso al Milan ha aggiunto: "Sono rimasto cinque mesi, durante i quali le cose sono andate… non direi proprio benissimo, ma siamo riusciti a vincere una Supercoppa e ad arrivare in finale di Coppa Italia. Amorim diceva poco tempo fa che il Milan ha vinto due campionati in vent’anni ed è vero. Una delle due coppe è la mia. E poi si è confermato che l’allenatore non era l’unico problema. Ovviamente ho avuto la mia parte di colpa e non voglio sottrarmi alle mie responsabilità".
Conceicao ha poi ricordato i tempi in cui in campo ci scendeva come calciatore: "Da giocatore, il mio modo di essere non era mai contro qualcuno. Era piuttosto la mia grande ambizione, la mia grande voglia di giocare, di essere protagonista. Avevo una grandissima voglia di arrivare ai vertici, senza mai danneggiare nessuno e senza voler essere un cattivo compagno di squadra. Però, diciamo che avevo quella voglia smisurata, quella “acidità” agonistica che per l’allenatore credo fosse complicata da gestire".