Quattro generazioni, una sola professione. A 19 anni Harrison Goulding si prepara a diventare tassista a Londra, seguendo una tradizione di famiglia che dura da decenni. Il giovane ha intenzione...
Quattro generazioni, una sola professione. A 19 anni Harrison Goulding si prepara a diventare tassista a Londra, seguendo una tradizione di famiglia che dura da decenni. Il giovane ha intenzione di affrontare il famoso Knowledge of London, il severissimo test sulla conoscenza delle strade della capitale britannica necessario per ottenere la licenza da tassista.
La professione tramandata di generazione in generazionePrima di lui hanno guidato i celebri black cab londinesi il nonno Dave, 71 anni, il padre Billy, 44, e gli zii Ronnie, 44, David, 40, e Harry, 38. Una tradizione che arriva dalla bisnonna Shirley, oggi 93enne, che ha lavorato in una pensilina per taxi, dove ha servito cibo fino all'età di 80 anni. «L'etica del lavoro è stata tramandata», racconta lo zio Ronnie al tabloid britannico The Sun. Il lavoro non consiste soltanto nel aper guidare. La conoscenza della città è diventata una sorta di patrimonio familiare. Tra i membri della famiglia ci si scambiano continuamente informazioni sul traffico, sulle zone più affollate e sui possibili ritardi. «Siamo il nostro Google Maps personale», racconta Ronnie.
Quando, per esempio, il servizio Heathrow Express subisce un'interruzione, arrivano immediatamente i messaggi: «Vai a Paddington, ci sono un sacco di persone con le valigie che vogliono andare all'aeroporto».
La sfida di UberLa famiglia guarda però anche al futuro del settore. I tradizionali taxi neri devono confrontarsi con la crescita di servizi come Uber e con l'arrivo delle tecnologie di guida autonoma, come quelle sviluppate da Waymo. Nonostante i cambiamenti, il nonno Dave continua a vedere buone opportunità nel mestiere e incoraggia i più giovani della famiglia a proseguire sulla stessa strada. «I miei ragazzi sono pieni di entusiasmo», racconta. «Devi impegnarti un po' di più e lavorare sodo». Dave continua inoltre a confrontarsi con i figli sulle zone con tariffe più alte e sui punti della città maggiormente condizionati dal traffico. Per lui il black cab resta un servizio rivolto a tutti: «Non sono solo le persone con un buon lavoro a usare i taxi neri, ma tutti». Ora tocca a Harrison raccogliere il testimone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA