Quando una legge è sbagliata filosoficamente, alla base, intendo dire, tutto quello che ne consegue a livello applicativo evidenzia l’errore. I veneti hanno un detto fulminante: “Xe pèso el tacòn del buso” (è peggio la toppa del buco). E questo mi è venuto in mente leggendo le risposte del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) […]
Quando una legge è sbagliata filosoficamente, alla base, intendo dire, tutto quello che ne consegue a livello applicativo evidenzia l’errore. I veneti hanno un detto fulminante: “Xe pèso el tacòn del buso” (è peggio la toppa del buco). E questo mi è venuto in mente leggendo le risposte del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) alle domande di chiarimento di enti e cittadini sull’applicazione della Direttiva (UE) 2021/2118, quella che obbliga i cittadini ad assicurare i veicoli fermi e chiusi in aree private, come ad esempio un’autorimessa o un garage / box privato o un cortile o un giardino.
I chiarimenti del Ministero sono importanti per capire, anche se altre precisazioni fondamentali devono ancora arrivare. Intanto dice il MIMIT “l’obbligo assicurativo è legato non più alla circolazione del veicolo, bensì alla funzione dello stesso e a prescindere dal fatto che la circolazione possa avvenire all’interno di aree pubbliche o private”. Ovvero: l’obbligo assicurativo è legato alla “funzione del veicolo”. E importante questo cambiamento di filosofia e vedremo che conseguenze comporta.
Questo è ormai noto ai possessori, come me, di vecchie e amate due ruote ferme da anni nel box, ma la nota del MIMIT chiarisce che ci sono delle eccezioni. E sono molto attese.
Vediamo la prima, importantissima ma non ancora chiarita del tutto: la ”Inidoneità definitiva alla circolazione dal punto di vista tecnico”.
“L’art. 122-bis, comma 2 – scrive il MIMIT – prevede la deroga all’obbligo assicurativo nel caso in cui il veicolo non sia idoneo all’uso come mezzo di trasporto, inclusa l’ipotesi in cui il veicolo sia privo di parti essenziali, che lo rendano, in maniera stabile, inidoneo per il suo utilizzo. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti saranno identificate le parti essenziali dei veicoli la cui mancanza li renda, in maniera stabile, inidonei al loro utilizzo. Inoltre, si sottolinea che un veicolo temporaneamente fermo, con motore guasto, in panne, o privo di benzina, resta soggetto all’obbligo assicurativo”.
E’ vero: il motore guasto si può riparare, la benzina mettere nel serbatoio (oggi a caro prezzo). Ma in realtà stando alla lettera del Ministero quale parte essenziale di una moto non si può ripristinare? Per non assicurare la moto deve essere senza ruote? Si montano in 20 minuti. Deve mancare il motore? In una moto d’epoca con quattro viti si fissa al telaio; il cavo del carburatore si collega in tre minuti e la catena in 5. Sono curioso di vedere quale parte essenziale i tecnici troveranno per rendere possibile la deroga all’obbligo assicurativo.

L’aula della Corte di giustizia UE (ANSA)
C’è poi la “Inidoneità alla circolazione dal punto di vista amministrativo”. Molti i casi: se il veicolo è stato cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) per esempio e quindi formalmente ritirato dalla circolazione. Ci sono poi altri casi di deroga che riguardano i “Veicoli per i quali è stato emesso un provvedimento adottato dall’autorità”. Il ministero elenca alcune ipotesi: “confisca; sequestro amministrativo; fermo amministrativo; fermo fiscale; sequestro penale; sospensione dalla circolazione ai sensi dell’art. 80 comma 14 Codice della Strada per circolazione senza revisione; ritiro della carta di circolazione; sospensione della carta di circolazione; ritiro delle targhe”.
Il cittadino pensa: è logico. Però per capire che non è tutto logico dobbiamo fare un passo indietro e ricordare che la Direttiva UE nasce da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 4/9/2018, chiamata a pronunciarsi su chi dovesse pagare il danni di un incidente provocato da un giovane portoghese che aveva sottratto l’auto alla madre. La vettura era parcheggiata in garage da tempo e la donna non l’aveva più assicurata. Allora riepiloghiamo: se per esempio la mia moto è stata sospesa dalla circolazione per mancata revisione e io la tengo nel box posso non assicurarla, ma chi mi “assicura” che mio nipote non la possa prendere e andare a fare un giro come ha fatto il discolo portoghese? Quindi: se la mia vecchia moto è in regola devo assicurarla; se mi hanno beccato senza revisione no. Xe peso el tacon del buso.

Non c’è obbligo assicurativo per le moto non immatricolate e dal concessionario
I veicoli non ancora immatricolati sono soggetti all’obbligo rc auto? Risponde il Ministero: “I veicoli non ancora immatricolati non sono soggetti all’obbligo assicurativo, qualora siano residenti in aree o piazzole di concessionari e possono circolare solo se muniti di targa prova che prevede l’obbligo di assicurazione RC auto”. Certo si possono prendere (abusivamente è chiaro) per fare un giro. Ma la Direttiva UE non voleva proprio evitare il giro senza copertura? E le moto appena prodotte che sono ferme nei piazzali delle aziende costruttrici? Per ora non si sa se sono obbligate alla polizza. Difficile assicurarle, mi viene in mente, se non hanno la targa. Certo sarebbe ridicolo obbligare le case a assicurare le moto per lasciarle nei piazzali. Magari arriverà dal MIMIT un chiarimento definitivo anche perché, se ben ricordo, la Direttiva parlava di “veicoli immatricolati sul territorio europeo”.
Un’altra parte delle risposte riguarda l’usato ma non voglio farvi addormentare e si possono vedere sul sito del Ministero.
E’ chiaro che potremmo andare avanti una settimana ad analizzare casi specifici e dettagli trovando buchi e toppe.
Una cosa a me è chiara: la direttiva non funziona e trovo l’obbligo assicurativo ingiusto. Non sono un tecnico delle assicurazioni ma se all’origine di tutta la questione giudiziaria (che ha portato alla sentenza e poi alla Direttiva europea) c’era la domanda su chi dovesse risarcire il danno causato dal ragazzo portoghese, si poteva costruire un fondo comune aumentando le polizze di 50 centesimi per rimborsare eventuali danni. In Italia c’è già un fondo per i danni causati da veicoli non assicurati. Bastava renderlo obbligatorio in tutta la UE e non inventarsi tutto questo monumento burocratico. Perché di ragazzi che prendono di nascosto alla mamma la macchina senza assicurazione e provocano incidenti ce ne sono decine al giorno. E quindi bisogna fronteggiare il devastante fenomeno con una legge. O no?
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