Il calo di petrolio e gas sostiene il sentiment dopo i nuovi segnali di distensione tra Washington e Teheran. La frenata del greggio pesa su Eni e Tenaris - Segui la DIRETTA
Il calo di petrolio e gas sostiene il sentiment dopo i nuovi segnali di distensione tra Washington e Teheran. La frenata del greggio pesa su Eni e Tenaris – Segui la DIRETTA • MERCATI Petrolio, segnali di de-escalation spingono al ribasso il Brent di Gabriella Bruschi
L’ultima settimana di luglio parte con un netto miglioramento del sentiment nei mercati, favorito dai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran emersi nel fine settimana. La sospensione degli attacchi e la riapertura di un canale diplomatico hanno ridotto, almeno per ora, i timori su una nuova stretta alle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz, riportando gli investitori verso gli asset rischiosi. La reazione più evidente arriva dalle materie prime.
Il petrolio arretra con decisione dopo le tensioni delle ultime settimane: il Brent torna sotto i 90 dollari al barile, mentre il Wti scende intorno a 83 dollari. Ancora più marcato il movimento sul gas europeo, con il Ttf di Amsterdam in calo di circa 8-9% a 58 euro al megawattora. Il raffreddamento dell’energia allenta le paure inflazionistiche, anche se il quadro geopolitico resta fragile e continuerà a guidare l’umore dei mercati nelle prossime sedute.
L’attenzione degli investitori si sposta anche sulla settimana delle banche centrali e delle trimestrali. Mercoledì è attesa la decisione della Federal Reserve sui tassi, mentre dagli Stati Uniti arriveranno i conti delle Big Tech, tra cui Microsoft, Meta, Apple e Amazon. Il mercato cercherà segnali non solo sui risultati del trimestre, ma soprattutto sui piani di investimento nell’intelligenza artificiale, dopo le recenti prese di beneficio sui semiconduttori.
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Il clima più favorevole si è già visto in Asia, dove le principali Borse hanno chiuso in rialzo. A Tokyo il Nikkei ha guadagnato lo 0,66% a 65.038 punti. A guidare il movimento sono stati soprattutto i titoli delle compagnie aeree e dell’auto, favoriti dalla frenata del petrolio. Positiva anche la Cina, dove resta alta l’attenzione sul comparto tecnologico. A Shanghai il debutto di ChangXin Memory Technologies, principale produttore cinese di chip di memoria, ha attirato i riflettori del mercato con un balzo iniziale di circa 500% rispetto al prezzo di collocamento. L’Ipo conferma il forte interesse degli investitori per la filiera dei semiconduttori cinesi, in una fase in cui la competizione globale sull’AI continua a ridisegnare i flussi di capitale. Dal fronte macro asiatico arrivano segnali misti. In Cina gli utili industriali di giugno sono cresciuti del 15,1% su base annua, pur rallentando per il secondo mese consecutivo, mentre in Giappone il leading indicator di maggio è stato rivisto al ribasso a 116,5 punti. Singapore ha invece stretto ancora la politica monetaria, muovendosi in anticipo contro il rischio di nuove pressioni sui prezzi dell’energia.
E così dopo una mattina proficua, le Borse europee chiudono in rialzo. Sale il Ftse Mib sale, mentre avanzano anche Parigi, Amsterdam e Londra. Francoforte e Madrid le piazze migliori. Avvio positivo anche per Wall Street, con il Nasdaq che però perde terreno zavorrato dal nuovo crollo dei chip.
Tornando a Milano, sul Ftse Mib il calo del greggio pesa sui titoli energetici. Eni arretra con decisione, mentre Tenaris si muove in ribasso e Saipem resta debole nonostante l’annuncio di due nuovi contratti assegnati da Eni per circa 800 milioni di euro. Giù Prysmian, zavorrata dall’andamento dei chip a stelle e strisce. In evidenza invece Amplifon, grazie al giudizio di JPMorgan, che ha alzato la raccomandazione a Overweight da Neutral, confermando il target price a 16,70 euro. Acquisti anche su Buzzi e Brunello Cucinelli, mentre il mercato attende in serata indicazioni dal lusso europeo con i conti di Lvmh. In vetta al Ftse Mib c’è Ferrari.
Resta caldo anche il risiko bancario. Unicredit chiude in rialzo, sostenuta dai report positivi di Morgan Stanley e JPMorgan, con quest’ultima che ha portato il target price a 94 euro confermando il giudizio Overweight e dall’apertura del presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, a un confronto sui termini di una possibile operazione. A Milano gli investitori seguono anche le nuove ipotesi su Banco Bpm e Mps, tra fusione e possibili mosse alternative nel consolidamento del credito.

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