Senza di me media a rischio bancarotta, dice il presidente americano con un cappellino che 'lancia' la sua corsa al 2028 e accusando i giornalisti di essere ossessionati da lui
The post Trump alla cena dei corrispondenti tra battute e insulti ai media. E poi “scherza” sul terzo mandato appeared first on Primaonline - Ultime notizie.
ore 16.42 - 25/07/2026ore 17.37 - 25/07/2026
Senza di me media a rischio bancarotta, dice il presidente americano con un cappellino che ‘lancia’ la sua corsa al 2028 e accusando i giornalisti di essere ossessionati da lui
<?xml encoding="UTF-8">“Allora, stasera riprendiamo esattamente da dove ci eravamo lasciati”. Così Donald Trump ha aperto il suo intervento alla cena di gala dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca (Whca).
L’appuntamento, in versione bis ma in misura più contenuta con 700 ospiti, si è svolto all’hotel Waldorf Astoria di Washington per recuperare la serata annullata lo scorso aprile dopo lo sventato attentato all’Hilton Hotel dove l’evento era stato inizialmente programmato.
“Divertiamoci un po’, sapete? Mi sono chiesto: ‘Cosa dobbiamo fare qui? Dovrebbe essere una cosa divertente? Devo essere serio? Devo fare il comico? Immagino abbiano risposto: ‘Forse un po’ di tutto'”, ha proseguito.
“So una cosa: non riuscirei mai a fare quel discorso che avevo letto. Non so, è cambiato qualcosa. Volevo davvero farlo, ma… farò qualche battuta pungente, se non vi dispiace. Comunque, preferirei morire piuttosto che sembrare di 20 libbre più pesante”, ha aggiunto parlando del giubbotto antiproiettile da quasi 10 chilogrammi che il Secret Service gli aveva consigliato di indossare per la sua sicurezza.
Il presidente ha affermato il suo sostegno alla libertà di espressione. “Noi risolviamo le nostre divergenze non con i proiettili ma con il dibattito aperto e vigoroso, e nessun perdente con una pistola potrà cambiare questo, non permetteremo che accada”.
‘Serata non facile con tutti questi premi’“Non è stata una serata facile, con tutti questi premi”, ha detto ironico, nel suo discorso seguito ai riconoscimenti assegnati ai giornalisti del Wall Street Journal per il loro scoop sui legami tra il tycoon e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein e a Tyler Pager del Nyt, tra i destinatari delle subpoena appena revocate dal Dipartimento di Giustizia, nell’indagine sulla fuga di notizie sul nuovo presidenziale Air Force One di Trump. Poi tutte bollate come fake news
Senza indugio poi non ha lesinato frecciate ai suoi bersagli storici. Trump ha rievocato la sua esperienza come ospite a una precedente cena dei corrispondenti della Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama, prendendo di mira quanti considera suoi oppositori tra cantanti (Bruce Springsteen), media (Cnn e Nyt) e politici (l’ex presidente Joe Biden, il governatore dem della California Gavin Newsom e la senatrice dem Elizabeth ‘Pocahontas’ Warren), solo per citare alcune categorie.
In quell’occasione, Obama prese in giro il tycoon per la sua menzogna secondo cui il presidente sarebbe nato fuori dagli Stati Uniti, oltre che per il suo programma “Celebrity Apprentice”, con Trump che assisteva alla scena con un’espressione impassibile. “Ho guardato quel filmato migliaia di volte. Continuo a rivederlo perché pensano che quella sia stata la sera in cui decisi di candidarmi alla presidenza. Non fu così”, ha detto.
Rivolgendosi alla platea di giornalisti, ha detto: “Questo posto è il più grande gruppo di persone affette da sindrome da ossessione per Trump” ed elenca in modo ironico una serie di giornalisti, tra cui Don Lemon, ex della Cnn, definendolo uno dal “basso quoziente d’intelligenza” e il “più stupido della televisione”. Poi ha definito “terribili” i conduttori televisivi Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon e Stephen Colbert, molto critici nei suoi confronti.
Trump ha scherzato anche sul rischio bancarotta per molti media dopo che lui non sarà più in carica. “Non ci sarà nessuno di cui parlare”, ha detto prima di indossare il cappello rosso con la scritta Trump 2028 e dire che si candiderà per un altro mandato.
“E’ questa la mia intenzione. E questa è… la mia intenzione per un terzo mandato come presidente degli Stati Uniti. Lo faremo. Ci divertiremo un po’. Ho vinto. Ho vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo”. “Lo farò. Dovrebbe essere facile”, ha aggiunto il tycoon in una sala diventata all’improvviso silenziosa. “Sto diventando molto bravo a candidarmi alla presidenza. Avrete tempo per parlarne. Sapete, è interessante quando torni e fai un buon lavoro, come abbiamo fatto noi. Perché la situazione è davvero pessima. Ma, parlando seriamente, voglio dire ancora una volta: voglio solo ringraziarvi tutti. È stata una serata interessante”.