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Tumori, fino al 40% è evitabile: prevenzione e dieta al centro della campagna Lilt

Дата публикации: 20-03-2026 14:25:59

Per molti tumori la prevenzione parte da stili di vita corretti: alimentazione, attività fisica e controlli aiutano a ridurre il rischio.
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La prevenzione spesso resta in secondo piano, ma può cambiare il corso di una malattia. E’ ancora l’anello debole, quello che arriva dopo, quando invece dovrebbe venire prima di tutto. È da qui che riparte la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, che rimette al centro un principio semplice: una parte significativa dei tumori si può evitare.

La prevenzione non fa rumore, ma può cambiare il corso di una malattia. Eppure resta spesso l’anello debole, quello che arriva dopo, quando invece dovrebbe venire prima di tutto. È da qui che riparte la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, che rimette al centro un principio semplice: una parte significativa dei tumori si può evitare.

Fino al 40% dei tumori è prevenibile

Adottare stili di vita corretti può ridurre fino al 40% il rischio di sviluppare patologie oncologiche. Alimentazione, attività fisica, controlli periodici e lotta al tabagismo diventano leve concrete, non raccomandazioni astratte.

“La prevenzione è oggi la nostra arma più efficace per vincere il cancro e deve diventare un’abitudine quotidiana per tutti i cittadini. Diffondere la cultura della prevenzione significa responsabilizzare la persona affinché adotti comportamenti corretti ogni giorno. La Snpo rappresenta un momento fondamentale per ricordare che il benessere nasce da scelte consapevoli: alimentazione sana, attività fisica, controlli periodici, lotta al tabagismo e attenzione ai fattori di rischio ambientali. Investire nella prevenzione oggi significa investire in salute e salvare la vita”, ha detto Francesco Schittulli, presidente Lilt nazionale.

Dieta mediterranea e olio evo al centro della prevenzione

Tra i modelli più efficaci torna la dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio Unesco insieme alla Cucina italiana. Un riferimento concreto nel rapporto tra alimentazione e salute, che trova nell’olio extravergine di oliva uno dei suoi simboli.

L’olio evo 100% italiano si conferma infatti al centro della campagna: grazie alla presenza di polifenoli e acido oleico, può contribuire a ridurre fino al 31% il rischio di tumori. Non un singolo alimento miracoloso, ma un elemento chiave di uno stile di vita complessivo.

Prevenzione come politica sanitaria e investimento pubblico

Accanto alla dimensione individuale, emerge quella sistemica. La prevenzione entra sempre più nelle politiche sanitarie, anche attraverso un rafforzamento delle risorse.

“La Settimana nazionale della prevenzione oncologica ci ricorda con forza che la prevenzione non è un’opzione: è il farmaco più efficace per vivere meglio e più a lungo – spiega Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero – Quest’anno, per la prima volta, la Legge di Bilancio ha dato una risposta concreta, aumentando in modo significativo i fondi destinati alla prevenzione oncologica. Grazie a queste risorse possiamo rafforzare i programmi di screening, rendere i servizi sul territorio più capillari e garantire percorsi di presa in carico più rapidi ed efficaci. Ma sappiamo che le risorse da sole non bastano.

Qui – aggiunge – entra in gioco la comunicazione, che diventa la luce capace di guidare i cittadini verso la prevenzione. Informare, sensibilizzare e coinvolgere attivamente le comunità significa aprire le porte degli screening, abbattere barriere e disuguaglianze e trasformare la conoscenza in azione concreta, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. La prevenzione oncologica è un impegno che riguarda tutti. Solo lavorando insieme istituzioni, operatori sanitari e cittadini possiamo costruire una società più sana, equa e consapevole, dove la salute non sia un privilegio, ma un diritto di tutti”.

Una sfida culturale prima che clinica

Il nodo resta culturale: trasformare la prevenzione in comportamento quotidiano.

“La sfida è culturale prima ancora che sanitaria – conclude Schittulli – Dobbiamo rendere la prevenzione parte integrante della vita quotidiana, partendo da ciò che portiamo a tavola fino a prendersi cura del nostro corpo con periodici controlli clinici e strumentali”.

La campagna 2026 lo sintetizza in un messaggio diretto: la prevenzione va tenuta accesa ogni giorno. Non come evento, ma come pratica continua.

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